KIEV - Per la prima volta dall'inizio della crisi ucraina, le diverse anime del fronte filo-europeo che si oppone al presidente Viktor Yanukovich sono arrivate allo scontro fratricida. E' accaduto quando militanti del partito ultra nazionalista di Svoboda hanno tentato di convincere il gruppo radicale Spilna Sprava a liberare il ministero dell'Agricoltura, occupato venerdì scorso. Secondo le agenzie locali, nello scontro che è seguito, con spari e lancio di granate, vi sarebbero tra i tre e i sei feriti. Si registra anche la morte di un agente di polizia di 42 anni, spirato in ospedale a causa di una ferita al petto, dopo essere stato colpito da uno sparo in un parco della città. La polizia sta indagando, riferisce una nota delle autorità.
Andriy Khoronets, membro di Svoboda, ha spiegato di essere uno di quelli che hanno tentato di convincere i nazionalisti del movimento Spilna Sprava ad andarsene per accontentare le richieste del governo, che aveva posto lo sgombero del ministero tra le condizioni per andare avanti nel negoziato con i leader dell'opposizione e per concedere l'amnistia ai dimostranti arrestati, provvedimento in discussione oggi in un Parlamento che ieri aveva abolito a larga maggioranza le leggi anti-manifestazioni. "Dobbiamo essere visti come persone che rispettano i loro doveri, non ci deve essere anarchia" ha ammonito Khoronets.
Alla fine, i radicali di Spilna Sprava hanno lasciato il palazzo, occupato venerdì scorso. Altri cinque edifici governativi restano nelle mani dei dimostranti. Che in piazza Indipendenza, cuore delle protesta a Kiev, hanno istituito la "guardia nazionale" pronti a "sacrificare la vita per il popolo ucraino e per l'Ucraina". Il giuramento è avvenuto in Casa ucraina, l'ex museo di Lenin occupato sabato scorso dagli insorti.
L'agenzia Unian riporta sul suo sito che circa 5mila persone stanno marciando in corteo nel centro di Kiev, dopo aver lasciato piazza Indipendenza, scandendo slogan come "Gloria all'Ucraina" e "Gloria agli eroi". Il traffico automobilistico è stato interrotto.
Mentre la piazza resta in fermento, il governo ucraino e l'opposizione continuano il loro "dialogo" per risolvere la crisi. Ma non è semplice trovare l'intesa. "Da parte nostra, siamo pronti a fornire le condizioni necessarie per la stabilità nazionale" ha affermato in Parlamento Serguii Arbusov, neo premier ad interim dopo le dimissioni del primo ministro Mikola Azarov.
Arseniy Yatsenyuk, capogruppo di "Patria" (il partito di Iulia Timoshenko) e uno dei leader dell'opposizione, a cui Yanukovich aveva proposto di diventare premier, ha definito però "inaccettabile" la condizione posta dal governo di mettere fine alle proteste per concedere l'amnistia ai dimostranti fermati.
In tarda serata il parlamento ucraino (Rada), con l'astensione della forze d'opposizione, ha approvato l'amnistia che permetterà il rilascio di manifestanti anti-governativi arrestati in seguito ai disordini delle ultime settimane e che dovrebbe consentire un alleggerimento delle tensioni.
Intanto, a Kiev è arrivata Catherine Ashton, alto commissario Ue per la politica estera. Visita di un giorno, durante la quale la diplomatica ha incontrato il presidente ucraino Yanukovich. Il capo della diplomazia Ue ha chiesto la fine della "violenza" e delle "intimidazioni" in Ucraina, "da qualunque parte provengano", e ha auspicato "un vero dialogo" tra maggioranza e opposizione per mettere fine alla grave crisi politica.
