KIEV - Si apre uno spiraglio per la crisi in Ucraina, alla vigilia del vertice Nato in Galles. Oggi il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo ucraino Petro Poroshenko hanno avuto una conversazione telefonica in cui hanno raggiunto l'accordo per una tregua nell'est dell'Ucraina.
Il Cremlino ha poi fatto parzialmente marcia indietro, specificando che non è parte del conflitto e non può siglare nessun "cessate il fuoco", ma l'accordo c'è stato e lo stesso Putin ha successivamente confermato di avere una visione molto vicina a quella del leader ucraino Petro Poroshenko sul percorso da seguire per arrivare alla pace. Dalla Mongolia, dove è in visita, ha però posto sette condizioni.
Intanto la Commissione europea ha varato un nuovo testo di sanzioni contro la Russia, che dovrà essere approvato (e integrato) dai paesi membri dell'Unione.
Gli Stati Uniti guardano con attenzione agli sviluppi della crisi. Da Tallin sono arrivate parole di apertura da Barack Obama: "Se la Russia è pronta a una soluzione politica lo siamo anche noi", ha detto, ma "non si ridisegnano i confini con la pistola". Davanti ai membri dell'esercito estone ha usato toni meno concilianti: da parte della Russia c'è stato un "assalto deplorevole" contro l'Ucraina, "una minaccia alla pace in Europa", ha tuonato Obama, che ha ribadito: "Non accetteremo nessuna occupazione russa in nessuna parte dell'Ucraina".
Intanto la Francia ha deciso di sospendere la consegna della prima delle due navi da guerra classe Mistral alla Russia. La consegna era programmata da tempo e aveva suscitato non poche perplessità considerata la politica della Russia in Ucraina. Il presidente Francois Hollande ha dichiarato che "nonostante la prospettiva di un cessate-il-fuoco peraltro ancora da confermare e implementare, le condizioni perché la Francia consegni la prima nave da guerra a tutt'oggi non ci sono".
Il piano per la pace di Putin. Vladimir Putin, in visita ad Ulan Bator in Mongolia, ha successivamente confermato la vicinanza di vedute con Poroshenko sulla via d'uscita da seguire per porre fine alle ostilità e ha invitato i ribelli a fermare l'avanzata nell'est dell'Ucraina. Il presidente russo ha posto le sette condizioni per giungere ad una soluzione della crisi, tra le quali il ritiro delle truppe ucraine dal sud-est, la cessazione delle azioni militari dei ribelli, l'esclusione dell'uso dell'aviazione contro i civili, il pieno e oggettivo controllo internazionale del cessate del fuoco, uno scambio di prigionieri e la creazione di un corridoio umanitario.
Secondo Putin i rappresentanti del governo di Kiev e i separatisti dell'Ucraina sud-orientale "potrebbero raggiungere accordi su una soluzione pacifica in occasione della riunione del gruppo di contatto (con Osce e Russia) che si terrà a Minsk il 5 settembre. Un'auspicio condiviso anche dal presidente ucraino Petro Poroschenko.
Mentre i due leader tornano a parlare di pace, parole di segno opposto giungono dal premier ucraino Arseny Yatseniuk, che definisce la Russia uno "Stato terrorista e aggressore" e auspica la costruzione di una "barriera" tra i due Paesi per proteggere la frontiera dal pericolo di infiltrazioni e di contrabbando di armi. Yatseniuk sostiene che il piano per risolvere il conflitto nell'Ucraina dell'est, proposto da Putin, serve solo per "congelare" ed "evitare" le sanzioni occidentali".
Le nuove sanzioni europee. Le nuove sanzioni contro la Russia di Putin, annunciate nei giorni scorsi, sono ormai vicinissime: oggi la Commissione europea ha esaminato e varato il documento contenente le proposte. Ora il testo è all'esame degli ambasciatori dei 28 Paesi Ue (Coreper) a cui spetterà la decisione finale. Si tratta di "ulteriori, importanti passi" sul fronte delle misure restrittive nei confronti della Russia, con proposte "complementari" alle sanzioni adottate dall'Ue il 31 luglio scorso e che riguardano gli stessi settori: mercati finanziari, forniture militari, beni a doppio uso (civile e militare), tecnologie 'sensibili' (specie nel campo energetico).
