Esteri

Siria, uccisi in raid vari leader dello Stato islamico. Pentagono: "Due legati ad attacchi Parigi"

L'annuncio del colonnello Warren: "Dieci capi dell'Is sono stati eliminati a dicembre dalla coalizione". Tra questi Charaffe 'Souleymane' al-Mouadan, coinvolto nella strage del 13 novembre. Morti anche Abdul Qader Hakim e Siful Haq Sujen: "Pianificavano altri attentati contro l'Occidente"
 

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NEW YORK - Dieci leader dell'Is, alcuni dei quali collegati alle stragi del 13 novembre a Parigi, sono stati uccisi in raid aerei della coalizione a guida Usa. Lo ha comunicato un portavoce del Pentagono, colonnello Steve Warren. Tra le vittime c'è Charaffe al-Mouadan, "direttamente" collegato alla mente degli attacchi nella capitale francese, Abdelhamid Abaaoud.

Al-Moudan è stato ucciso in un raid aereo sulla Siria il 24 dicembre e secondo il Pentagono stava progettando altri attacchi in in Occidente.
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L'altro leader ucciso è Abdul Qader Hakim, considerato dagli Usa uno dei membri del gruppo jihadista coinvolto negli attacchi al di fuori dell'Iraq e della Siria. Secondo Warren, anche Hakim era collegato agli attentati di Parigi. E' stato ucciso il 26 dicembre in un bombardamento su Mosul. Tra gli altri leader uccisi nei bombardamenti di dicembre di cui ha dato notizia il Pentagono c'è anche Siful Haq Sujen, un bengalese che studiò in Gran Bretagna e considerato uno degli hacker dell'Isis. Secondo il Pentagono, con la sua morte, "il gruppo jihadista ha perso un collegamento chiave tra i propri network". "Stiamo colpendo la testa del serpente, anche se non lo abbiamo ancora spezzata, e può ancora mordere", ha commentato il portavoce del Pentagono.

"La coalizione guidata dagli Stati Uniti negli ultimi mesi ha eliminato 10 capi dello Stato islamico con attacchi aerei mirati, alcuni dei quali legati agli attacchi di Parigi". Attivi. "Stavano pianificando ulteriori attacchi all'Occidente" ha spiegato il colonello Warren. Al-Mouadan, 26-27 anni, è l'ultimo di 8 figli di genitori marocchini. Cresciuto a Bondy, sobborgo a nord-est di Parigi, fu arrestato nell'ottobre del 2012 mentre stava per partire con due amici per lo Yemen o per l'Afghanistan, passando per la Somalia. Era amico di uno dei kamikaze del Bataclan, Samy Amimour, e, in regime di libertà vigilata, era riuscito a raggiungere la Siria nell'agosto del 2013. Il colonnello Warren non ha specificato se ai raid in cui è rimasto ucciso al-Mouadan hanno partecipato anche caccia francesi.
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Il quotidiano le Parisien è stato il primo a rivelare circa una settimana fa l'esistenza di al-Mouadan. Gli inquirenti sono stati messi sulle sue tracce grazie a un testimone ascoltato alcune ore dopo l'attacco al Bataclan. Parlando di uno dei tre kamikaze, ha affermato: "Quest'uomo indossava una tuta. Portava la barba e mi ha dato l'impressione di essere il leader. Era più posato del suo complice. Ci hanno in seguito messo come scudi umani intorno a un corridoio e davanti alle finestre". Il testimone ha aggiunto che il terrorista ha domandato al negoziatore della polizia di far allontanare i suoi colleghi, perché "avevano delle cinture di esplosivi e avrebbero fatto saltare tutto".

L'ostaggio ricorda di aver sentito "il più alto" dei due kamikaze chiedere al suo complice se "intendeva chiamare Suleyman". "Quello basso ha risposto di no, che avrebbero fatto le cose a modo loro", ha confidato ancora questo prezioso testimone. "Ha anche aggiunto che doveva parlare in arabo. Dopo c'è stata una discussione molto tesa fra loro. Avevo l'impressione che non si conoscessero bene", ha aggiunto ancora.

Gli effetti degli attacchi attacchi aerei sulla leadership dell'Is si possono vedere nei successi delle battaglie più recenti, ha concluso il colonnello Warren. L'esercito iracheno ha recentemente vinto contro i militanti jihadisti riprendendo il controllo su Ramadi, capoluogo di provincia a ovest di Bagdad. "Parte di questi successi si può attribuire al fatto che l'organizzazione sta perdendo la sua leadership", ha detto Warren, ma "è ancora forte".