LAHORE - L'azione di un kamikaze ha fatto strage in Pakistan a Wagah, nei pressi del valico di confine con l'India. L'uomo si è fatto esplodere causando la morte di almeno 54 persone, secondo fonti del governo e della polizia. L'attentato si è verificato al checkpoint di Wagah mentre il valico era attraversato da centinaia di persone, soprattutto famiglie, di ritorno da una parata militare svoltasi alla periferia di Lahore. Il bilancio delle vittime sembra destinato ad aumentare: tra gli oltre 100 feriti, molti sono ricoverati in gravissime condizioni.
Il direttore generale provinciale delle forze paramilitari, Tahir Javed, ha dichiarato che il kamikaze si è fatto saltare a circa 500 metri da un posto di blocco gestito dai suoi uomini. Al momento, nessuno azzarda ipotesi su quale fosse il reale obiettivo dell'attentatore. Il capo provinciale della polizia, Mushtaq Sukhera, ha affermato che informative dell'intelligence avevano avvisato le autorità sulla possibilità che un simile attentato potesse aver luogo. Nelle maggiori città pachistane i livelli di sicurezza sono stati innalzati in occasione della celebrazione dell'Ashura, il rituale di 10 giorni che la minoranza musulmana sciita osserva per commemorare la morte di Imam Hussain, nipote del profeta Maometto. Ma nella zona dell'attentato non era in corso alcuna processione o evento collegato alla ricorrenza.
Poco dopo l'esplosione è giunta a una televisione una prima rivendicazione di un gruppo estremista islamico chiamato "Jandullah" che in passato aveva colpito gli sciiti. Ma c'è anche un'altra rivendicazione: quella di "Jamatul Ahrar", uno dei tanti gruppi che compongono la galassia dei talebani pachistani. Il suo portavoce, Ahsanullah Ahsan, ha dichiarato che l'attacco suicida è parte della guerra condotta dai suoi militanti contro il governo per affermare la loro versione della legge islamica in Pakistan. "Gli attacchi continueranno", ha assicurato il portavoce parlando da una località segreta al telefono con un reporter di Ap. I pachistani talebani combattono il governo da oltre un decennio, un conflitto interno che ha causato migliaia di morti.
Da metà giugno, l'esercito pachistano è passato all'offensiva, attaccando i talebani nel loro più sicuro rifugio, l'area tribale del Waziristan del nord, dove i militari affermano di aver già ucciso 1200 nemici, costringendo gli insorti a fuggire in Afghanistan. La strage al valico di Wagah è l'attentato più sanguinoso dall'inizio dell'offensiva dell'esercito.
Il direttore generale provinciale delle forze paramilitari, Tahir Javed, ha dichiarato che il kamikaze si è fatto saltare a circa 500 metri da un posto di blocco gestito dai suoi uomini. Al momento, nessuno azzarda ipotesi su quale fosse il reale obiettivo dell'attentatore. Il capo provinciale della polizia, Mushtaq Sukhera, ha affermato che informative dell'intelligence avevano avvisato le autorità sulla possibilità che un simile attentato potesse aver luogo. Nelle maggiori città pachistane i livelli di sicurezza sono stati innalzati in occasione della celebrazione dell'Ashura, il rituale di 10 giorni che la minoranza musulmana sciita osserva per commemorare la morte di Imam Hussain, nipote del profeta Maometto. Ma nella zona dell'attentato non era in corso alcuna processione o evento collegato alla ricorrenza.
Poco dopo l'esplosione è giunta a una televisione una prima rivendicazione di un gruppo estremista islamico chiamato "Jandullah" che in passato aveva colpito gli sciiti. Ma c'è anche un'altra rivendicazione: quella di "Jamatul Ahrar", uno dei tanti gruppi che compongono la galassia dei talebani pachistani. Il suo portavoce, Ahsanullah Ahsan, ha dichiarato che l'attacco suicida è parte della guerra condotta dai suoi militanti contro il governo per affermare la loro versione della legge islamica in Pakistan. "Gli attacchi continueranno", ha assicurato il portavoce parlando da una località segreta al telefono con un reporter di Ap. I pachistani talebani combattono il governo da oltre un decennio, un conflitto interno che ha causato migliaia di morti.
Da metà giugno, l'esercito pachistano è passato all'offensiva, attaccando i talebani nel loro più sicuro rifugio, l'area tribale del Waziristan del nord, dove i militari affermano di aver già ucciso 1200 nemici, costringendo gli insorti a fuggire in Afghanistan. La strage al valico di Wagah è l'attentato più sanguinoso dall'inizio dell'offensiva dell'esercito.