IL CAIRO - Una bomba è esplosa al Cairo, nella zona dell'università Al Azhar, causando cinque feriti. L'ordigno era stato collocato su un'aiuola pedonale a un incrocio molto trafficato ed è deflagrato al passaggio di un bus, mandando i frantumi i vetri dei finestrini e investendo i passeggeri. La polizia ha disinnescato altri tre ordigni nascosti nel vicino viale Mustafa Nahas. Nello stesso quartiere di al-Nasr, sede della massima istituzione teologica sunnita, vicino al quartier generale della Sicurezza nazionale, a settembre un kamikaze si era fatto saltare in aria al passaggio del convoglio del ministro dell'Interno, Mohamed Ibrahim. Il ministro era rimasto illeso ma l'esplosione aveva ucciso un passante.
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C'è tensione nella capitale egiziana, dopo che il governo ha dichiarato ufficialmente fuorilegge l'organizzazione dei Fratelli Musulmani. Gli integralisti sono accusati di aver organizzato l'attentato al quartier generale della polizia a Mansura, capitale del governatorato egiziano settentrionale di Daqahliyya, che ha causato la morte di 14 persone e un centinaio i feriti. Da parte loro, i "Fratelli" hanno dichiarato che continueranno a manifestare.
Nelle ultime settimane i militanti dei gruppi estremisti islamici hanno intensificato gli attacchi in vista del referendum sulla nuova Costituzione in programma a metà gennaio. Gli attentati rientrano nella campagna di terrore seguita alla destituzione a luglio del presidente Mohamed Morsi, legato ai Fratelli musulmani. Il governo punta il dito anche contro Hamas: un suo militante è stato arrestato nel Sinai, secondo la polizia stava per compiere un attentato. L'organizzazione, che è vicina ai Fratelli Musulmani, ha negato ogni responsabilità: "La nostra battaglia è unicamente contro l'occupazione israeliana".
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C'è tensione nella capitale egiziana, dopo che il governo ha dichiarato ufficialmente fuorilegge l'organizzazione dei Fratelli Musulmani. Gli integralisti sono accusati di aver organizzato l'attentato al quartier generale della polizia a Mansura, capitale del governatorato egiziano settentrionale di Daqahliyya, che ha causato la morte di 14 persone e un centinaio i feriti. Da parte loro, i "Fratelli" hanno dichiarato che continueranno a manifestare.
Nelle ultime settimane i militanti dei gruppi estremisti islamici hanno intensificato gli attacchi in vista del referendum sulla nuova Costituzione in programma a metà gennaio. Gli attentati rientrano nella campagna di terrore seguita alla destituzione a luglio del presidente Mohamed Morsi, legato ai Fratelli musulmani. Il governo punta il dito anche contro Hamas: un suo militante è stato arrestato nel Sinai, secondo la polizia stava per compiere un attentato. L'organizzazione, che è vicina ai Fratelli Musulmani, ha negato ogni responsabilità: "La nostra battaglia è unicamente contro l'occupazione israeliana".