Esteri

Il capo della delegazione cubana Josefina Vidal (afp)

Usa-Cuba: secondo round di negoziati su terrorismo e ambasciate. L'Avana: "Progressi"

Le parti non hanno fissato una data per la ripresa delle relazioni ma la riapertura delle sedi diplomatiche potrebbe avvenire entro aprile. Kerry: "Sono questioni separate". I primi colloqui a Cuba gli scorsi 21 e 22 gennaio. Nell'isola arrivano Paris Hilton, Kate Moss e Naomi Campbell

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WASHINGTON - Si è concluso il secondo round di colloqui fra Cuba e Stati Uniti per la normalizzazione dei rapporti, che questa volta si è tenuto a Washington. Al termine dell'incontro la delegazione cubana ha detto che sono stati fatti "buoni progressi", ma le parti non hanno fissato una data per la ripresa delle relazioni diplomatiche. Il primo round di colloqui si era tenuto a Cuba gli scorsi 21 e 22 gennaio. Parlando con i giornalisti subito dopo il meeting il capo della delegazione cubana Josefina Vidal, direttrice generale per gli Stati Uniti del ministero degli Esteri cubano, ha affermato che la rimozione di Cuba dalla lista Usa dei Paesi che patrocinano il terrorismo non è una precondizione per la ripresa dei rapporti diplomatici, ma ha aggiunto che per L'Avana si tratta di una "questione molto importante" e di una priorità.
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L'Avana è stata inserita nel 1982 per il suo presunto appoggio ai separatisti baschi dell'Eta e alle Farc in Colombia, la lista degli sponsor di terrorismo impedisce la possibilità di transazioni con le banche Usa e altre attività di base necessarie per aprire una sede diplomatica a Washington. L'inserimento di un Paese nella lista nera presuppone l'imposizione di sanzioni, tra le quali il divieto di vendita e di esportazione di armi, il divieto di inviare aiuti economici e restrizioni alle transazioni finanziarie.

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Il round di negoziati è il secondo tra Usa e Cuba e l'obiettivo dichiarato degli Stati Uniti è di arrivare alla riapertura dell'ambasciata americana nella capitale cubana in tempo per il vertice delle America di aprile a cui dovrebbero partecipare sia Barack Obama che Raul Castro. Due donne hanno condotto il negoziato al Dipartimento di Stato: per gli Usa la assistente segretario di Stato per l'America Latina Roberta Jacobson, mentre Josefina Vidal ha rappresentato la parte cubana. Jacobson ha però precisato che tra Washington e l'Avana restano "serie divergenze" e il segretario di Stato John Kerry ha affrontato lo stato della trattativa in una conferenza stampa con la presiedente della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf: "Riapertura delle ambasciate e lista dei terroristi sono questioni separate. La prima è un negoziato, l'altra è una valutazione politica fatta su requisiti fissati dal Congresso. Non possono essere affrontate contestualmente", ha detto.
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E mentre a Washington ripartono i colloqui, Paris Hilton è in visita all'Avana. L'ereditiera americana ha pubblicato su Instagram una foto che la ritrae nella città vecchia, 54 anni dopo la nazionalizzazione dell'hotel Hilton appena aperto dal bisnonno Conrad nella capitale cubana. Paris è a Cuba con le modelle Kate Moss e Naomi Campbell (entrambe viaggiano con passaporto britannico) per l'International Havana Cigar Festival. L'Hilton dell'Avana aprì nel 1958, con Conrad presente, ma solo un anno più tardi, dopo aver rovesciato il regime di Fulgencio Batista, Fidel Castro lo sequestrò stabilendo al suo interno il suo quartier generale. L'albergo venne nazionalizzato nel 1960 ed è attualmente battezzato Habana Libre.