NEW YORK - L'adolescente afroamericano ucciso dalla polizia a St. Louis qualche giorno fa è stato colpito alla schiena. I primi risultati dell'autopsia su Manur Ball-Bey smentiscono la ricostruzione fornita dagli agenti, secondo cui il ragazzo li aveva presi di mira con una pistola. La notizia rischia di far salire nuovamente la tensione nella città del Missouri. Mercoledì, dopo la morte del diciottenne, familiari del giovane e manifestanti erano scesi in piazza per una protesta che era sfociata in violenti scontri con le forze dell'ordine.
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Il medico legale Michael Graham ha riferito che dai primi accertamenti proiettile penetrato nella spalla destra ha colpito Ball-Bay al cuore e a un'arteria, senza uscire dal corpo della vittima. Questo dimostra che il ragazzo non poteva essere di fronte agli agenti. Per giunta il decesso è stato pressoché istantaneo: il giovane quindi non poteva correre, come invece hanno sostenuto i poliziotti parlando di un tentativo di fuga.
Il capo della polizia locale, Sam Dotson, ha tenuto a precisare che sono in corso altri esami: "Siamo ancora alle fasi preliminari delle indagini e i nuovi fatti non dipingono un quadro completo". E ha fatto riferimento a un testimone che ha confermato la versione degli agenti. In previsione di nuove proteste, ha aggiunto Dotson, il dispositivo di sicurezza sarà potenziato.
Jermaine Wooten, l'avvocato della famiglia Ball-Bey, ha detto dal canto suo che nessun testimone ha visto il ragazzo tenere una pistola in mano. Il giovane, ha aggiunto, non era del posto, era andato a trovare dei parenti ma non nella casa in cui la polizia doveva notificare un mandato d'arresto. "Non ha mai avuto una pistola. Non ha puntato un'arma verso gli agenti", ha affermato.
Intanto il procuratore Jennifer M. Joyce ha annunciato l'apertura immediata di un'inchiesta, senza attendere i risultati di quella della polizia: "Non lavoro per il capo della polizia - ha detto assicurando ai cittadini che la sua sarà un'indagine indipendente - Non lavoro per il sindaco. Sono stata eletta separatamente. Quando la polizia commette un crimine, la ritengo responsabile".
[[ge:rep-locali:repubblica:121403950]]
Meno di due settimane fa l'area di St. Louis fu invasa di manifestanti da tutto il Paese per il primo anniversario della morte di Michael Brown, il ragazzo afroamericano ucciso dalla polizia nella vicina Ferguson. Quell'omicidio, preceduto e seguito da molti altri, scatenò la rabbia della comunità afroamericana in tutti gli Stati Uniti. Da lì partì una campagna il cui slogan è "Black Lives Matter", "Le vite degli afroamericani contano".
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Il medico legale Michael Graham ha riferito che dai primi accertamenti proiettile penetrato nella spalla destra ha colpito Ball-Bay al cuore e a un'arteria, senza uscire dal corpo della vittima. Questo dimostra che il ragazzo non poteva essere di fronte agli agenti. Per giunta il decesso è stato pressoché istantaneo: il giovane quindi non poteva correre, come invece hanno sostenuto i poliziotti parlando di un tentativo di fuga.
Il capo della polizia locale, Sam Dotson, ha tenuto a precisare che sono in corso altri esami: "Siamo ancora alle fasi preliminari delle indagini e i nuovi fatti non dipingono un quadro completo". E ha fatto riferimento a un testimone che ha confermato la versione degli agenti. In previsione di nuove proteste, ha aggiunto Dotson, il dispositivo di sicurezza sarà potenziato.
Jermaine Wooten, l'avvocato della famiglia Ball-Bey, ha detto dal canto suo che nessun testimone ha visto il ragazzo tenere una pistola in mano. Il giovane, ha aggiunto, non era del posto, era andato a trovare dei parenti ma non nella casa in cui la polizia doveva notificare un mandato d'arresto. "Non ha mai avuto una pistola. Non ha puntato un'arma verso gli agenti", ha affermato.
Intanto il procuratore Jennifer M. Joyce ha annunciato l'apertura immediata di un'inchiesta, senza attendere i risultati di quella della polizia: "Non lavoro per il capo della polizia - ha detto assicurando ai cittadini che la sua sarà un'indagine indipendente - Non lavoro per il sindaco. Sono stata eletta separatamente. Quando la polizia commette un crimine, la ritengo responsabile".
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Meno di due settimane fa l'area di St. Louis fu invasa di manifestanti da tutto il Paese per il primo anniversario della morte di Michael Brown, il ragazzo afroamericano ucciso dalla polizia nella vicina Ferguson. Quell'omicidio, preceduto e seguito da molti altri, scatenò la rabbia della comunità afroamericana in tutti gli Stati Uniti. Da lì partì una campagna il cui slogan è "Black Lives Matter", "Le vite degli afroamericani contano".