In Italia l'annuncio dell'accordo è stato salutato positivamente. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso soddisfazione per "il positivo sviluppo", auspicando che il dialogo apra la strada al "rilancio della cooperazione tra Unione Europea e Federazione Russa".
Ribelli filorussi: "Ok tregua ma Ucraina si ritiri". I vertici dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk hanno annunciato di essere pronti a risolvere politicamente il conflitto con Kiev se le forze governative rispetteranno il cessate il fuoco, anche se hanno specificato che condizione per la pace è "il ritiro" dell'esercito ucraino dal "loro territorio". La notizia dell'accordo è stata salutata positivamente da tutti i mercati internazionali, con un balzo della borsa di Mosca e del Rublo, che ieri aveva registrato un record negativo.
La situazione sul campo si sta facendo sempre più difficile per l'esercito ucraino. Secondo quanto riportato dallo Spiegel online un report segreto della Nato evidenzierebbe come il presidente ucraino Poroshenko avrebbe già perso la guerra. L'esercito ucraino si sarebbe ritirato da Donetsk, roccaforte dei ribelli. La capitale del Donbass era sotto assedio da diverse settimane, ma i rinforzi arrivati dalla Russia nei giorni scorsi hanno cambiato i rapporti di forza sul campo.
A Ilovaysk, città dell'Ucraina orientale, almeno 87 soldati ucraini sono stati uccisi dopo che la città è stata circondata dai miliziani filorussi.
[[ge:rep-locali:repubblica:94937967]]
Obama a Tallin per vertice con Paesi Baltici. Il presidente americano Barack Obama è arrivato in Estonia dove ha incontrato i capi di Stato dei Paesi baltici preoccupati dall'attivismo militare russo e dall'escalation militare in Ucraina.
Il presidente americano ha voluto inviare un chiaro messaggio al presidente russo Vladimir Putin a difesa delle ex repubbliche sovietiche ora membri della Nato, annunciando nuove esercitazioni aeree americane nei Paesi baltici.
In serata, tra l'altro, il Pentagono ha annunciato che 200 paracadutisti americani della 173/a brigata aviotrasportata di base a Vicenza parteciperanno alle esercitazioni militari 'Rapid Trident' in programma a metà settembre in Ucraina. E' la prima volta in assoluto che truppe Usa partecipano a operazioni del genere in Paesi dell'ex blocco sovietico. Ci sarà anche l'Italia e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha tenuto a precisare che l'esercitazione Nato nei paesi dell'est a cui parteciperanno anche parà della Folgore "non è da intendere come un elemento di pressione sulla Russia".
La Russia, di rimando, ha annunciato che effettuerà a settembre grandi esercitazioni delle forze missilistiche strategiche responsabili del suo arsenale nucleare a lungo raggio. Alle manovre parteciperanno circa 4.000 militari e 400 unità tecniche, compresa l'aviazione.
Telefonata Berlusconi-Renzi - La crisi ucraina, con le altre emergenze internazionali, è stata al centro di una telefonata tra Silvio Berlusconi e il premier Matteo Renzi. Secondo fonti parlamentari, il leader di Forza Italia si sarebbe fatto latore dello stato d'animo di Vladimir Putin, che avrebbe sentito diverse volte negli ultimi giorni, soprattutto alla luce delle decisioni che potrebbero scaturire dal vertice Nato in programma da domani in Galles.
Fotoreporter agenzia russa trovato morto. La mattinata si era aperta invece con una notizia drammatica: quella della morte, in Ucraina, di Andrei Stenine, fotoreporter di un'agenzia russa. Deceduto sulla strada Snizhne-Dmytrivka nel sud-est del Paese, in un attacco dell'esercito ucraino su un convoglio di rifugiati, secondo il portavoce del comitato investigativo russo Vladimir Markin. "Gli investigatori hanno scoperto le circostanze della morte del giornalista: Stenin era in viaggio a Snizhne, in Ucraina, il 5 agosto, alla guida di una Dacia Logan, all'interno di un convoglio di rifugiati. "Il convoglio era protetto da sei miliziani", ha precisato Markin, confermando di fatto quanto già era emerso una decina di giorni fa, quando la notizia del rinvenimento del corpo, semicarbonizzato, era stata diffusa dai media russi.
