Esteri

(reuters)

La polizia tedesca in una moschea di Berlino: due arresti. "Sospettati di pianificare attentato"

In Belgio una fonte anonima rivela all'Afp: "I fratelli Abdeslam, Abrini e la 'mente' Abaaoud in una lista di 85 islamisti radicalizzati stilata dai servizi belgi e trasmessa ad autorità locali" cinque mesi prima degli attacchi. Allarme antrace a Bruxelles: evacuata grande moschea. Napoli a porte chiuse col Club Brugge. In Francia, trasferte vietate ai tifosi

3 minuti di lettura
BRUXELLES -  Forze speciali antiterrorismo in azione anche in Germania: gli agenti hanno fatto irruzione in una moschea di Charlottenburg, periferia ovest di Berlino, dopo l'arresto di due persone sospettate di appartenere a una cellula islamica estremista. Un portavoce della polizia ha poi spiegato che i due - secondo notizie non confermate un siriano e un tunisino di 28 e 46 anni classificati come islamisti particolarmente "ideologizzati" - sono sospettati di pianificare un attentato terroristico. Una seconda operazione è stata condotta nel distretto di Britz, nella zona sud della capitale tedesca: è stato perquisito un furgone, dove la polizia ha recuperato del materiale ritenuto "sospetto" che dopo le analisi si è rivelato non essere esplosivo. Durante l'operazione 120 persone sono state allontanate da 16 edifici residenziali.

Poco prima, il capo della polizia federale Hans-Georg Maasen aveva dichiarato all'agenzia di stampa Austria che le autorità tedesche ricevono ogni settimana una o due informative "piuttosto concrete" riguardanti attività terroristiche pianificate. Maasen aveva anche confermato quanto detto ieri dal presidente francese François Hollande, in conferenza stampa all'Eliseo con la cancelliera Angela Merkel: tra le migliaia di persone in fuga dalla Siria si celano jihadisti dello Stato Islamico che arrivano in Europa per mettere in atto piani terroristici.

Ancora secondo Maasen, gli estremisti non sfruttano sistematicamente il flusso dei rifugiati per infiltrarsi. Il capo della polizia federale tedesca ha prodotto anche delle cifre: il suo ufficio è a conoscenza di 7.900 islamici radicalizzati che in Germania sostengono la violenza per il raggiungimento dei loro obiettivi, con alcuni di loro impegnati anche a fare proseliti tra i migranti.

In Belgio, la polizia continua a ritmo serrato la caccia ai due jihadisti ricercati dopo gli attacchi di Parigi del 13 novembre: Salah Abdeslam e Mohamed Abrini. Le forze speciali hanno effettuato in giornata tre operazioni. La prima a Sambreville, non lontano da Charleroi, 80 chilometri a sud di Bruxelles, dove sono state effettuate diverse perquisizioni, alla ricerca di armi ed esplosivi. In una nota, la Procura ha comunicato che nessun arresto è stato eseguito.

A seguire, la polizia ha fatto irruzione in due case a Verviers, la località dove nel gennaio scorso, dopo la strage alla redazione parigina di Charlie Hebdo, fu annientata una cellula islamista. A Bruxelles è invece scattato l'allarme antrace nella più antica moschea belga, dopo il ritrovamento di un pacco contenente "polvere bianca". In realtà si trattava di farina. La moschea, non lontana dal Parlamento europeo, è stata raggiunta dalle squadre di decontaminazione, insieme al laboratorio mobile per l'analisi della sostanza sospetta. Le sette persone che si trovavano all'interno della moschea sono state trasportate precauzionalmente in ospedale.

In Belgio, il livello di allerta è scalato da 4, il massimo grado, a 3. Il governo ha già autorizzato la riapertura delle scuole, delle attività commerciali e del trasporto pubblico dopo quattro giorni di chiusura totale. Sul livello di allerta, ha precisato il primo ministro, ogni decisione sarà adottata sulla base delle informazioni fornite da una organizzazione "indipendente".
[[ge:rep-locali:repubblica:128211075]]
Ma un'altra notizia scuote l'opinione pubblica, evidentemente non solo belga: Abdeslam e Abrini, ma anche Brahim Abdeslam e soprattutto la mente degli attentati, Abdelhamid Abaaoud, figuravano in una lista di 85 "radicalizzati" stilata dai servizi segreti del Belgio e trasmessa alle autorità municipali di Molenbeek nel giugno 2015, ben cinque mesi prima degli attentati di Parigi. Lo ha confermato all'Afp una fonte vicina al comune di Molenbeek coperta da anonimato.

"La lista era stata trasmessa nel giugno del 2015 dall'Ocam (letteralmente, Organo di coordinamento per l'analisi della minaccia) al borgomastro di Molenbeek (il sindaco Françoise Schepmans, ndr) e al comandante della polizia locale", sostiene la fonte anonima dell'agenzia di stampa francese. L'Ocam aveva compilato l'elenco, ha spiegato ancora la fonte anonima, dopo lo smantellamento di una cellula jihadista a Verviers, nell'est del Belgio, il 15 gennaio del 2015, una settimana dopo la strage a Charlie Hebdo.

La notizia è destinata a rafforzare le convinzioni di chi crede che non sia stato fatto tutto per evitare gli attentati terroristici. Ad esempio, i parenti di alcune delle 129 vittime degli attentati di Parigi che criticano apertamente il governo francese per non aver saputo prevenire tanto spargimento di sangue innocente. Due in particolare. Emma Prevost, sorella di Francois-Xavier, ha lanciato su Facebook l'appello a disertare la commemorazione nazionale delle vittime programmata per venerdì, a cui interverranno anche la madre, il fratello e una zia di Valeria Solesin, non il padre rimasto a Venezia.

Espulso dall'Italia marocchino di 35 anni. Oggi l'Italia ha espulso un marocchino di 35 anni che viveva a Milano. Lo ha annunciato il ministro dell'interno Angelino Alfano, alla trasmissione Virus su Rai2. "Un soggetto a nostro avviso pericoloso per la sicurezza nazionale", ha spiegato Alfano: "Nel 2015 abbiamo espulso 61 persone, farci avere paura è l'obiettivo dei terroristi, non dobbiamo sottovalutare nulla. Ma dobbiamo ricordare che l'obiettivo è sovvertire le nostre abitudini di vita, per questo sono passati a soft target. Chi ha paura non è libero. Attentati in Italia? Non esiste rischio zero, ma nel nostro Paese abbiamo lavorato per evitarli".

Ripercussioni sullo sport. In Belgio, il Napoli giocherà a porte chiuse la partita di Europa League contro il Club Brugge (la dirigenza belga non ha apprezzato la decisione). Attenzione alla sicurezza degli spettacoli sportivi anche in Francia, dove le autorità hanno esteso una misura che vieta ai tifosi di seguire le squadre in trasferta nel prossimo weekend di campionato. La Federcalcio francese esegue così la decisione adottata dal ministero dell'Interno. Il divieto riguarda tutte le partite della categorie dei professionisti in tutto il Paese.