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Il presidente cinese in Usa: "Lotta alla corruzione? Non siamo in 'House of Cards'"

Xi Jinping con una battuta - rara per un presidente cinese - cita la famosa serie tv americana. Appena arrivato negli Usa ha parlato di fronte ai capitani d'industria americani riuniti da Bill Gates a Seattle. Giovedì l'incontro con Barack Obama e poi l'intervento all'Assemblea generale della Nazioni Unite

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WASHINGTON. - Se mai dovesse scoppiare una guerra tra Stati Uniti e Cina, questa condurrebbe al " disastro globale". Per questo, ha spiegato il presidente Xi Jinping, Pechino vuole migliorare le relazioni con l'America e approfondire la reciproca comprensione con Washington: "Vogliamo vedere più comprensione e fiducia e meno ostilità e sospetto.... se Cina e Stati Uniti dovessero entrare in guerra o dare il via ad un confronto armato, questo porterebbe ad un disastro per entrambe le nazioni e per il mondo in generale". Così uno Xi dai toni conciliatori e di grande apertura ha parlato ospite a Seattle, dei capitani d'industria americani riuniti da Bill Gates, nel primo giorno della sua visita di Stato negli Usa.

In una battuta di spirito in pubblico, rara per un leader cinese, durante il discorso ha parlato della lotta alla corruzione condotta dal suo governo affermando che "noi non siamo in House of Cards", con un riferimento alla popolare serie televisiva Usa sul potere e l'ambizione, che in molte puntate ha affrontato il tema dei rapporti tra presidenza Usa e leadeship cinese. La serie con protagonista Kevin Spacey nei panni del cinico Francis Underwood è molto popolare in Cina, malgrado la Cina e la politica di Pechino vi sia trattata con una certa durezza.

La battuta è stata accolta da applausi dalla platea di imprenditori e vip, che ha voluto così fare un riferimento alla cultura popolare americana - poco prima aveva fatto anche riferimento al film Sleepless in Seattle (Insonnia d'amore) con Tom Hanks e Meg Ryan. House of Cards - rileva la Cnn - è proposta in Cina dall' emittente SohuTv, che ne ha acquistato i diritti, ma viene scaricata illegalmente 682.000 nella prima settimana di uscita della terza stagione, secondo il sito Excipio, che monitora la pirateria online, citata dalla Cnn.

Il presidente cinese davanti al Gotha imprenditoriale americano ha confermato che l'impegno del suo governo a non fermare gli sforzi per una economia più aperta. Anzi Pechino intende accelerare questo percorso: " La Cina non farà'  marcia indietro in questo processo", ha dichiarato Xi, che nei prossimi giorni interverrà all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. " La Cina accelererà i suoi sforzi per costruire un'economia aperta e non arretrerà sul fronte del processo delle riforme".

Xi, che giovedì sarà alla Casa Bianca, ha voluto rassicurare che la Cina, nonostante le ripetute accuse dell'intelligence, non solo americana, ma anche britannica e tedesca, non ha mai sostenuto o si è impegnata in campagne di attacchi hacker: " La Cina è una fervente sostenitrice della difesa contro gli attacchi cibernetici e della cybersicurezza". Questo sarà uno dei tanti temi di confronto con Obama, che a più riprese ha lasciato filtrare la possibilità di sanzioni Usa contro entità cinesi accusate di spionaggio industriale. Confronto che si allargherà alle rivendicazioni territoriali cinesi nel Mar Cinese Meridionale. Quì Pechino negli ultimi 12 mesi ha costruito dal nulla, su atolli o semplici barriere coralline appena affioranti sulle acque, isole artificiali, su cui ha realizzato basi navali, e piste d'atterraggio anche di 3 km di lunghezza, lungo quella che sin dai tempi dei nazionalisti del Kuomintang di Chang Kai-Shek, considerano la linea dei nove punti, una sorta di " grande barriera di sabbia", che ad oltre 1.000 km dalle coste cinesi, prolunga la sfera di influenza di Pechino.

Mentre negli Usa il presidente Xi Jinping cerca di rassicurare i capitani d'industria americani (ed il mondo) sulla solidità dell'economia cinese, da Pechino giunge inatteso il dato sulla produzione delle Pmi crollato a settembre al livello più basso degli ultimi 6 anni e mezzo: il dato preliminare del Caixin/Markit China Manufacturing Purchasing Managers' Index (PMI) è sprofondato al 47% a settembre, il dato peggiore da marzo 2009. Si tratta di numeri al di sotto delle attese di un 47,5% e peggiore rispetto al 47,3 registrato ad agosto. Sotto quota 50% l'indice è sinonimo di contrazione dell'economia. Una dato che alimenta ulteriormente i timori di un rallentamento più repentino della seconda economia mondiale e che può aumentare l'instabilità sui mercati finanziari. Con settembre l'attività manufatturiera cinese è arretrata per sette mesi di seguito. Il dato deludente sulle Pmi aumenta le chance che la crescita nel terzo trimestre scenda sotto l'obiettivo fissato del governo del 7% annuo.