Esteri

Hidalgo: "Ma la gauche risorge puntando sui diritti"

La prima donna sindaco di Parigi: "Per uscire da questa crisi la sinistra deve costruire ponti. Jospin ci era riuscito. È giusto governare con radicali comunisti centristi verdi. Come faccio nella mia città. Tra di noi differenze minime. Ma troppo rigore aggrava la crisi democratica"

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PARIGI. "LA GAUCHE è in crisi perché ha smarrito i suoi valori, rinnegando se stessa e la sua storia". Anne Hidalgo arriverà oggi a Venezia per discutere e presentare alla Biennale di Architettura i suoi progetti per Parigi, "città che difende il proprio passato ma si proietta nel futuro". Cinque mesi dopo la sua elezione, la prima donna sindaco della Ville Lumière è ancora popolare e incarna uno dei pochi successi politici della sinistra negli ultimi mesi. "Bisogna avere il coraggio di dire che il dogma dell'austerità sta uccidendo la ripresa. Lo sostengono anche illustri economisti e personalità come Christine Lagarde non sospettabile di essere a sinistra ". Hidalgo non è una "frondista", il suo ruolo non glielo consente, ma si accalora parlando della crisi politica in corso, mentre avrebbe voluto discutere dei tanti cantieri già avviati, dall'idea di pedonalizzare la rive droite della Senna, dalla grande festa per Capodanno alle misure per risolvere l'emergenza casa, fino all'eterna sfida con Londra sul turismo. "Con 29,3 milioni di visitatori nel 2013, siamo ancora noi in testa", puntualizza nell'immenso ufficio dell'Hotel de Ville, tra un'opera di street art, una caricatura del giornale di Cadice, sua città natale, che la ritrae come Napoleone, e la foto autografata del famoso "Baiser" di Robert Doisneau.

Parigi non brucia, ma la sinistra francese potrebbe esplodere?
"Sono sorpresa da quest'improvvisa drammatizzazione. È sempre esistito un confronto tra le diverse anime della sinistra. Per uscire da questa crisi bisognerebbe costruire ponti, non esasperare le divisioni. Lionel Jospin era riuscito a riconciliare le due sinistre, quella statalista e quella liberale, facendo una sintesi. Dobbiamo ricominciare da quell'esperienza".

La maggioranza del nuovo governo è a rischio?
"Non posso fare previsioni. Ma penso sia giusto governare attraverso alleanze, dando rappresentanza a centristi, verdi, radicali, comunisti. È quello che faccio a Parigi".

Le posizioni dei ministri "ribelli" erano troppo distanti dalla linea di François Hollande?
"Le differenze sono minime. A sinistra, quasi tutti sono d'accordo sul fatto che bisogna aiutare le imprese per rilanciare l'attività economica, sostenendo però anche le famiglie e il ceto medio. Il governo sta cercando un equilibrio".

L'austerità aggrava la crisi, come sostiene Arnaud Montebourg?
"Non m'interessa entrare in una polemica su chi ha torto o ha ragione. È necessario uscire dai personalismi. Di sicuro la politica di rigore portata all'eccesso non danneggia solo l'economia, ma aggrava la crisi democratica che stiamo vivendo, provocando un rigetto della politica e delle istituzioni".

Bisogna abbandonare la riduzione dei deficit che chiede l'Europa?
"Non è giusto vivere a credito sulle generazioni future. Il comune di Parigi farà un piano di risparmi pari a 180 milioni di euro, senza però diminuire i servizi pubblici e mantenendo un livello di investimento che sostiene anche il settore privato. Gli enti locali devono essere attori della ripresa. Non sono un problema, ma parte della soluzione".

È preoccupata per quello che sta accadendo?
"Stiamo sottovalutando quello che cova nella società. Lunedì sera, durante l'anniversario della Liberazione, ho citato il programma del Consiglio nazionale della Resistenza in cui erano stati aggiunti i diritti economici e sociali accanto a quelli civili fondamentali. Solo garantendo a tutti questi diritti si può impedire che si ripeta la storia, ovvero la crisi del 1929 che poi ha provocato l'ascesa del nazismo".

Pensa che il suo appello al dialogo sarà ascoltato?
"Anche se siamo in un regime presidenziale, oggi è necessario che il nuovo esecutivo discuta con il potere legislativo, e con enti locali, associazioni, sindacati, anche con i cittadini. I francesi adorano il dibattito delle idee".

Capisce la delusione degli elettori di sinistra?
"Nessuno di noi sogna più di rovesciare il capitalismo. Ma dobbiamo ricordarci che siamo una forza di progresso. Non bisogna aver paura di dire che la legge per il matrimonio tra omosessuali è una conquista o fare in modo che ognuno abbia il diritto di morire con dignità. Non possiamo essere conservatori sulle questioni sociali e liberali in economia. A meno di rinunciare alla nostra identità".