Il Cremlino ha poi fatto parzialmente marcia indietro, specificando che non è parte del conflitto e non può siglare nessun "cessate il fuoco", ma l'accordo c'è stato e lo stesso Putin ha successivamente confermato di avere una visione molto vicina a quella del leader ucraino Petro Poroshenko sul percorso da seguire per arrivare alla pace. Dalla Mongolia, dove è in visita, ha però posto sette condizioni.
Intanto la Commissione europea ha varato un nuovo testo di sanzioni contro la Russia, che dovrà essere approvato (e integrato) dai paesi membri dell'Unione.
Gli Stati Uniti guardano con attenzione agli sviluppi della crisi. Da Tallin sono arrivate parole di apertura da Barack Obama: "Se la Russia è pronta a una soluzione politica lo siamo anche noi", ha detto, ma "non si ridisegnano i confini con la pistola". Davanti ai membri dell'esercito estone ha usato toni meno concilianti: da parte della Russia c'è stato un "assalto deplorevole" contro l'Ucraina, "una minaccia alla pace in Europa", ha tuonato Obama, che ha ribadito: "Non accetteremo nessuna occupazione russa in nessuna parte dell'Ucraina".
Intanto la Francia ha deciso di sospendere la consegna della prima delle due navi da guerra classe Mistral alla Russia. La consegna era programmata da tempo e aveva suscitato non poche perplessità considerata la politica della Russia in Ucraina. Il presidente Francois Hollande ha dichiarato che "nonostante la prospettiva di un cessate-il-fuoco peraltro ancora da confermare e implementare, le condizioni perché la Francia consegni la prima nave da guerra a tutt'oggi non ci sono".
Il piano per la pace di Putin. Vladimir Putin, in visita ad Ulan Bator in Mongolia, ha successivamente confermato la vicinanza di vedute con Poroshenko sulla via d'uscita da seguire per porre fine alle ostilità e ha invitato i ribelli a fermare l'avanzata nell'est dell'Ucraina. Il presidente russo ha posto le sette condizioni per giungere ad una soluzione della crisi, tra le quali il ritiro delle truppe ucraine dal sud-est, la cessazione delle azioni militari dei ribelli, l'esclusione dell'uso dell'aviazione contro i civili, il pieno e oggettivo controllo internazionale del cessate del fuoco, uno scambio di prigionieri e la creazione di un corridoio umanitario.
Secondo Putin i rappresentanti del governo di Kiev e i separatisti dell'Ucraina sud-orientale "potrebbero raggiungere accordi su una soluzione pacifica in occasione della riunione del gruppo di contatto (con Osce e Russia) che si terrà a Minsk il 5 settembre. Un'auspicio condiviso anche dal presidente ucraino Petro Poroschenko.
Mentre i due leader tornano a parlare di pace, parole di segno opposto giungono dal premier ucraino Arseny Yatseniuk, che definisce la Russia uno "Stato terrorista e aggressore" e auspica la costruzione di una "barriera" tra i due Paesi per proteggere la frontiera dal pericolo di infiltrazioni e di contrabbando di armi. Yatseniuk sostiene che il piano per risolvere il conflitto nell'Ucraina dell'est, proposto da Putin, serve solo per "congelare" ed "evitare" le sanzioni occidentali".
Le nuove sanzioni europee. Le nuove sanzioni contro la Russia di Putin, annunciate nei giorni scorsi, sono ormai vicinissime: oggi la Commissione europea ha esaminato e varato il documento contenente le proposte. Ora il testo è all'esame degli ambasciatori dei 28 Paesi Ue (Coreper) a cui spetterà la decisione finale. Si tratta di "ulteriori, importanti passi" sul fronte delle misure restrittive nei confronti della Russia, con proposte "complementari" alle sanzioni adottate dall'Ue il 31 luglio scorso e che riguardano gli stessi settori: mercati finanziari, forniture militari, beni a doppio uso (civile e militare), tecnologie 'sensibili' (specie nel campo energetico).
