WASHINGTON - "Come un militante qualsiasi, sin da quando ero un adolescente, facevo tutto quello che Mandela mi diceva di fare". Inizia così il ricordo di Bono Vox, il leader degli U2 in un articolo per Time, dal titolo "L'uomo che non poteva piangere" in onore della scomparsa di Nelson Mandela.
Il cantante ricorda l'enorme influsso che ha avuto Madiba sulla sua vita. Le memorie di Bono ricalcano quella di una generazione, la stessa di Obama, che ha appena ricordato come la prima manifestazione a cui ha partecipato è stata contro l'Apartheid. "E' stata sempre una presenza fortissima nella mia vita: penso al 1979 quando noi, gli U2, facemmo il primo concerto contro il Sud Africa razzista. Nel corso degli anni diventammo amici. Unimmo la battaglia contro il razzismo assieme a quella contro l'Aids e la povertà e la fame. Senza i suoi sforzi - ricorda Bono - nel decennio passato avremmo avuto 9,7 milioni di malati di Aids e 2,7 milioni di bimbi morti di fame in più l'anno".
LEGGI ANCHE Trent'anni di musica per Madiba di PAOLO GALLORI
[[ge:rep-locali:repubblica:72814970]]
Sempre in prima fila nei grandi maxiraduni come il Mandela Day, Bono oggi cita anche aneddoti divertenti di un leader capace con la sua semplicità e la sua tenacia di spostare le montagne e cambiare il corso della storia.
Una volta gli raccontò che riuscì perfino a ottenere una donazione di 20.000 dollari alla sua Fondazione da parte di Margaret Thatcher. "Gli chiesi, 'ma come hai fatto?' E lui, sorridente, mi rispose: 'Gliel'ho chiesto. Non avrai mai quello che vuoi se non lo chiedi'".
LEGGI ANCHE Indomito e unico, Madiba tra cinema e tv di CLAUDIA MORGOGLIONE
Bono ricorda anche quanto gli raccontò un compagno di cella della prigione di Robben Island, quando Madiba, con la casacca numero 46664, era costretto a lavorare in una miniera di calcare. Quei lunghi anni, passati sotto il sole accecante, immerso alla polvere bianca, provocarono gravi danni agli occhi del leader dell'African National Congress. Una volta liberato, nel '90, poteva ancora vedere, ma i detriti e le polveri avevano ostruito i suoi condotti lacrimali, lasciandolo cosi' incapace di piangere.
"Per tutti era tanta la sua fermezza e il suo valore che certo non poteva lacrimare in un momento d'insicurezza o di dolore. Ma la spiegazione era molto diversa. Poi, ha fatto un intervento chirurgico nel 1994 che risolse quel problema. Da quel giorno potè piangere. E oggi - conclude Bono Vox - anche noi possiamo fare lo stesso per lui".
"Ora è libero per sempre": così Mohammed Alì, il più grande pugile di tutti i tempi e grande combattente contro la discriminazione dei neri nel mondo, ricorda Nelson Mandela.
"Ha ispirato gli altri per raggiungere anche quello che appariva impossibile - afferma Alì - e li ha spinti a demolire le barriere che li tenevano in ostaggio mentalmente, fisicamente ed economicamente". "Quello che ricorderò di Mandela - aggiunge - è che è stato un uomo il cui cuore, la cui anima e il cui spirito non possono essere limitati alla lotta contro le ingiustzie razziali ed economiche. Ha insegnato a tutti noi il perdono, invece dell'odio e della vendetta".
Per Pelè Madiba "è stato il mio eroe e un mio compagno nella lotta in favore della causa del popolo e della pace nel mondo", ha twittato l'ex campione brasiliano. Ora, ha esortato, bisogna "continuare la sua opera".
[[ge:rep-locali:repubblica:72806985]]
Paul Simon. "Mandela è stato uno dei grandi leader del XX secolo. La sua morte deve riaccendere gli sforzi per la pace in tutto il mondo.
