Gravissima escalation nel confronto tra Russia e occidente sulla crisi ucraina. Bombardieri atomici strategici russi hanno violato più volte ieri lo spazio aereo di diversi paesi Nato, e sono stati intercettati e riaccompagnati nei cieli internazionali almeno due volte, da caccia della Royal Air Force britannica e poi della Koninkljke Luchtmacht (KLu) olandese. Lo scrive Spiegel online in apertura di testata citando fonti dell’Alleanza atlantica.
“Erano Tupolev-95, li abbiamo respinti”, ha dichiarato il maggiore Wilko Ter Horst della KLu. “Incidenti simili si erano verificati in dicembre e in febbraio, e noi della Nato ci aspettiamo che si facciano più frequenti”. Come se non bastasse, ieri la Royal Navy ha inviato alcune sue navi per controllare i movimenti del cacciatorpediniere lanciamissili Vizeadmiral Kulakov, una nave della Voyenno-Morskoj Flot russa probabilmente dotata anche di armi nucleari, che si stava avvicinando alle acque territoriali del Regno Unito.
Le notizie appaiono particolarmente preoccupanti, tanto più perché arrivano in contemporanea con i furiosi combattimenti in corso a Slavjansk, nell’Ucraina orientale, tra l’esercito del legittimo governo ucraino e le bande paramilitari dei separatisti filorussi.
I Tupolev 95, i mitici ‘Bear’ (Orso) in codice Nato, sono da decenni un simbolo del deterrente atomico prima sovietico e poi russo, praticamente sono l’equivalente del Boeing B-52 americano per ruolo e per immagine. Sono quadrimotori turboelica particolarmente veloci (oltre 900 orari), e sono in servizio dalla fine degli anni Cinquanta. Come i B-52, ammodernati più volte, resteranno ancora attivi per oltre dieci anni, sono il nerbo della Add, la forza di bombardieri atomici a lungo raggio russa equivalente dello Strategic air command americano. Questi impressionanti mostri dei cieli hanno appunto violato ieri lo spazio aereo di diversi paesi Nato. Due di questi sono certi, appunto Regno Unito e Olanda. Incidenti che nella guerra fredda erano frequentissimi, ma in questi casi ovviamente tutto è affidato ai nervi saldi dei piloti delle due parti: un minimo errore e si passa al confronto armato. Prima sono decollati su allarme, per intercettarli e accompagnarli nei cieli internazionali, gli Eurofighter della Royal Air Force, partiti dalla base di Leuchars del comando caccia britannico. Poi la stessa missione è toccata agli F-16 olandesi partiti da Volkel, la più importante base della Koninklijke Luchtmacht. “Ci prepariamo a casi simili nel prossimo futuro”, dicono i comandi dell’aviazione reale olandese.
Nei prossimi giorni inoltre la Nato rafforzerà il suo dispositivo difensivo aereo nella parte est del suo territorio: Eurofighter britannici, F-16 danesi e probabilmente anche Rafale e Mirage 2000 francesi saranno schierati nei tre paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania, privi di aviazione) e in Polonia, affiancando gli F-15 ed F-16 già inviati dall’Usaf americana.
“Erano Tupolev-95, li abbiamo respinti”, ha dichiarato il maggiore Wilko Ter Horst della KLu. “Incidenti simili si erano verificati in dicembre e in febbraio, e noi della Nato ci aspettiamo che si facciano più frequenti”. Come se non bastasse, ieri la Royal Navy ha inviato alcune sue navi per controllare i movimenti del cacciatorpediniere lanciamissili Vizeadmiral Kulakov, una nave della Voyenno-Morskoj Flot russa probabilmente dotata anche di armi nucleari, che si stava avvicinando alle acque territoriali del Regno Unito.
Le notizie appaiono particolarmente preoccupanti, tanto più perché arrivano in contemporanea con i furiosi combattimenti in corso a Slavjansk, nell’Ucraina orientale, tra l’esercito del legittimo governo ucraino e le bande paramilitari dei separatisti filorussi.
I Tupolev 95, i mitici ‘Bear’ (Orso) in codice Nato, sono da decenni un simbolo del deterrente atomico prima sovietico e poi russo, praticamente sono l’equivalente del Boeing B-52 americano per ruolo e per immagine. Sono quadrimotori turboelica particolarmente veloci (oltre 900 orari), e sono in servizio dalla fine degli anni Cinquanta. Come i B-52, ammodernati più volte, resteranno ancora attivi per oltre dieci anni, sono il nerbo della Add, la forza di bombardieri atomici a lungo raggio russa equivalente dello Strategic air command americano. Questi impressionanti mostri dei cieli hanno appunto violato ieri lo spazio aereo di diversi paesi Nato. Due di questi sono certi, appunto Regno Unito e Olanda. Incidenti che nella guerra fredda erano frequentissimi, ma in questi casi ovviamente tutto è affidato ai nervi saldi dei piloti delle due parti: un minimo errore e si passa al confronto armato. Prima sono decollati su allarme, per intercettarli e accompagnarli nei cieli internazionali, gli Eurofighter della Royal Air Force, partiti dalla base di Leuchars del comando caccia britannico. Poi la stessa missione è toccata agli F-16 olandesi partiti da Volkel, la più importante base della Koninklijke Luchtmacht. “Ci prepariamo a casi simili nel prossimo futuro”, dicono i comandi dell’aviazione reale olandese.
Nei prossimi giorni inoltre la Nato rafforzerà il suo dispositivo difensivo aereo nella parte est del suo territorio: Eurofighter britannici, F-16 danesi e probabilmente anche Rafale e Mirage 2000 francesi saranno schierati nei tre paesi baltici (Estonia, Lettonia, Lituania, privi di aviazione) e in Polonia, affiancando gli F-15 ed F-16 già inviati dall’Usaf americana.