In Italia l'annuncio dell'accordo è stato salutato positivamente. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha espresso soddisfazione per "il positivo sviluppo", auspicando che il dialogo apra la strada al "rilancio della cooperazione tra Unione Europea e Federazione Russa".
Ribelli filorussi: "Ok tregua ma Ucraina si ritiri". I vertici dell'autoproclamata Repubblica di Donetsk hanno annunciato di essere pronti a risolvere politicamente il conflitto con Kiev se le forze governative rispetteranno il cessate il fuoco, anche se hanno specificato che condizione per la pace è "il ritiro" dell'esercito ucraino dal "loro territorio". La notizia dell'accordo è stata salutata positivamente da tutti i mercati internazionali, con un balzo della borsa di Mosca e del Rublo, che ieri aveva registrato un record negativo.
La situazione sul campo si sta facendo sempre più difficile per l'esercito ucraino. Secondo quanto riportato dallo Spiegel online un report segreto della Nato evidenzierebbe come il presidente ucraino Poroshenko avrebbe già perso la guerra. L'esercito ucraino si sarebbe ritirato da Donetsk, roccaforte dei ribelli. La capitale del Donbass era sotto assedio da diverse settimane, ma i rinforzi arrivati dalla Russia nei giorni scorsi hanno cambiato i rapporti di forza sul campo.
A Ilovaysk, città dell'Ucraina orientale, almeno 87 soldati ucraini sono stati uccisi dopo che la città è stata circondata dai miliziani filorussi.
[[ge:rep-locali:repubblica:94937967]]
Obama a Tallin per vertice con Paesi Baltici. Il presidente americano Barack Obama è arrivato in Estonia dove ha incontrato i capi di Stato dei Paesi baltici preoccupati dall'attivismo militare russo e dall'escalation militare in Ucraina.
Il presidente americano ha voluto inviare un chiaro messaggio al presidente russo Vladimir Putin a difesa delle ex repubbliche sovietiche ora membri della Nato, annunciando nuove esercitazioni aeree americane nei Paesi baltici.
In serata, tra l'altro, il Pentagono ha annunciato che 200 paracadutisti americani della 173/a brigata aviotrasportata di base a Vicenza parteciperanno alle esercitazioni militari 'Rapid Trident' in programma a metà settembre in Ucraina. E' la prima volta in assoluto che truppe Usa partecipano a operazioni del genere in Paesi dell'ex blocco sovietico. Ci sarà anche l'Italia e il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, ha tenuto a precisare che l'esercitazione Nato nei paesi dell'est a cui parteciperanno anche parà della Folgore "non è da intendere come un elemento di pressione sulla Russia".
La Russia, di rimando, ha annunciato che effettuerà a settembre grandi esercitazioni delle forze missilistiche strategiche responsabili del suo arsenale nucleare a lungo raggio. Alle manovre parteciperanno circa 4.000 militari e 400 unità tecniche, compresa l'aviazione.
Telefonata Berlusconi-Renzi - La crisi ucraina, con le altre emergenze internazionali, è stata al centro di una telefonata tra Silvio Berlusconi e il premier Matteo Renzi. Secondo fonti parlamentari, il leader di Forza Italia si sarebbe fatto latore dello stato d'animo di Vladimir Putin, che avrebbe sentito diverse volte negli ultimi giorni, soprattutto alla luce delle decisioni che potrebbero scaturire dal vertice Nato in programma da domani in Galles.
Fotoreporter agenzia russa trovato morto. La mattinata si era aperta invece con una notizia drammatica: quella della morte, in Ucraina, di Andrei Stenine, fotoreporter di un'agenzia russa. Deceduto sulla strada Snizhne-Dmytrivka nel sud-est del Paese, in un attacco dell'esercito ucraino su un convoglio di rifugiati, secondo il portavoce del comitato investigativo russo Vladimir Markin. "Gli investigatori hanno scoperto le circostanze della morte del giornalista: Stenin era in viaggio a Snizhne, in Ucraina, il 5 agosto, alla guida di una Dacia Logan, all'interno di un convoglio di rifugiati. "Il convoglio era protetto da sei miliziani", ha precisato Markin, confermando di fatto quanto già era emerso una decina di giorni fa, quando la notizia del rinvenimento del corpo, semicarbonizzato, era stata diffusa dai media russi.