Marò, De Mistura: "Iniziativa forte contro impasse". M5s: "Parleremo con New Delhi"
L'inviato del governo in India conferma di aver iniziato una strategia con "valenza giuridica e politica" ma non entra in particolari. Insofferenza sul blog di Grillo: "Su di loro incombe il rischio della pena di morte. Governo Letta solo chiacchiere e distintivo. Il 20 partiremo per l'ambasciata dove sono detenuti"
NEW DELHI - "Oggi abbiamo preso una iniziativa molto forte e decisa per uscire dall'impasse in cui è la situazione dei marò in India". Da New Delhi l'inviato del governo Staffan de Mistura è rassicurante ma non spiega quale sia il piano. Dopo aver prolungato la sua missione nella capitale indiana per seguire gli sviluppi della vicenda e coordinare la strategia dei legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, aggiunge solo che si tratta di un'iniziativa con "valenza giuridica e politica". Ma non specifica di quale iniziativa si tratti. "Posso solo dire - dice - che riguarda sia il ritardo inaudito che le indagini e il processo hanno accumulato, sia l'inaccettabile e possibile utilizzazione del SUA Act (La legge indiana per la repressione della pirateria) che automaticamente implica l'utilizzazione della pena di morte".
Le parole di De Mistura non soddisfano il Movimento 5 Stelle e l'insofferenza per la vicenda marò &egrav…
Le parole di De Mistura non soddisfano il Movimento 5 Stelle e l'insofferenza per la vicenda marò &egrav…
NEW DELHI - "Oggi abbiamo preso una iniziativa molto forte e decisa per uscire dall'impasse in cui è la situazione dei marò in India". Da New Delhi l'inviato del governo Staffan de Mistura è rassicurante ma non spiega quale sia il piano. Dopo aver prolungato la sua missione nella capitale indiana per seguire gli sviluppi della vicenda e coordinare la strategia dei legali di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, aggiunge solo che si tratta di un'iniziativa con "valenza giuridica e politica". Ma non specifica di quale iniziativa si tratti. "Posso solo dire - dice - che riguarda sia il ritardo inaudito che le indagini e il processo hanno accumulato, sia l'inaccettabile e possibile utilizzazione del SUA Act (La legge indiana per la repressione della pirateria) che automaticamente implica l'utilizzazione della pena di morte".
Le parole di De Mistura non soddisfano il Movimento 5 Stelle e l'insofferenza per la vicenda marò è scoppiata sul blog di Grillo. "Adesso basta! Sono passati 21 mesi e per i due marò italiani detenuti e sequestrati in India nulla è cambiato. Dopo mille promesse, tutte disattese, M5S andrà direttamente in India a conoscere i fatti, così come per il caso Shalabayeva", scrivono i deputati del Movimento 5 Stelle, membri della commissione Affari esteri, in un post dal titolo 'Il M5S va in India dai marò'. "Il nostro viaggio in Kazakistan - sottolineano i deputati pentastellati - è stato fondamentale, tanto che Alma è venuta a ringraziarci personalmente una volta rientrata in Italia. Il governo invece ancora tentenna sui due marò, il M5S lo sfida e prepara la partenza per Nuova Delhi prevista per il 20 gennaio".
I deputati M5s scrivono ancora: "Su Latorre e Girone oggi incombe nuovamente il rischio della pena di morte. Nonostante le promesse dell'inviato del governo De Mistura che di fronte alle nostre richieste aveva garantito la non applicabilità della pena di morte da parte del governo indiano. Governo Letta ancora una volta, 'solo chiacchiere e distintivo'. In commissione Affari esteri abbiamo cercato una soluzione a questa brutta storia. Il 20 partiremo per raggiungere l'ambasciata dove sono detenuti per ottenere informazioni chiare e precise. Il governo indiano deve parlare con noi, noi siamo il futuro governo di questo paese. E' una questione di giustizia e di orgoglio nazionale". Sopra il post appare un video con Alessandro Di Battista, Daniele Del Grosso e Carlo Sibilia, i tre che probabilmente andranno in India.
"Sulla vicenda c'è stata una gestione opaca fin dall'inizio - denuncia Carlo Sibilia- e ora qualcuno, in India, sta a facendo speculazione elettorale sulla vicenda dei nostri due marò". "Noi vogliamo vederci chiaro - insiste il parlamentare 5 Stelle - e se a breve non avremo novità sostanziali da parte dell'inviato del governo, Staffan De Mistura, partiremo per l'India e come forza d'opposizione faremo pressione sul caso". "Il nostro interesse - conclude - è riportare a casa Latorre e Girone, e fare in modo che simili casi non si verifichino più. Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, tenga conto della nostra azione come ha fatto nel caso della Shalabayeva".
