Esteri

Due figli uccisi, il terzo ferito. Il dramma di una famiglia di jihadisti inglesi

I ragazzi di Abubaker Deghayes, di Brighton, si sono arruolati tutti per la guerra santa in Siria. Dopo la morte del più giovane (Jaffar, 17 anni), solo uno è ancora vivo. Storia di una famiglia del Sussex segnata da eventi lontani: lo zio Omar è stato ingiustamente prigioniero per sei anni a Guantanamo a causa di uno scambio di persona

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Due fratelli, giovanissimi, uccisi in guerra. Il terzo ferito. Il loro migliore amico colpito da raid aerei. Sembra l'incipit di un Salvate il Soldato Ryan del XXI secolo, ma questa è una storia molto più controversa e complicata. La tragedia della famiglia Deghayes, di Brighton, nel Sussex inglese, non sembra avere fine. Ed è il simbolo di una ennesima generazione perduta, ammaliata e maciullata dalla Guerra Santa in Medio Oriente. Oggi è arrivata la notizia della morte ad Aleppo del "combattente" Jaffar, 17 anni, il secondo dei tre figli del 46enne Abubaker. La sua prole è stata interamente sedotta dalle violente retoriche jihadiste ed è andata in blocco a combattere in Siria. Non per lo Stato Islamico del "califfo nero" Al Baghdadi, stavolta, ma per Al Nusra. E cioè l'altro gruppo jihadista e braccio ufficiale di Al Qaeda, che per mesi ha conteso all'Is il controllo della Siria, per poi stringere una sorta di tregua silenziosa.

Lutto senza fine. Jaffar viveva a Brighton e a inizio anno aveva lasciato l'Inghilterra per la jihad in Siria insieme ai due fratelli e al loro più caro amico, Kamara. Tutti cittadini inglesi, di origine libica. Tutti cresciuti nelle viscere dell'estremismo islamico europeo. Jaffar sarebbe morto nel weekend. Ad annunciarlo al padre Abubaker, con un messaggino via Internet, è stato l'unico figlio ancora vita, Amer, 20 anni. Che ha già rischiato di morire più volte in battaglia (nello stomaco s'è beccato una pallottola mesi fa) e che, lo scorso aprile, ha visto perire sotto i colpi dell'esercito del presidente Assad un altro suo fratello, Abdullah, 18 anni, abbattuto nella città di Latakia. Mentre il loro migliore amico, Kamara, 19 anni, è morto il mese scorso in un raid americano.
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Il caso dello zio a Guantanamo. Una devastante strage a puntate, dunque, che sta flagellando un'intera famiglia inglese musulmana. "Jaffar era un giovane che voleva combattere un tiranno sanguinario. Sono molto triste, spero che Allah abbia misericordia di tutti i miei figli", ha dichiarato al Guardian il padre Abubaker, che ha ripetuto come i suoi tre ragazzi siano andati al fronte "di spontanea volontà", senza indottrinamenti. Non solo: il fratello di Abubaker e zio dei tre figli, Omar Deghayes, è stato incarcerato a Guantanamo per sei anni. Ma ingiustamente, a causa di un incredibile scambio di persona. Per questo, di recente, ha ricevuto un grosso risarcimento dai governi inglese e americano.

IL CASO - Figli del jihad: il dramma dei bambini arruolati per la Guerra Santa

L'esodo dei giovanissimi jihadisti. Jaffar Deghayes è il 25esimo britannico ucciso mentre combatteva la guerra santa in Siria. La Gran Bretagna è uno dei paesi più interessati dall'esodo di jihadisti verso il Medio Oriente, un fenomeno esteso in tutto l'Occidente (anche in Italia, come la tragica storia del 25enne genovese Giuliano Delnevo) per il quale il governo inglese non ha escluso misure durissime per i "reduci", come l'incriminazione per alto tradimento. Anche "John il Beatle", il presunto boia degli ostaggi occidentali trucidati dall'Is negli agghiaccianti video dei jihadisti, sarebbe un cittadino inglese.
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