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(ansa)

Ucraina, Ashton conferma: "Il presidente Yanukovich pronto a firmare accordo Ue"

La responsabile della diplomazia dell'Unione europea tornata dalla missione di due giorni ha assicurato "che intende sottoscrivere il patto di associazione". Il vicepremier di Kiev ricevuto a Bruxelles dal commissario all'allargamento Stefan Fuele per "discutere le questioni legate alla firma"

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KIEV - Al ritorno dalla sua missione di due giorni a Kiev, la responsabile della diplomazia Ue, Catherine Ashton, ha confermato. Il presidente ucraino Viktor Yanukovich firmerà l'accordo di associazione con l'unione europea, al centro della crisi politica in atto in ucraina. Yanukovich "mi ha assicurato che intende firmare l'accordo di associazione" ha detto lady Ashton al suo arrivo al consiglio del ministri dello sviluppo a Bruxelles. Questo pomeriggio, ha ricordato, il vicepremier ucraino Serhiy Arbuzov sarà ricevuto dal commissario Ue all'allargamento Stefan Fuele, per "discutere le questioni legate alla firma e all'attuazione dell'accordo di associazione Ue-Ucraina", secondo il menu annunciato dalla commissione.

Ashton già ieri a Kiev aveva riferito della volontà del presidente ucraino di ritornare sulla sua decisione di rinunciare all'accordo dopo tre anni di negoziati. Era stato il suo rifiuto a scatenare le enormi proteste in patria. Sono due settimane che il centro della capitale è occupato dai manifestanti filoeuropei.
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La commissione ha sottolineato di essere pronta a discutere con Kiev di "alcuni aspetti dell'attuazione dell'accordo", ma "in nessun caso intende riaprire il negoziato". "La mia opinione è che le reali sfide economiche" che l'Ucraina deve affrontare "possano essere vinte non solo con il sostegno delle istituzioni europee, ma mostrando di avere un progetto serio" di riassetto dell'economia, in grado di attirare gli investimenti, ha detto Ashton. I problemi dell'Ucraina "possono essere affrontati non solo con il supporto proveniente dalle istituzioni europee", ha aggiunto Ashton. La firma del patto, ha ribadito, "aiuterà a portare in Ucraina il tipo di investimenti di cui Yanukovych ha bisogno". Ieri Bruxelles ha respinto la richiesta dell'Ucraina di 20 miliardi di euro per firmare l'accordo. "Non giochiamo con le cifre. La prosperità del Paese non può essere messa all'asta" aveva dichiarato il portavoce Olivier Bailly.

Ritenuto da molti osservatori il grande manovratore della vicenda, il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso sullo stato dell'Unione ha ribadito che la Russia non sta facendo pressione sull'Ucraina perché entri a far parte dell'unione doganale. "Noi non imponiamo nulla a nessuno", ha detto il leader del Cremlino, aggiungendo che l'adesione all'Unione e all'organizzazione che dovrebbe succedergli, l'Unione Euroasiatica, non è in contraddizione con altri progetti di integrazione come quello dell'Unione europea.
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Intanto a Kiev le proteste continuano. Un gruppo di manifestanti 'europeisti' davanti alla corte d'appello della capitale e un altro davanti alla sede della procura generale, chiedono la liberazione dei dimostranti arrestati negli ultimi giorni. Oggi la Corte si pronunzierà su due persone fermate ieri all'alba, quando la polizia ha invaso Maidan (piazza dell'Indipendenza). Ieri sono stati liberati quattro dei dieci manifestanti fermati in seguito agli scontri del primo dicembre davanti al palazzo presidenziale, per una quinta persona il tribunale ha invece optato per gli arresti domiciliari. Un tribunale di Kiev aveva disposto due mesi di carcere in attesa del processo per nove giovani accusati di essere tra gli organizzatori degli scontri di via Bankova (dove sorge il palazzo presidenziale). Se giudicate colpevoli, queste persone avrebbero rischiato tra i cinque e gli otto anni di carcere. Dopo gli appelli dell'opposizione e l'intervento di alcune ong e ambasciate, secondo cui la polizia ha arrestato manifestanti a caso, la procura le ha riconosciute come vittime.