La donna che si è fatta saltare in aria durante il blitz a St. Denis è la prima attentatrice suicida jihadista d'Europa, ma sono molti i paesi in cui gruppi militanti islamici arruolano donne per le loro azioni. Durante la quasi ventennale occupazione israeliana nel Sud del Libano, ad esempio, molte donne appartenenti a gruppi di sinistra si sono fatte esplodere per colpire obiettivi israeliani. Fra queste, la prima fu Sanaa Mheidly, di soli 17 anni, che si fece saltare in aria con un'autobomba nel 1985, colpendo un convoglio israeliano e uccidendo una dozzina di soldati.
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Nei territori occupati della Palestina, circa una dozzina di donne si sono immolate in attacchi suicidi a partire dal 2002. Fra queste, la 27enne infermiera Wafa Idris, saltata in aria nel centro di Gerusalemme il 17 gennaio 2002. Nell'attentato, il primo compiuto da una donna palestinese, perse la vita un israeliano di 81 anni. La dinamica suicida non è tuttavia mai stata confermata.
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Iraq: il 9 novembre 2005 un commando suicida formato da quattro persone venne mandato in Giordania dal leader di Al Qaeda Abu Musab al-Zarqawi, per colpire la sala da ballo del Radisson SAS hotel di Amman, dove centinaia di persone stavano partecipando a un banchetto nuziale. Fra gli attentatori c'erano anche Sajida al-Rishawi e suo marito Ali al-Shamari. Quest'ultimo innescò la sua cintura esplosiva, mentre quella della moglie si inceppò. Datasi alla fuga, la donna venne però arrestata poco dopo e costretta a confessare tutto alla tv giordana, mostrando la cintura che non aveva funzionato. La donna, condannata a morte nel 2006, è stata giustiziata all'inizio di quest'anno, come reazione all'abbattimento da parte dell'Is di un caccia giordano nei cieli della Siria. L'Is tentò di barattare la sua liberazione con quella dell'ostaggio giapponese Goto e del pilota giordano del caccia Mouad Al Kassasbeh, entrambi poi uccisi.
Turchia: fin dagli anni '80 si ha notizia di attentati suicidi compiuti da donne curde. Il più recente risale al 6 gennaio scorso, quando un commando suicida composto anche da donne si è fatto esplodere davanti ad una stazione di polizia di Istanbul, uccidendo un agente e ferendone un altro.
In Russia, sono chiamate 'vedove nere' le donne kamikaze cecene e di altri luoghi del Caucaso settentrionale. Molte erano sposate o imparentate con militanti islamici separatisti uccisi dalle forze governative, due di loro hanno partecipato agli attentati nella metropolitana di Mosca del 2010 in cui sono rimaste uccise 40 persone. Nel 2002 le "vedove nere" parteciparono all'assalto al teatro moscovita Dubrovka, in cui morirono 117 ostaggi, tutti per i gas usati dalle forze speciali.
In Nigeria è in aumento l'utilizzo di donne kamikaze, spesso anche bambine, da parte dell'organizzazione terroristica sunnita Boko Haram. In questo caso, però, le donne non si offrono volontariamente come "martiri" ma vengono rapite e costrette con la forza o con l'inganno.
In India, invece, una donnaTamil faceva parte del commando suicida che nel 1991 uccise il primo ministro Rajiv Gandhi, e sono segnalati casi di kamikaze donne Tamil anche nello Sri Lanka.
(fonte AP)