E mentre un gruppo di attivisti capeggiati dall'ex parlamentare Pdl Souad Sbai, hanno esposto striscioni a Roma in cima all'altare della Patria per chiedere il rilascio dei due fucilieri della Marina (nella foto), il ministro degli Esteri Emma Bonino spiega che il capo d'imputazione a loro carico "non è stato ancora formulato, ma l'italia tiene aperte tutte le opzioni". Il commissario europeo Antonio Tajani ha proposto che l'Europa sospenda il trattato economico che si sta negoziando con l'india, "tutto dipende dal capo d'imputazione: quando sarà formulato vedremo, tutte le opzioni saranno sul tappeto".
Anche la Commissione europea "continua a seguire molto da vicino" il caso e "qualunque decisione verrà valutata molto attentamente", ha affermato una portavoce dell'Alta rappresentate Ue per la politica estera Catherine Ashton, Maja Kocijancic: "L'Ue incoraggia l'India a trovare urgentemente una soluzione mutualmente soddisfacente, in accordo con le leggi internazionali e con le convezioni Onu sul diritto marittimo".
Le parole di De Mistura non soddisfano il Movimento 5 Stelle e l'insofferenza per la vicenda marò è scoppiata sul blog di Grillo. "Adesso basta! Sono passati 21 mesi e per i due marò italiani detenuti e sequestrati in India nulla è cambiato. Dopo mille promesse, tutte disattese, M5S andrà direttamente in India a conoscere i fatti, così come per il caso Shalabayeva", scrivono i deputati del Movimento 5 Stelle, membri della commissione Affari esteri, in un post dal titolo 'Il M5S va in India dai marò'. "Il nostro viaggio in Kazakistan - sottolineano i deputati pentastellati - è stato fondamentale, tanto che Alma è venuta a ringraziarci personalmente una volta rientrata in Italia. Il governo invece ancora tentenna sui due marò, il M5S lo sfida e prepara la partenza per Nuova Delhi prevista per il 20 gennaio".
I deputati M5s scrivono ancora: "Su Latorre e Girone oggi incombe nuovamente il rischio della pena di morte. Nonostante le promesse dell'inviato del governo De Mistura che di fronte alle nostre richieste aveva garantito la non applicabilità della pena di morte da parte del governo indiano. Governo Letta ancora una volta, 'solo chiacchiere e distintivo'. In commissione Affari esteri abbiamo cercato una soluzione a questa brutta storia. Il 20 partiremo per raggiungere l'ambasciata dove sono detenuti per ottenere informazioni chiare e precise. Il governo indiano deve parlare con noi, noi siamo il futuro governo di questo paese. E' una questione di giustizia e di orgoglio nazionale". Sopra il post appare un video con Alessandro Di Battista, Daniele Del Grosso e Carlo Sibilia, i tre che probabilmente andranno in India.
"Sulla vicenda c'è stata una gestione opaca fin dall'inizio - denuncia Carlo Sibilia- e ora qualcuno, in India, sta a facendo speculazione elettorale sulla vicenda dei nostri due marò". "Noi vogliamo vederci chiaro - insiste il parlamentare 5 Stelle - e se a breve non avremo novità sostanziali da parte dell'inviato del governo, Staffan De Mistura, partiremo per l'India e come forza d'opposizione faremo pressione sul caso". "Il nostro interesse - conclude - è riportare a casa Latorre e Girone, e fare in modo che simili casi non si verifichino più. Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, tenga conto della nostra azione come ha fatto nel caso della Shalabayeva".
E mentre un gruppo di attivisti capeggiati dall'ex parlamentare Pdl Souad Sbai, hanno esposto striscioni a Roma in cima all'altare della Patria per chiedere il rilascio dei due fucilieri della Marina (nella foto), il ministro degli Esteri Emma Bonino spiega che il capo d'imputazione a loro carico "non è stato ancora formulato, ma l'italia tiene aperte tutte le opzioni". Il commissario europeo Antonio Tajani ha proposto che l'Europa sospenda il trattato economico che si sta negoziando con l'india, "tutto dipende dal capo d'imputazione: quando sarà formulato vedremo, tutte le opzioni saranno sul tappeto".
Anche la Commissione europea "continua a seguire molto da vicino" il caso e "qualunque decisione verrà valutata molto attentamente", ha affermato una portavoce dell'Alta rappresentate Ue per la politica estera Catherine Ashton, Maja Kocijancic: "L'Ue incoraggia l'India a trovare urgentemente una soluzione mutualmente soddisfacente, in accordo con le leggi internazionali e con le convezioni Onu sul diritto marittimo".