CITTA' DEL VATICANO - Il giorno prima della preghiera per la pace alla quale Francesco ha invitato Abu Mazen e Shimon Peres, il Papa ha parlato con entusiasmo ai migliaia di giovani in partenza per il pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto. "Sono felice che il vostro pellegrinaggio si svolga proprio nella notte che precede la Pentecoste, e l'incontro di preghiera che si terrà domani in Vaticano per invocare il dono della pace in Terra Santa, nel Medio Oriente e in tutto il mondo" ha detto. "Vi chiedo per favore: unitevi a noi e chiedete a Dio, per l'intercessione della Madonna di Loreto, di far risuonare nuovamente in quella terra il cantico degli Angeli 'Gloria a Dio nel cielo e pace agli uomini!" ha aggiunto il Pontefice, collegato al telefono con il vescovo di Fabriano mons. Giancarlo Vecerrica, durante la messa presieduta dal segretario di Stato card. Pietro Parolin allo stadio Helvia Recina di Macerata.
"Cari giovani, il vostro tema è: 'Dio è il Signore delle sorprese'. Per questo non abbiate paura di sognare un mondo più giusto, di domandare, di dubitare e di approfondire", ha continuato. "Voi sapete che la fede non è un'eredità che riceviamo dagli altri, non è un prodotto che si compra, ma è una risposta d'amore che diamo liberamente e costruiamo quotidianamente con pazienza, tra successi e fallimenti. Non temete di lanciarvi nelle braccia di Dio". E di oggi è anche la conferma che l'incontro che si terrà domani fra il presidente israeliano Shimon Peres e quello palestinese Abu Mazen, avverrà proprio nei Giardini vaticani, come era stato preannunciato, "pregheranno all'aperto, in un luogo neutro".
"Naturalmente - ha ricordato il cardinale Parolin - il Papa aveva offerto la Sua casa nell'invito fatto. Si trattava di trovare un ambiente che potesse andare bene e adattarsi a tutte le sensibilità. Il cielo, la creazione, la natura - ha aggiunto - costituiscono l'ambiente migliore per pregare per la pace. Io credo che dobbiamo riunirci in una preghiera corale. Per la pace innanzitutto in Terrasanta, che è legata all'incontro di domani. E poi per la pace in generale".
"La pace - ha continuato Parolin - come sappiamo è l'insieme di tutti quei beni che permettono agli uomini di vivere una vita degna. In molte parti del mondo ci sono invece persone che soffrono, e che non sono riconosciute nella loro dignità e nei loro diritti. E il Papa ha messo in evidenza proprio questo aspetto: ha invitato tutti i cristiani, tutti i cattolici, a rispondere a questa sfida".
"Cari giovani, il vostro tema è: 'Dio è il Signore delle sorprese'. Per questo non abbiate paura di sognare un mondo più giusto, di domandare, di dubitare e di approfondire", ha continuato. "Voi sapete che la fede non è un'eredità che riceviamo dagli altri, non è un prodotto che si compra, ma è una risposta d'amore che diamo liberamente e costruiamo quotidianamente con pazienza, tra successi e fallimenti. Non temete di lanciarvi nelle braccia di Dio". E di oggi è anche la conferma che l'incontro che si terrà domani fra il presidente israeliano Shimon Peres e quello palestinese Abu Mazen, avverrà proprio nei Giardini vaticani, come era stato preannunciato, "pregheranno all'aperto, in un luogo neutro".
"Naturalmente - ha ricordato il cardinale Parolin - il Papa aveva offerto la Sua casa nell'invito fatto. Si trattava di trovare un ambiente che potesse andare bene e adattarsi a tutte le sensibilità. Il cielo, la creazione, la natura - ha aggiunto - costituiscono l'ambiente migliore per pregare per la pace. Io credo che dobbiamo riunirci in una preghiera corale. Per la pace innanzitutto in Terrasanta, che è legata all'incontro di domani. E poi per la pace in generale".
"La pace - ha continuato Parolin - come sappiamo è l'insieme di tutti quei beni che permettono agli uomini di vivere una vita degna. In molte parti del mondo ci sono invece persone che soffrono, e che non sono riconosciute nella loro dignità e nei loro diritti. E il Papa ha messo in evidenza proprio questo aspetto: ha invitato tutti i cristiani, tutti i cattolici, a rispondere a questa sfida".