Esteri

Thailandia, seggi aperti ma l'opposizione boicotta le elezioni

Nel sud, roccaforte del movimento anti-governativo, impossibile dare il via alle operazioni di voto. La consultazione dopo tre mesi di proteste contro la premier Yingluck Shinawatra e violenze che hanno provocato dieci morti e quasi 600 feriti

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BANGKOK - In un clima di grande tensione e incertezza, dopo tre mesi di manifestazioni contrapposte spesso sfociate in violenze, in Thailandia si sono aperti i seggi per le elezioni legislative anticipate. Sul voto pesa il boicottaggio dell'opposizione i cui militanti hanno impedito l'organizzazione dello scrutinio nel 10% delle circoscrizioni. La situazione è particolarmente critica nel sud.

"I seggi sono ormai aperti, ad eccezione di quelli coinvolti nel blocco dei centri di distribuzione delle schede elettorali", ha detto Puchong Nutrawong, segretario generale della commissione elettorale.

Le elezioni anticipate erano state annunciate dalla premier Yingluck Shinawatra per cercare di uscire dalla crisi. Sembra però invano, con l'opposizione che sta boicottando la consultazione. Su un totale di 375 circoscrizioni, in 42, tutte nelle regioni meridionali roccaforte degli oppositori, non è stato possibile organizzare il voto.

Alla vigilia delle elezioni alla periferia di Bangkok c'è stato un violento scontro a fuoco tra opposte fazioni: sei persone sono rimaste ferite, una in modo grave. E' rimasto coinvolto anche il celebre fotografo di guerra americano James Nachtwey, ferito di striscio a una gamba.

L'esito della consultazione - indetta da Yingluck per rilanciarsi sotto la pressione della piazza - è scontato: sarà un trionfo del partito di governo Puea Thai, specie alla luce del boicottaggio dichiarato dal principale movimento di opposizione, il Partito democratico. Sulle elezioni pesano però problemi organizzativi che rischiano di far ritardare di settimane i risultati ufficiali, e che minacciano di creare un vuoto di potere nell'incertezza del dopo voto. E non si esclude un successivo annullamento da parte della magistratura, parte dell'establishment tradizionale che appoggia tacitamente la protesta anti-governativa.

La Commissione elettorale, che fino a pochi giorni fa raccomandava di rinviare le elezioni, lamenta mancanza di personale in diversi collegi e appare in ritardo nella distribuzione delle schede. Non dovrebbero esserci intoppi nel nord e nel nord-est, dove Yingluck gode di un solido consenso tra le classi medio-basse. Nel sud, feudo dell'opposizione monarchico-nazionalista, molti seggi sono rimasti chiusi.

La protesta, guidata dall'ex premier Suthep Thaugsuban, chiede la creazione di un "Consiglio del popolo" non eletto che approvi riforme anti-corruzione destinate a "estirpare il regime Shinawatra", e accusa Yingluck di essere un fantoccio del fratello ed ex premier Thaksin, il milionario autoesiliatosi per scampare a una condanna per corruzione. In tre mesi, la crisi politica ha causato dieci morti e quasi 600 feriti.