Esteri

Giappone, drone su ufficio del premier, rilevata radioattività

La quantità di cesio non è dannosa per la salute. È probabile che si tratti di un'azione dimostrativa contro la decisione di un tribunale giapponese che ha approvato il riavvio di una centrale nucleare, bocciando le richieste degli ecologisti che temono nuovi disastri

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TOKYO - È stata probabilmente un'azione dimostrativa contro la decisione del governo giapponese di riattivare due reattori nucleari quella che oggi ha visto un piccolo drone atterrare  sul tetto dell'ufficio del primo ministro Shinzo Abe: sul velivolo, su cui c'è il simbolo della radioattività, alimentato da quattro motori, sono state rilevate tracce di radioattività non dannose per l'uomo, ha riferito la tv pubblica Nhk. Nessun danno a persone o cose, mentre il premier si trova in Indonesia per la Conferenza Asia-Africa. La polizia ha avviato le indagini per ricostruire la vicenda che pone comunque pesanti interrogativi sulla sicurezza.
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Secondo quanto si è appreso, le quantità di cesio sul drone non sono tali da provocare danni alla salute. Tuttavia al drone, oltre a una videocamera, era legato un contenitore di plastica dalla lunghezza di 10 centimetri e dal diametro di 3 centimetri, che conteneva un liquido sul quale continuano le analisi.

Aperta un'indagine. Immagini aeree hanno mostrato decine di agenti di polizia che setacciavano il tetto del moderno edificio e poi coprivano il drone con un telo di plastica azzurro. La polizia non ha trovato esplosivi. Le autorità giapponesi hanno aperto un'indagine, ha detto un portavoce del governo, Yoshihide Suga, aggiungendo che l'esecutivo potrebbe valutare delle misure per disciplinare l'utilizzo dei velivoli senza equipaggio.

Sempre più droni nel cielo. L'uso di droni sta diventando sempre più comune in Giappone, in particolare per fare fotografie e video aerei e non ci sono al momento restrizioni legali al loro uso. A gennaio un drone è precipitato nei giardini della Casa Bianca, a Washington, provocando un'inchiesta del Secret service Usa, a cui è demandata la sicurezza del presidente. A pilorarlo era un dipendente di un'agenzia di intelligence, che ne aveva perso il controllo. Contro di lui non sono state mosse accuse penali, ma la Federal aviation administration ha iniziato un'indagine per un'eventuale azione amministrativa.

Riparte l'industria nucleare. È ipotizzabile che l'episodio del drone sia legato al fatto che la corte distrettuale di Kagoshima, nel sud del Giappone, ha dato una mano all'ambizione del governo nipponico di riavviare l'industria nucleare, respingendo la richiesta di alcuni cittadini di bloccare il riattivazione di due reattori nucleari. Il tribunale ha dato il via libera alla riapertura dei reattori 1 e 2 della centrale nucleare di Senda, ha spiegato un portavoce della corte. I reattori, che avevano ottenuto il via libera dell'Agenzia nucleare che funziona da regolatore, dovrebbero ripartire quest estate.

La sentenza è arrivata una settimana dopo che un'altra corte, nella prefettura del Giappone centrale di Fukui, ha dato soddisfazione alla richiesta di diversi residenti di bloccare temporaneamente il riavvio dei reattori 3 e 4 della centrale di Takahama. Il governo, per far ripartire i reattori, dovrà attendere la sentenza d'appello. Il tribunale di Kagoshima ha deciso che i nuovi standard di sicurezza nucleare, adottati dal regolatore nazionale, non sono irragionevoli, secondo quanto ha riferito l'agenzia di stampa Jiji. Una sentenza opposta a quella di Fukui, per la quale gli stessi standard "mancano di razionalità". Cittadini e legali che avevano presentato l'istanza al tribunale hanno protestato contro la sentenza, definendo la decisione "ingiusta" e promettendo che non si arrenderanno. Gli attivisti anti-nucleari sostengono che le nuove norme di sicurezza non sono sufficienti a garantire che le centrali siano in grado di resistere a pericoli come i terremoti, che in giappone sono un evento frequente. L'industria nucleare giapponese è sostanzialmente ferma dall'incidente della centrale Fukushima-1, avvenuto in conseguenza del devastante terremoto-tsunami di marzo 2011. Al momento nessun reattore nucleare è in funzione.