DOPO le parole dei giorni scorsi, il presidente palestinese Abu Mazen torna a condannare il rapimento dei tre ragazzi israeliani avvenuto la settimana scorsa. Mazen, impegnato a Gedda in Arabia Saudita per una riunione dell'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, ha chiesto la restituzione incondizionata alle famiglie dei tre ragazzi ebrei rapiti in Cisgiordania, secondo quanto riferisce il sito web israeliano Ynet. "Chi ha condotto il rapimento ci vuole distruggere, li chiameremo a rispondere", ha detto il Rais, secondo Ynet. Il leader palestinese ha anche assicurato che non permetterà il lancio di una nuova Intifada contro Israele. "E' nel nostro interesse coordinarci sulla sicurezza con Israele perchè questo ci aiuta a proteggerci", ha dichiarato, "Lo dico francamente, non ci sarà mai un'altra Intifada perchè ci distruggerebbe". Le parole di Mazen vogliono così rassicurare Israele,
che accusa del rapimento Hamas, appena entrato in un governo palestinese di unità nazionale con Fatah, il partito di Mazen. Nei giorni scorsi lo stesso premier israeliano Benyamin Netanyahu aveva chiesto l'intervento di Abuz Mazen per sbloccare la situazione. Le parole del laeder palestinese sono state apprezzate dalla negoziatrice israeliana Tzipi Livni, seconda la quale "si tratta di parole importanti, giuste, che riflettono la realtà così com'è". Il governo israeliano, in base a quanto dichiarato dal ministro delle Comunicazioni Gilad Erdan, saprebbe quale cellula di Hamas è responsabile del rapimento dei tre adolescenti.
Hamas critica Abu Mazen. Le parole del leader palestinese non sono piaciute ad Hamas, che ha criticato il sostegno di Abu Mazen al coordinamento sulla sicurezza con Israele. Secondo il portavoce del movimento integralista Sami Abu Zuhri "le dichiarazioni del presidente Abu Mazen in merito al coordinamento sulla sicurezza con Israele sono ingiustificate e dannose per la riconciliazione palestinese" e rappresentano "un colpo a livello psicologico per le migliaia di detenuti palestinesi che stanno subendo una lenta morte nelle carceri dell'occupazione".
Intanto l'esercito israeliano, secondo una fonte militare, ha arrestato la notte scorsa in Cisgiordania 64 palestinesi, inclusi 51 che erano stati rilasciati in cambio della liberazione di Gilad Shalit. Si tratta di un primo bilancio del sesto giorno di ricerche dei tre ragazzi che Israele ritiene siano stati rapiti da Hamas in Cisgiordania. Finora le persone fermate sono state oltre 240 e di questi 180 gli operativi di Hamas. Allo stesso tempo sono state perquisite circa 800 strutture. Il premier Netanyahu ha definito l'operazione di stanotte "un messaggio importante", che fa parte di "tante azioni che continueranno nei prossimi giorni" che hanno come obiettivo la liberazione dei tre ragazzi e il danneggiamento di Hamas in Cisgiordania.
che accusa del rapimento Hamas, appena entrato in un governo palestinese di unità nazionale con Fatah, il partito di Mazen. Nei giorni scorsi lo stesso premier israeliano Benyamin Netanyahu aveva chiesto l'intervento di Abuz Mazen per sbloccare la situazione. Le parole del laeder palestinese sono state apprezzate dalla negoziatrice israeliana Tzipi Livni, seconda la quale "si tratta di parole importanti, giuste, che riflettono la realtà così com'è". Il governo israeliano, in base a quanto dichiarato dal ministro delle Comunicazioni Gilad Erdan, saprebbe quale cellula di Hamas è responsabile del rapimento dei tre adolescenti.
Hamas critica Abu Mazen. Le parole del leader palestinese non sono piaciute ad Hamas, che ha criticato il sostegno di Abu Mazen al coordinamento sulla sicurezza con Israele. Secondo il portavoce del movimento integralista Sami Abu Zuhri "le dichiarazioni del presidente Abu Mazen in merito al coordinamento sulla sicurezza con Israele sono ingiustificate e dannose per la riconciliazione palestinese" e rappresentano "un colpo a livello psicologico per le migliaia di detenuti palestinesi che stanno subendo una lenta morte nelle carceri dell'occupazione".
Intanto l'esercito israeliano, secondo una fonte militare, ha arrestato la notte scorsa in Cisgiordania 64 palestinesi, inclusi 51 che erano stati rilasciati in cambio della liberazione di Gilad Shalit. Si tratta di un primo bilancio del sesto giorno di ricerche dei tre ragazzi che Israele ritiene siano stati rapiti da Hamas in Cisgiordania. Finora le persone fermate sono state oltre 240 e di questi 180 gli operativi di Hamas. Allo stesso tempo sono state perquisite circa 800 strutture. Il premier Netanyahu ha definito l'operazione di stanotte "un messaggio importante", che fa parte di "tante azioni che continueranno nei prossimi giorni" che hanno come obiettivo la liberazione dei tre ragazzi e il danneggiamento di Hamas in Cisgiordania.