Il referendum in Crimea, che ha portato all'annessione russa della penisola ucraina, è un "tentativo di dividere l'Europa". La denuncia è del ministro degli Esteri tedesco, Walter Steinmeier, che ha incontrato il primo ministro ucraino Arseniy Yatsenyuk. Steinmeier ha detto che "il referendum e la decisione del Consiglio della Federazione (la camera alta del parlamento russo, che hanno votato venerdì l'integrazione della Crimea alla Russia) è una violazione del diritto internazionale e un tentativo di dividere l'Europa ".
Ma il presidente russo, Vladimir Putin, che ieri ha promulgato l'annessione della Repubblica di Crimea e del porto di Sebastopoli alla Russia, respinge le accuse dell'Occidente e insiste nel ritenere legittima l'operazione e a giudicare arbitrarie le sanzioni stabilite dall'Occidente.
La tensione, dunque, resta alta con la Russia, anche se per ora il Cremlino ha deciso di non reagire, mentre la Ue ha sottoscritto la parte politica dell'Accordo di associazione con l'Ucraina.
Proseguono, intanto, gli sforzi diplomatici per tentare di mettere fine alla crisi. Oggi il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov e il segretario di Stato John Kerry hanno in programma di incontrarsi all'Aja, dove lunedì 24 marzo inizierà un summit internazionale sulla sicurezza nucleare. I due hanno concordato di rimanere in contatto, per discutere le vie per una de-escalation della crisi e per l'avvio di una riforma costituzionale con la partecipazione di tutte le regioni del Paese.
Ieri sera, però, è arrivato uno spiraglio da Vienna dove la Russia ha acconsentito all'invio di una missione Osce: il mandato prevede un iniziale dispiegamento di 100 osservatori civili nelle regioni dell'est, del sud e dell'ovest. Potrebbero essere aggiunti fino a 400 in più "se necessario e a seconda della situazione". La Russia ha espresso l'auspicio che la missione di osservatori Osce in Ucraina abbia successo, ma ha sottolineato che gli osservatori non potranno entrare in Crimea. ''I russi sperano che il lavoro obiettivo e imparziale degli osservatori internazionali aiutera' a superare'' quella che viene definita ''la crisi interna'' all'Ucraina, si legge nel comunicato del ministero degli Esteri russo. Poi la notazione: ''Il mandato della missione riflette le nuove realtà politiche e giuridiche e non si estende alla Crimea e a Sebastopoli che sono diventati parte della Russia''.
IL LIVEBLOG DELLA CRISI RUSSIA-UCRAINA
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Ma il presidente russo, Vladimir Putin, che ieri ha promulgato l'annessione della Repubblica di Crimea e del porto di Sebastopoli alla Russia, respinge le accuse dell'Occidente e insiste nel ritenere legittima l'operazione e a giudicare arbitrarie le sanzioni stabilite dall'Occidente.
La tensione, dunque, resta alta con la Russia, anche se per ora il Cremlino ha deciso di non reagire, mentre la Ue ha sottoscritto la parte politica dell'Accordo di associazione con l'Ucraina.
Proseguono, intanto, gli sforzi diplomatici per tentare di mettere fine alla crisi. Oggi il capo della diplomazia russa Serghiei Lavrov e il segretario di Stato John Kerry hanno in programma di incontrarsi all'Aja, dove lunedì 24 marzo inizierà un summit internazionale sulla sicurezza nucleare. I due hanno concordato di rimanere in contatto, per discutere le vie per una de-escalation della crisi e per l'avvio di una riforma costituzionale con la partecipazione di tutte le regioni del Paese.
Ieri sera, però, è arrivato uno spiraglio da Vienna dove la Russia ha acconsentito all'invio di una missione Osce: il mandato prevede un iniziale dispiegamento di 100 osservatori civili nelle regioni dell'est, del sud e dell'ovest. Potrebbero essere aggiunti fino a 400 in più "se necessario e a seconda della situazione". La Russia ha espresso l'auspicio che la missione di osservatori Osce in Ucraina abbia successo, ma ha sottolineato che gli osservatori non potranno entrare in Crimea. ''I russi sperano che il lavoro obiettivo e imparziale degli osservatori internazionali aiutera' a superare'' quella che viene definita ''la crisi interna'' all'Ucraina, si legge nel comunicato del ministero degli Esteri russo. Poi la notazione: ''Il mandato della missione riflette le nuove realtà politiche e giuridiche e non si estende alla Crimea e a Sebastopoli che sono diventati parte della Russia''.
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