Morgan Freeman (che ha interpretato Mandela nel film Invictus): "Oggi il mondo perde uno dei giganti del secolo scorso. Mandela è stato un uomo di grande forza, un santo per molti, un eroe per tutti quelli che hanno a cuore la libertà e la dignità dell'umanità".
Il cantante ricorda l'enorme influsso che ha avuto Madiba sulla sua vita. Le memorie di Bono ricalcano quella di una generazione, la stessa di Obama, che ha appena ricordato come la prima manifestazione a cui ha partecipato è stata contro l'Apartheid. "E' stata sempre una presenza fortissima nella mia vita: penso al 1979 quando noi, gli U2, facemmo il primo concerto contro il Sud Africa razzista. Nel corso degli anni diventammo amici. Unimmo la battaglia contro il razzismo assieme a quella contro l'Aids e la povertà e la fame. Senza i suoi sforzi - ricorda Bono - nel decennio passato avremmo avuto 9,7 milioni di malati di Aids e 2,7 milioni di bimbi morti di fame in più l'anno".
LEGGI ANCHE Trent'anni di musica per Madiba di PAOLO GALLORI
[[ge:rep-locali:repubblica:72814970]]
Sempre in prima fila nei grandi maxiraduni come il Mandela Day, Bono oggi cita anche aneddoti divertenti di un leader capace con la sua semplicità e la sua tenacia di spostare le montagne e cambiare il corso della storia.
Una volta gli raccontò che riuscì perfino a ottenere una donazione di 20.000 dollari alla sua Fondazione da parte di Margaret Thatcher. "Gli chiesi, 'ma come hai fatto?' E lui, sorridente, mi rispose: 'Gliel'ho chiesto. Non avrai mai quello che vuoi se non lo chiedi'".
LEGGI ANCHE Indomito e unico, Madiba tra cinema e tv di CLAUDIA MORGOGLIONE
Bono ricorda anche quanto gli raccontò un compagno di cella della prigione di Robben Island, quando Madiba, con la casacca numero 46664, era costretto a lavorare in una miniera di calcare. Quei lunghi anni, passati sotto il sole accecante, immerso alla polvere bianca, provocarono gravi danni agli occhi del leader dell'African National Congress. Una volta liberato, nel '90, poteva ancora vedere, ma i detriti e le polveri avevano ostruito i suoi condotti lacrimali, lasciandolo cosi' incapace di piangere.
"Per tutti era tanta la sua fermezza e il suo valore che certo non poteva lacrimare in un momento d'insicurezza o di dolore. Ma la spiegazione era molto diversa. Poi, ha fatto un intervento chirurgico nel 1994 che risolse quel problema. Da quel giorno potè piangere. E oggi - conclude Bono Vox - anche noi possiamo fare lo stesso per lui".
"Ora è libero per sempre": così Mohammed Alì, il più grande pugile di tutti i tempi e grande combattente contro la discriminazione dei neri nel mondo, ricorda Nelson Mandela.
"Ha ispirato gli altri per raggiungere anche quello che appariva impossibile - afferma Alì - e li ha spinti a demolire le barriere che li tenevano in ostaggio mentalmente, fisicamente ed economicamente". "Quello che ricorderò di Mandela - aggiunge - è che è stato un uomo il cui cuore, la cui anima e il cui spirito non possono essere limitati alla lotta contro le ingiustzie razziali ed economiche. Ha insegnato a tutti noi il perdono, invece dell'odio e della vendetta".
Per Pelè Madiba "è stato il mio eroe e un mio compagno nella lotta in favore della causa del popolo e della pace nel mondo", ha twittato l'ex campione brasiliano. Ora, ha esortato, bisogna "continuare la sua opera".
[[ge:rep-locali:repubblica:72806985]]
Paul Simon. "Mandela è stato uno dei grandi leader del XX secolo. La sua morte deve riaccendere gli sforzi per la pace in tutto il mondo.
Morgan Freeman (che ha interpretato Mandela nel film Invictus): "Oggi il mondo perde uno dei giganti del secolo scorso. Mandela è stato un uomo di grande forza, un santo per molti, un eroe per tutti quelli che hanno a cuore la libertà e la dignità dell'umanità".