Dalla Russia, il premier Medvedev fa sapere che l'Ucraina ha chiesto di posticipare i pagamenti per le vecchie e le nuove forniture di metano, debito che ha raggiunto i 2,7 miliardi di dollari. La notizia è emersa durante una riunione a cui partecipava anche il presidente Putin, che a sua volta ha sottolineato l'opportunità di "aspettare la formazione del nuovo governo ucraino, prima di dare seguito all'accordo che prevede lo stanziamento di 15 miliardi di dollari" a favore di Kiev. Per Medvedev, "l'accordo di dicembre non verrà messo in pratica finché non si prenderà coscienza del nuovo governo e dei nuovi principi guida dell'Ucraina".
Andriy Khoronets, membro di Svoboda, ha spiegato di essere uno di quelli che hanno tentato di convincere i nazionalisti del movimento Spilna Sprava ad andarsene per accontentare le richieste del governo, che aveva posto lo sgombero del ministero tra le condizioni per andare avanti nel negoziato con i leader dell'opposizione e per concedere l'amnistia ai dimostranti arrestati, provvedimento in discussione oggi in un Parlamento che ieri aveva abolito a larga maggioranza le leggi anti-manifestazioni. "Dobbiamo essere visti come persone che rispettano i loro doveri, non ci deve essere anarchia" ha ammonito Khoronets.
Alla fine, i radicali di Spilna Sprava hanno lasciato il palazzo, occupato venerdì scorso. Altri cinque edifici governativi restano nelle mani dei dimostranti. Che in piazza Indipendenza, cuore delle protesta a Kiev, hanno istituito la "guardia nazionale" pronti a "sacrificare la vita per il popolo ucraino e per l'Ucraina". Il giuramento è avvenuto in Casa ucraina, l'ex museo di Lenin occupato sabato scorso dagli insorti.
L'agenzia Unian riporta sul suo sito che circa 5mila persone stanno marciando in corteo nel centro di Kiev, dopo aver lasciato piazza Indipendenza, scandendo slogan come "Gloria all'Ucraina" e "Gloria agli eroi". Il traffico automobilistico è stato interrotto.
Mentre la piazza resta in fermento, il governo ucraino e l'opposizione continuano il loro "dialogo" per risolvere la crisi. Ma non è semplice trovare l'intesa. "Da parte nostra, siamo pronti a fornire le condizioni necessarie per la stabilità nazionale" ha affermato in Parlamento Serguii Arbusov, neo premier ad interim dopo le dimissioni del primo ministro Mikola Azarov.
Arseniy Yatsenyuk, capogruppo di "Patria" (il partito di Iulia Timoshenko) e uno dei leader dell'opposizione, a cui Yanukovich aveva proposto di diventare premier, ha definito però "inaccettabile" la condizione posta dal governo di mettere fine alle proteste per concedere l'amnistia ai dimostranti fermati.
In tarda serata il parlamento ucraino (Rada), con l'astensione della forze d'opposizione, ha approvato l'amnistia che permetterà il rilascio di manifestanti anti-governativi arrestati in seguito ai disordini delle ultime settimane e che dovrebbe consentire un alleggerimento delle tensioni.
Intanto, a Kiev è arrivata Catherine Ashton, alto commissario Ue per la politica estera. Visita di un giorno, durante la quale la diplomatica ha incontrato il presidente ucraino Yanukovich. Il capo della diplomazia Ue ha chiesto la fine della "violenza" e delle "intimidazioni" in Ucraina, "da qualunque parte provengano", e ha auspicato "un vero dialogo" tra maggioranza e opposizione per mettere fine alla grave crisi politica.
Dalla Russia, il premier Medvedev fa sapere che l'Ucraina ha chiesto di posticipare i pagamenti per le vecchie e le nuove forniture di metano, debito che ha raggiunto i 2,7 miliardi di dollari. La notizia è emersa durante una riunione a cui partecipava anche il presidente Putin, che a sua volta ha sottolineato l'opportunità di "aspettare la formazione del nuovo governo ucraino, prima di dare seguito all'accordo che prevede lo stanziamento di 15 miliardi di dollari" a favore di Kiev. Per Medvedev, "l'accordo di dicembre non verrà messo in pratica finché non si prenderà coscienza del nuovo governo e dei nuovi principi guida dell'Ucraina".