Esteri

Touraine: "Siamo tornati tutti cittadini francesi"

2 minuti di lettura
"OGGI il popolo francese è ridiventato un popolo di cittadini che si riconosce nei valori della Repubblica". Alain Touraine è entusiasta di fronte ai milioni di manifestanti che hanno percorso le strade della capitale per reagire alla violenza jihadista. Per il sociologo francese, che ha partecipato con entusiasmo alla grande marcia parigina, "i francesi sono stati formidabili, anche perché questa reazione coraggiosa non era per niente scontata. È stata una grande sorpresa".

Perché?
"Avrebbero potuto lasciarsi andare alla paura, all'odio e alla volontà di vendetta. Avrebbero potuto prendersela con i musulmani, additarli come responsabili. Invece non l'hanno fatto. Né si sono messi a discutere se Charlie Hebdo avesse o meno il diritto di ridicolizzare le religioni. Sono stati solidali senza inutili distinguo, senza eccezioni. Naturalmente c'è anche chi ha approfittato della situazione per prendersela con i musulmani, come dimostrano gli attacchi contro le mosche. Ma è solo una minoranza. La stragrande maggioranza del popolo francese è andata in un'altra direzione, ricordando di essere una nazione che ha sempre difeso la libertà, anche a costo di grandi sacrifici. Quando un popolo è fiero della propria libertà non si lascia abbattere. Il terrorismo può piegare chi si sottomette, chi dubita, chi ha paura".

I francesi hanno sconfitto la paura?
"Certamente. In queste giornate storiche non c'è paura, ma fiducia in se stessi. La gente è scesa in piazza subito, da sola, senza indicazioni dei politici e dei partiti. È stato un movimento spontaneo di tanta gente che voleva essere presente per respingere l'odio e la violenza".

Accanto alla libertà, la Francia sembra riscoprire la fratellanza, un'altra delle tre parole d'ordine della Rivoluzione francese...
"È vero, ma oltre alla fratellanza, che in questi giorni unisce i francesi al di là delle origini, delle fedi e delle opinioni politiche, c'è qualcosa di più. I francesi, che in passato hanno commesso tanti errori, sembrano di nuovo sentirsi dei "cittadini" nell'accezione più repubblicana del termine. Si riconoscono di nuovo nel legame civile che li unisce pur nelle diversità. Si sentono depositari di quei valori universali che questo Paese ha contribuito a creare, diffondere e difendere per se stesso e per gli altri. E quando si ha la consapevolezza delle proprie responsabilità, dei propri valori e dei propri diritti, allora si fa di tutto per non farseli portare via".

Questo slancio unitario continuerà o nei prossimi giorni riemergeranno le vecchie divisioni?
"Non lo so. Io naturalmente mi auguro che lo spirito unitario sopravviva e si diffonda sempre di più. Spero che i politici lo capiscano e non disperdano questo prezioso capitale. Lo stesso deve valere per gli intellettuali, che purtroppo non si sono dimostrati tanto all'altezza della situazione. Oggi il popolo francese si è dimostrato migliore dei suoi politici e dei suoi intellettuali. E io dopo tanto tempo sono fiero di essere francese".