Esteri

(ap)

Ucraina, Fmi: via libera agli aiuti. Kiev perde il controllo dell'est e arresta diplomatico russo

Lavrov: non faremo "nulla di stupido", dopo sanzioni "vogliamo dar loro la possibilità di calmarsi". Espulso addetto navale ambasciata russa. Merkel telefona a Putin: "Mosca aiuti a liberare gli osservatori dell'Osce in ostaggio a Sloviansk". Ma nell'est gli scontri non si fermano: a Donetsk i filorussi attaccano il tribunale

3 minuti di lettura
KIEV - Via libera del Fondo monetario internazionale (Fmi) agli aiuti all'Ucraina. Il board dell'istituto ha approvato aiuti per 17 miliardi di dollari. Il pacchetto di aiuti su due anni prevede il pagamento immediato di 3,2 miliardi di dollari. Il secondo e terzo versamento saranno condizionati a revisioni e al rispetto dei criteri stabiliti.

Mosca "non farà niente di stupido" in risposta alle sanzioni imposte o minacciate dai paesi occidentali, ha detto oggi il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, in una conferenza stampa a margine della sua visita in Cile. "Vogliamo dare ai nostri amici la possibilità di calmarsi", ha aggiunto il capo della diplomazia russa, aggiungendo però che "se proseguiranno con le loro azioni e pensano di ricorrere a pressioni economiche, allora in quel caso dovremmo valutare ulteriormente la situazione".

Dalla Germania  Angela Merkel aveva in precedenza minacciato l'adozione di nuove sanzioni contro Mosca. Al telefono con Vladimir Putin ha chiesto esplicitamente che la Russia si adoperi per la liberazione immediata degli osservatori dell'Osce tenuti in ostaggio a Sloviansk. Il presidente russo ha risposto che il ritiro delle forze militari ucraine dal sud est del Paese, la fine delle violenze e l'inizio di un dialogo nazionale, sono gli argomenti chiave. L'Osce è stato incaricato questo mese di contribuire a smorzare le tensioni nell'est dell'Ucraina, dove i filorussi hanno preso il controllo di edifici governativi in almeno 10 città. "Speriamo che i nostri partner, i nostri colleghi occidentali, permetteranno agli ucraini di impegnarsi in questo dialogo senza grandi impendimenti", ha detto il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov suggerendo che sia avviato un dialogo tra il governo ucraino e i suoi "oppositori", guidato dall'Osce.

Berlino e gli alleati occidentali della Germania tengono aperte tutte le linee di comunicazione con Mosca, ma "qualora questo non desse frutti, non dobbiamo sottrarci dall'accettare che ulteriori sanzioni sono necessarie", ha detto la cancelliera tedesca durante una conferenza stampa con il premier giapponese Shinzo Abe.
[[ge:rep-locali:repubblica:84949806]]
Primo maggio in piazza Rossa. Circa 100 mila persone hanno affollato la piazza Rossa a Mosca nella tradizionale manifestazione del primo maggio che quest'anno si è trasformata in una prova di orgoglio russo al cospetto della crisi ucraina. La cifra è stata comunicata dal ministero dell'Interno. L'ucraina è stata più volte citata nel discorso del presidente della Federazione dei sindacati indipendenti Mikhail Shmakov e dal leader della Federazione dei sindacati di Mosca Serghei Chernov. "Oggi è un grande giorno. La Crimea e Sebastopoli sono tornati alla Russia e i sindacati sono tornati nella piazza Rossa", ha detto Chernov, sottolineando come per la prima volta dalla disintegrazione dell'Urss nel 1991 la manifestazione per il primo maggio sia tornata nella piazza Rossa. Tra i manifestanti, molte bandiere delle città ucraina filo-russe come Donetske Lugansk e anche cartelli con la scritta "Nato go home".

LEGGI Cosa dice l'accordo di Ginevra sull'Ucraina

Il fronte interno. Il governo ucraino ha dichiarato persona "non grata" e disposto l'espulsione immediata dell'addetto navale dell'ambasciata russa a Kiev. L'addetto navale è stato fermato e accusato di spionaggio. In una nota del governo l'ufficiale è stato espulso perché colto in flagranza di reato. E' il capitano di fregata Kirill Sergeyevich Kolyuckin.
[[ge:rep-locali:repubblica:84928099]]
"Abbiamo perso il controllo dell'est, c'è poco da fare". Non usa mezzi termini il presidente ad interim ucraino Oleksandr Turchynov che ieri, in un incontro con i governatori delle regioni, ha praticamente ammesso che parte del Paese è in mano ai ribelli filorussi.

Nello specifico, Turchynov ha ammesso che, di fatto, le autorità di Kiev non sono in grado di controllare le regioni orientali di Donetsk e di Luhansk (il Donbass). Proprio oggi un gruppo di circa 300 filorussi ha attaccato l'ufficio del procuratore generale a Donetsk, nell'est della Ucraina. L'ufficio è difeso da un centinaio di poliziotti in assetto antisommossa, che hanno risposto con lanci di granate stordenti e gas lacrimogeni. Qualche ora più tardi, le agenzie battono una notizia: l'Ucraina, cioè, ha ripristinato il servizio militare obbligatorio. Il decreto è firmato da Turchynov. La prima chiamata di leva si avrà entro l'anno corrente.
[[ge:rep-locali:repubblica:84783331]]
Italia-Russia. Ieri pomeriggio c'è stato un lungo colloquio telefonico tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il presidente russo Vladimir Putin. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi. "Al centro della conversazione - riferiscono le stesse fonti - i rapporti bilaterali tra Italia e Russia e la delicata situazione ucraina, sulla quale Renzi ha chiesto a Putin un impegno sostenuto a dare seguito concreto agli accordi di Ginevra", che hanno come obiettivo il raffreddamento della crisi in corso. Dalla presidenza del consiglio fanno inoltre notare che "si è trattato del primo contatto tra Renzi e Putin da quando il premier italiano è in carica".