MOSCA -La Corte Suprema russa ha ordinato il rilascio di Platon Lebedev, ex socio in affari del magnate Mikhail Khodorkovski, graziato dal presidente Vladimir Putin dopo aver trascorso 10 anni in carcere.
Khodorkovski, avversario politico di Putin, e Lebedev erano in carcere dal 2003, condannati per evasione fiscale, riciclaggio e appropriazione indebita in due distinti processi. Il petroliere è stato graziato dal presidente il mese scorso, mossa che, assieme all'amnistia della Duma che ha ridato la libertà alle Pussy Riot, è stato interpretato come il modo scelto da Putin di sedare le critiche internazionali in vista dei Giochi Olimpici invernali di Sochi.
A questo proposito, il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha attaccato duramente le prese di posizione di alcuni Paesi occidentali in occasione delle prossime Olimpiadi, come la decisione di Obama di inviare a Sochi in rappresentanza degli Usa personalità americane notoriamente omosessuali, in risposta alla durezza della legge russa nei riguardi della comunità gay. "Penso che l'Occidente o alcuni Paesi, si comportino in una maniera assolutamente spudorata e senza tanti complimenti, tentando di screditare politicamente le nostre Olimpiadi", le parole di Peskov al tabloid Komsomolskaia Pravda.
Lebedev, contrariamente a Khodorkovski, non ha mai fatto richiesta di grazia ed rimasto in cella. Il suo rilascio avrebbe dovuto avvenire a maggio, ma la Corte Suprema ha deciso di ridurre il periodo di detenzione ordinandone la liberazione domani, venerdì.
La Corte Suprema ha invece rigettato l'istanza di revisione dei processi nei confronti dei due ex top manager della Yukos, defunta società petrolifera i cui asset sono stati poi in gran parte acquisiti da Rosneft. I giudici hanno quindi confermato la penalità inflitta dai tribunali ai due ex soci: pagare 17 miliardi di rubli (pari a 378 milioni di euro, oltre 520 milioni di dollari) di tasse arretrate. Il maggiore ostacolo al ritorno in Russia di Khodorkovski, che dopo il rilascio si è trasferito in Germania. Le pretese del fisco russo sono state dichiarate illegittime dalla Corte europea per i diritti umani.
Khodorkovski, avversario politico di Putin, e Lebedev erano in carcere dal 2003, condannati per evasione fiscale, riciclaggio e appropriazione indebita in due distinti processi. Il petroliere è stato graziato dal presidente il mese scorso, mossa che, assieme all'amnistia della Duma che ha ridato la libertà alle Pussy Riot, è stato interpretato come il modo scelto da Putin di sedare le critiche internazionali in vista dei Giochi Olimpici invernali di Sochi.
A questo proposito, il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha attaccato duramente le prese di posizione di alcuni Paesi occidentali in occasione delle prossime Olimpiadi, come la decisione di Obama di inviare a Sochi in rappresentanza degli Usa personalità americane notoriamente omosessuali, in risposta alla durezza della legge russa nei riguardi della comunità gay. "Penso che l'Occidente o alcuni Paesi, si comportino in una maniera assolutamente spudorata e senza tanti complimenti, tentando di screditare politicamente le nostre Olimpiadi", le parole di Peskov al tabloid Komsomolskaia Pravda.
Lebedev, contrariamente a Khodorkovski, non ha mai fatto richiesta di grazia ed rimasto in cella. Il suo rilascio avrebbe dovuto avvenire a maggio, ma la Corte Suprema ha deciso di ridurre il periodo di detenzione ordinandone la liberazione domani, venerdì.
La Corte Suprema ha invece rigettato l'istanza di revisione dei processi nei confronti dei due ex top manager della Yukos, defunta società petrolifera i cui asset sono stati poi in gran parte acquisiti da Rosneft. I giudici hanno quindi confermato la penalità inflitta dai tribunali ai due ex soci: pagare 17 miliardi di rubli (pari a 378 milioni di euro, oltre 520 milioni di dollari) di tasse arretrate. Il maggiore ostacolo al ritorno in Russia di Khodorkovski, che dopo il rilascio si è trasferito in Germania. Le pretese del fisco russo sono state dichiarate illegittime dalla Corte europea per i diritti umani.