ROMA - Meriam Yahia Ibrahim Ishag, la ragazza cristiana condannata per apostasia e liberata ieri, è stata di nuovo arrestata in Sudan. Lo fa sapere l'avvocato della donna tramite Antonella Napoli, presidente della ong Italians for Darfur, che su Twitter ha scritto che il fermo è dovuto a un documento irregolare e che la giovane presto sarà rilasciata. Meriam, il marito Daniel e lo stesso legale sono stati fermati all'aeroporto di Khartoum dai servizi segreti sudanesi.
La Bbc ha riferito che circa 40 agenti sudanesi sono stati impegnati nell'arresto di oggi all'aeroporto di Khartoum. Stando a quanto riferito da diverse fonti alla Bbc, con la donna c'erano anche due figli piccoli.
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La cittadina sudanese viene ''trattenuta all'aeroporto di Khartoum perché in possesso di un documento falso nel quale era scritto che la donna era cittadina del Sud Sudan'', Paese originario del marito Daniel Wani, riferiscono fonti qualificate che hanno chiesto di restare anonime. La donna, che era stata arrestata una prima volta a febbraio e ieri era stata scarcerata, ''sarà rilasciata a breve e partirà per gli Stati Uniti solo quando avrà i documenti in regola per l'espatrio'', ha aggiunto la fonte.
Diversa, invece, la condizione per ''il marito'', che ha anche cittadinanza americana, e per ''i due figli'' della coppia, Martin di 20 mesi e Maya nata lo scorso 27 maggio in carcere. I tre sono infatti ''liberi di lasciare il Paese quando vogliono'', ha concluso la fonte.
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La Bbc ha riferito che circa 40 agenti sudanesi sono stati impegnati nell'arresto di oggi all'aeroporto di Khartoum. Stando a quanto riferito da diverse fonti alla Bbc, con la donna c'erano anche due figli piccoli.
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La cittadina sudanese viene ''trattenuta all'aeroporto di Khartoum perché in possesso di un documento falso nel quale era scritto che la donna era cittadina del Sud Sudan'', Paese originario del marito Daniel Wani, riferiscono fonti qualificate che hanno chiesto di restare anonime. La donna, che era stata arrestata una prima volta a febbraio e ieri era stata scarcerata, ''sarà rilasciata a breve e partirà per gli Stati Uniti solo quando avrà i documenti in regola per l'espatrio'', ha aggiunto la fonte.
Diversa, invece, la condizione per ''il marito'', che ha anche cittadinanza americana, e per ''i due figli'' della coppia, Martin di 20 mesi e Maya nata lo scorso 27 maggio in carcere. I tre sono infatti ''liberi di lasciare il Paese quando vogliono'', ha concluso la fonte.
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