Esteri

Is, gruppo segreto a caccia di jihadisti. 'Bianco Sudario': "Vogliamo provino lo stesso terrore"

Nella provincia di Deir ez-Zor si aggirano circa trecento uomini addestrati da pochi mesi a rapire e uccidere i membri dello Stato islamico che hanno invaso le loro città. Si muovono di notte, in moto, evitando di restare a loro volta vittime dei raid. Il portavoce, Abu Ali Albukamali: "Ne abbiamo eliminati più di cento"

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I JIHADISTI ormai si muovono in piccoli gruppi. Da soli per le strade piene di detriti e macerie non girano più, hanno paura, temono di essere rapiti e giustiziati. Non dai combattenti curdi o dalle bombe della coalizione, ma da un gruppo di guerriglieri che si fa chiamare il 'Bianco Sudario' ('White Shroud'), come il velo di cotone con cui vengono avvolti i cadaveri dei musulmani. E che li sta uccidendo metodicamente.

Sono circa trecento uomini, nessuno sa chi siano, si muovono soprattutto di notte in moto tra le strade di al-Bukamal, una città chiave vicino al confine iracheno proprio in mezzo al territorio controllato dall'Is tra la Siria e l'Iraq. Rapiscono i membri dell'Is uno per volta e li uccidono. Nessun ricatto, nessun baratto. Sostengono di averne già eliminati oltre cento nella sola provincia di Deir ez-Zor. E' qui che si muovono, perché insieme a Raqqa è una zona strategica che i jihadisti ambiscono a controllare oltre che una zona ricca di petrolio. E' quanto rivela l'agenzia britannica Reuters.

Lo scopo del 'Bianco Sudario' è quello di terrorizzare i combattenti dell'Is, ha spiegato il leader del gruppo siriano, identificandosi alla Reuters con il finto nome di Abu Aboud. E' lui a guidare il gruppo dei guerriglieri, composto per lo più da uomini che, prima dell'entrata in scena dello Stato islamico, non avevano alcuna esperienza di guerra o armi. "L'80 per cento dei membri del Bianco Sudario è stato addestrato da pochi di noi, non sapevano combattere ma ognuno di loro è entrato nel gruppo volontariamente per combattere lo Stato islamico, la loro oppressiva presenza nelle nostre città", ha detto Aboud.
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I guerriglieri devono evitare di restare vittime a loro volta dei raid di una coalizione che finora sembra non riuscire a fermare l'avanzata dei jihadisti. Girano in squadre formate da quattro persone, che si muovono indipendentemente l'una dall'altra. "L'importante per la nostra sopravvivenza è la segretezza", ha aggiunto Aboud.

Secondo il portavoce del gruppo, che si è dato il nome di Abu Ali Albukamali, l'obiettivo è già stato raggiunto. "Il nostro scopo è stato realizzato. Volevamo diffondere la paura tra i membri dell'Is, lo stesso terrore che loro trasmettono decapitando o crocifiggendo chi si oppone, e così è stato. Oggi non s'incontrano più per le strade, non ci vanno da soli. Si muovono in gruppi perché hanno paura di noi, dei rapimenti".

Aboud ha detto che solo ad al-Bukamal il 'Sudario Bianco' ha ucciso almeno 11 jihadisti. Il numero è stato  confermato dall'Osservatorio siriano per i diritti umani. Rami Abdulrahman, capo dell'Osservatorio, ha raccontato che in Siria stanno nascendo diversi gruppi di guerriglieri indipendenti pronti a combattere i jihadisti e in grado di colpire bersagli strategici, come la 'Brigata Fantasma' o la 'Brigata dell'Angelo della Morte'. Al contrario dell'Unità di protezione del popolo curdo (Ypg), questi gruppi combattono nell'ombra lo stesso nemico, indebolendolo, distruggendo check point, munizioni, e disperdendosi in strade di città fantasma che la coalizione guarda solo dall'alto.