Esteri

Tawakkol Karman: "Attenti
i raid non sono la soluzione"

Le milizie sciite di Ansar Allah, sostenute dall'Iran e dai fedelissimi dell'ex presidente Saleh sono entrate nella sua abitazione e minacciato i suoi figli e lei, premio Nobel per la Pace, voce simbolo delle Primavere arabe

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HA LA voce rotta dal pianto, Tawakkol Karman. La guerra che infiamma il Medio Oriente qualche giorno fa ha fatto irruzione anche nella sua casa: le milizie sciite di Ansar Allah, sostenute dall'Iran e dai fedelissimi dell'ex presidente Saleh sono entrate nella sua abitazione e minacciato i suoi figli e lei, premio Nobel per la Pace, voce simbolo delle Primavere arabe. "Non sono triste per me, è vedere lo stato yemenita vicino al collasso che mi ferisce: i ragazzi che si sono battuti per la democrazia uccisi nelle strade, quello che sta succedendo in Siria e in Iraq. E di fronte a tutto questo la cecità dell'Occidente. Ai vostri governi dico: attenti, tutto questo si ripercuoterà contro di voi".

Signora Karman, come giudica i bombardamenti contro l'Is?
"Per due anni Assad è stato lasciato libero di uccidere, nessuno ha aiutato la gente che chiedeva democrazia. Hanno lasciato fare lui, come Al Sisi, come altri emiri autoritari. Non c'è da stupirsi poi se nello Yemen gli Houthi hanno pensato di poter uccidere civili nelle vie di Sana'a: avevano capito che nessuno sarebbe intervenuto. È da questo vuoto che nasce l'Is, dalle promesse che l'Occidente non ha mantenuto. Pensare di risolvere ora questa situazione con i bombardamenti è sbagliato: mosse come questa non mettono a rischio solo il Medio Oriente ma gli equilibri del mondo. Le decapitazioni e le nuove minacce terroristiche lo dimostrano".

Può spiegarci cosa sta accadendo in Yemen?
"Gli Houthi, che sono sciiti e alleati dell'Iran, si sono schierati a fianco dell'uomo che per anni li ha oppressi, l'ex presidente Saleh. Insieme hanno dato l'assalto a Sana'a e al governo. Ora controllano la capitale, hanno neutralizzato l'esercito, ucciso centinaia di persone. È il momento più difficile della nostra storia".

Saleh è stato a lungo accusato di favorire l'ascesa dell'estremismo sunnita: perché ora si allea con gli sciiti?
"Saleh vuole vendetta perché è stato cacciato: non gli importa come la otterrà. Per anni ha favorito la crescita di Al Qaeda, in modo da presentarsi agli occhi dell'Occidente come un baluardo nella lotta globale al terrorismo. Oggi fa il contrario e la responsabilità è anche vostra".

Cosa intende?
"Ho girato il mondo chiedendo di non concedere immunità a Saleh. Non sono stata ascoltata. Gli Usa e l'Europa hanno promesso sostegno al nuovo Yemen ma nei fatti ci hanno lasciati soli, anzi ci hanno messi nelle mani dell'Iran. Volevano l'Iran dalla loro parte contro l'Is e hanno sacrificato noi. Insomma, errori su errori: qui, come in Siria, come in Iraq".