Esteri

Papa Francesco, tre giorni con i C9 su Riforma Curia. L'omelia: "Natura non è solo dei verdi"

Nei lavori saranno esaminate le proposte di fusione elaborate nei mesi scorsi: la costituzione di due nuovi "superdicasteri", quello per la Carità, Giustizia e Pace, e quello per i laici, la famiglia e la vita, che assorbiranno gli attuali Pontifici Consigli. Con le sei di questa sessione saranno 51 le riunioni dei consiglieri

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CITTA' DEL VATICANO - Tre giorni intensi per papa Francesco che dalle 9 di questa mattina partecipa all'incontro del C9, il Consiglio dei nove cardinali per la riforma della Curia. Questa sessione si svolge oggi, domani e mercoledì, e Francesco vi prende parte sempre, anche se mercoledì si assenta per il tempo della udienza generale.
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Con le sei di questa sessione (il C9 si incontra al mattino dalle 9 e al pomeriggio dalle 17) saranno 51 le riunioni dei consiglieri per la riforma con il Papa. Sui lavori di questa sessione ci sarà una informativa di padre Federico Lombardi, tra martedì e mercoledì. Il segretario del C9, mons. Marcello Semeraro, ha ribadito in un'intervista a Famiglia Cristiana che non c'è da attendersi per il 2015 un testo di riforma che sostituisca la Costituzione "Pastor Bonus" sulla Curia e che un tempo probabile per la nuova Costituzione potrebbero essere i primi mesi del 2016.

FOCUS Riforma dello Ior

Le riunioni del C9 con il Pontefice si svolgono solitamente a Santa Marta e in genere i porporati partecipano anche alla messa del mattino che papa Francesco celebra nella cappella della sua residenza. Quanto emergerà dalle riunioni dei 9 sarà poi all'esame - giovedì e venerdì - della plenaria del Collegio cardinalizio convocata dal Papa alla vigilia del Concistoro di sabato, dove riceverenno la porpora 20 arcivescovi.

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Nei lavori del C9 saranno esaminate le proposte di fusione elaborate nei mesi scorsi. In particolare sembra già delineata la costituzione di due nuovi "superdicasteri", quello per la Carità, Giustizia e Pace, e quello per i laici, la famiglia e la vita, che assorbiranno gli attuali Pontifici Consigli. Altri accorpamenti allo studio potrebbero riguardare il Pontificio Consiglio per la Cultura che dovrebbe fondersi con la Congregazione per l'educazione cattolica, la quale forse recupererà le competenze sui seminari, passate due anni fa alla Congregazione del clero.

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L'omelia a Santa Marta.
Prima dei cardinali e della riforma a cui Francesco si sta dedicando dall'inizio del pontificato, nell'omelia odierna a Santa Marta, il Papa è tornato a parlere di natura. Rispettarla e tutelarla, non impadronirsene, ma farla crescere è "responsabilità" del cristiano, non solo "dei verdi", ha detto. La Terra va curata e "non soggiogata". La riflessione parte dal racconto della creazione narrato nel libro della Genesi e sul brano del vangelo di oggi, sulla nuova creazione. Stralci dell'omelia sono forniti dalla Radiovaticana. "Quando noi sentiamo che la gente fa riunioni per pensare a come custodire il Creato, - ha commentato papa Francesco - possiamo dire: 'Ma no, sono i verdi!' No, non sono i verdi! Questo è cristiano! E' la nostra risposta alla 'prima creazione' di Dio. E' la nostra responsabilità. Un cristiano che non custodisce il Creato, che non lo fa crescere, è un cristiano cui non importa il lavoro di Dio, quel lavoro nato dall'amore di Dio per noi. E questa è la prima risposta alla prima creazione: custodire il Creato, farlo crescere".
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La responsabilità implica anche avere "cura di non impadronirci del Creato, ma di farlo andare avanti, fedeli alle sue leggi", "lavorare per custodire il Creato". "Un cristiano che non custodisce il Creato, che non lo fa crescere, è un cristiano cui non importa il lavoro di Dio, quel lavoro nato dall'amore di Dio per noi". Alla 'prima creazione' dobbiamo rispondere con la responsabilità che il Signore ci dà: "'La Terra è vostra, portatela avanti; soggiogatela; fatela crescere. - ha detto il Papa -. Anche per noi c'è la responsabilità di far crescere la Terra, di far crescere il Creato, di custodirlo e farlo crescere secondo le sue leggi. Noi siamo signori del Creato, non padroni".

La nuova creazione, la ri-creazione, invece è "quella di Gesù che viene a ri-creare quello che era stato rovinato dal peccato". Vediamo Gesù tra la gente, ha osservato papa Francesco, e "quanti lo toccavano venivano salvati": è "la ri-creazione". "Questa 'seconda creazione' - ha rilevato Francesco - è più meravigliosa della prima; questo secondo lavoro è più meraviglioso". Infine, c'è "un altro lavoro", quello della "perseveranza nella fede" che lo fa lo Spirito Santo. "Dio lavora, continua a lavorare, e noi possiamo domandarci come dobbiamo rispondere a questa creazione di Dio, che è nata dall'amore, perché Lui lavora per amore.

Al-qaeda voleva uccidere il Papa.
I militanti di Jemaah Islamiyah, diramazione di al-qaeda nel Sud-Est asiatico, avrebbero voluto assassinare papa Francesco in occasione della sua recente visita pastorale nelle Filippine con la complicità del terrorista malese Marwan, nome di battaglia di Zulkifli bin Abdhir, un esperto artificere che prestava i propri servigi a numerose organizzazioni della galassia jihadista. Il piano è stato riferito da Getulio Napenas, direttore della Polizia filippina ed ex capo delle teste di cuoio locali, nel corso di un'audizione davanti al Senato di Manila citata dal quotidiano Inquirer. L'attentato al Pontefice prevedeva che una bomba, fabbricata proprio da Marwan, dovesse esplodere al passaggio del corteo papale nel centro storico della capitale il 18 gennaio scorso, alla vigilia della partenza di Jorge Mario Bergoglio per rientare a Roma: il punto prescelto era via Kalaw, lungo il percorso verso il parco Rizal, dove sarebbe poi stata celebrata la messa cui presenziarono circa sette milioni di fedeli.