La notizia si diffonde su Twitter e sembra trovare conferma su un giornale libico: Salah Al-Maskhout, considerato il principale boss del traffico di esseri umani a Zuwara, in Libia, è stato ucciso ieri a Tripoli insieme alle sue 8 guardie del corpo e secondo il presidente del Congresso libico sarebbe stato opera di un commando delle forze speciali italiane". Diverse ore dopo arriva però la smentita dello stesso boss raggiunto da Migrant Report: "Sono vivo e scioccato da quello che è girato sul mio conto" dice Salah Maskhout. Lo stesso sito cita fonti di Tripoli che "hanno confermato che un boss del traffico di esseri umani è stato ucciso". "Si tratterebbe di uno scambio di identità".
In precedenza le autorità italiane aveva smentito ogni coinvolgimento di nostri connazionali: Difesa, Ministero degli Esteri e anche fonti dell'intelligence.
Secondo alcuni media libici, tra cui il sito di Libya Herald, Salah Al-Maskhout, ex ufficiale dell'esercito libico nell'era Gheddafi, era stato ucciso da uomini armati, durante una visita ad alcuni parenti nei pressi del Medical Centre di Tripoli, con le sue 8 guardie del corpo.
Zuwara è la cittadina portuale teatro della strage di centinaia di migranti, lo scorso mese, naufragati su un barcone a poca distanza dalla costa. Le tragiche immagini dei cadaveri dei bimbi sul bagnasciuga hanno fatto il giro del mondo. Le milizie locali hanno dichiarato una vera e propria "guerra" ai trafficanti, con il sostegno della gran parte della popolazione.
In precedenza le autorità italiane aveva smentito ogni coinvolgimento di nostri connazionali: Difesa, Ministero degli Esteri e anche fonti dell'intelligence.
Secondo alcuni media libici, tra cui il sito di Libya Herald, Salah Al-Maskhout, ex ufficiale dell'esercito libico nell'era Gheddafi, era stato ucciso da uomini armati, durante una visita ad alcuni parenti nei pressi del Medical Centre di Tripoli, con le sue 8 guardie del corpo.
Zuwara è la cittadina portuale teatro della strage di centinaia di migranti, lo scorso mese, naufragati su un barcone a poca distanza dalla costa. Le tragiche immagini dei cadaveri dei bimbi sul bagnasciuga hanno fatto il giro del mondo. Le milizie locali hanno dichiarato una vera e propria "guerra" ai trafficanti, con il sostegno della gran parte della popolazione.