ROMA - Gazprom è in grado di sostituire tutti i materiali importati sottoposti a sanzioni dei Paesi occidentali, contro il ruolo della Russia in Ucraina. Le sanzioni non avranno successo, ha detto il vice presidente della società energetica russa. "In Gazprom importiamo solo il 10% degli equipaggiamenti, il resto è fornito da produttori russi", ha detto Alexander Medvedev in un convegno nell'isola di Sakhalin, nella Russia orientale. "Non c'è notizia (nella storia) di sanzioni che hanno funzionato", ha aggiunto.
Nonostante le sanzioni occidentali la Russia è in grado di aumentare le forniture di greggio alla Cina, come stabilito nei recenti accordi con Pechino, secondo il vice ministro dell'Energia russo. "Siamo in grado di aumentare la produzione in Siberia orientale, ne abbiamo le risorse". L'anno scorso Russia e Cina hanno firmato un'intesa per triplicare la vendita di greggio russo alla Cina, fino a un milione di barili al giorno entro il 2018.
Sul territorio teatro del conflitto, i ribelli filorussi hanno cominciato a ritirare la loro artiglieria dalla linea di contatto, come prevede il recente accordo di Minsk sul cessate il fuoco e la creazione di una zona cuscinetto nell'est dell'Ucraina. "Abbiamo ritirato la nostra artiglieria nella zone dove le forze ucraine regolari hanno fatto lo stesso. Nei luoghi in cui l'artiglieria ucraina non si è ritirata, non lo abbiamo fatto neppure noi", ha dichiarato Aleksandr Zakharcenko, premier dell'autoproclamata repubblica di Donetsk.
Nonostante le sanzioni occidentali la Russia è in grado di aumentare le forniture di greggio alla Cina, come stabilito nei recenti accordi con Pechino, secondo il vice ministro dell'Energia russo. "Siamo in grado di aumentare la produzione in Siberia orientale, ne abbiamo le risorse". L'anno scorso Russia e Cina hanno firmato un'intesa per triplicare la vendita di greggio russo alla Cina, fino a un milione di barili al giorno entro il 2018.
Sul territorio teatro del conflitto, i ribelli filorussi hanno cominciato a ritirare la loro artiglieria dalla linea di contatto, come prevede il recente accordo di Minsk sul cessate il fuoco e la creazione di una zona cuscinetto nell'est dell'Ucraina. "Abbiamo ritirato la nostra artiglieria nella zone dove le forze ucraine regolari hanno fatto lo stesso. Nei luoghi in cui l'artiglieria ucraina non si è ritirata, non lo abbiamo fatto neppure noi", ha dichiarato Aleksandr Zakharcenko, premier dell'autoproclamata repubblica di Donetsk.