PARIGI - La Francia ha chiesto un maggior coinvolgimento militare degli altri Paesi Ue nella lotta all'Is. E la risposta non si è fatta attendere. "La Francia ha chiesto aiuto e l'Europa unita risponde sì", ha detto l'alto rappresentante per gli Affari Esteri Ue Federica Mogherini, annunciando il sostegno "unanime" del Consiglio Difesa all'attivazione della clausola di difesa collettiva prevista dall'art. 42.7 del Trattato di Lisbona chiesta ieri da François Hollande, parlando davanti al Parlamento: "Siamo in guerra, chiediamo aiuto all'Ue".
Il presidente francese ha già comunicato i prossimi impegni, incontrerà Obama martedì 24 novembre e subito dopo, giovedì 26, Putin a Mosca. Con lui ha già ha parlato al telefono per stabilire un "coordinamento degli sforzi" contro lo Stato islamico, lo ha annunciato l'Eliseo. Nel frattempo il presidente russo ha già dato l'ordine: l'incrociatore 'Moskva', che si trova nel Mediterraneo, coopererà da subito con le forze navali francesi "come alleato". Dovrà stabilire "contatti diretti" con le unità militari francesi in arrivo "a breve" nell'area, come la portaerei Charles De Gaulle, "per cooperare". Hollande vuole che la sua portaerei sia quanto più vicina al teatro siriano per "triplicare le capacità d'azione" dei caccia di Parigi.
FOCUS - PARIGI SOTTO ATTACCO
François Hollande ha promesso di "distruggere" l'organizzazione jihadista e il suo "terrorismo di guerra", Vladimir Putin ha fatto altrettanto. L'esplosione dell'aereo russo - che ha provocato 224 morti - ora ha dei responsabili precisi: "Li perseguiremo ovunque essi siano e li troveremo in ogni angolo del mondo", ha detto il leader russo.
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Sono almeno 15 i raid su Raqqa solo stasera. Nella roccaforte dell'Is si è sentita una "violentissima esplosione": lo riferiscono gli attivisti anti-Is. Dal cielo è partita l'offensiva francese con un terzo raid nella notte, dal mare quella russa. Mosca ha avvertito preventivamente anche Washington, che ha confermato "un numero significativo" di raid russi contro l'Is a Raqqa. La Duma russa ha poi chiesto ai Paesi europei, del Nord America e del Medio Oriente di formare una coalizione anti-terrorismo come quella anti Hitler, si legge in una dichiarazione adottata dalla camera bassa del parlamento.
Il ministro della difesa Serghiei Shoigu ha aggiunto che Mosca ha cominciato, sempre oggi, ad usare in territorio siriano anche 25 bombardieri strategici a lungo raggio. I Tu-160 e Tu-95 hanno lanciato missili da crociera contro postazioni dei terroristi ad Aleppo e a Idlib. I Tu-22M3 hanno bombardato invece nelle province di Dayr Az-Zor e Raqqa. Inoltre, in concomitanza con i raid aerei russi, le truppe del governo di Damasco hanno lanciato un'offensiva verso Palmira e hanno "liberato" 80 centri abitati in un'area di circa 500 chilometri quadrati, ha confermato il capo di Stato maggiore russo, generale Valeri Gherasimov.
Proseguono frattanto il lavorio diplomatico e quello investigativo. Di siria e di lotta al terrorismo, il capo dello Stato francese ha discusso anche con il suo omologo iraniano Hassan Rohani che, dopo avere annullato la sua visita in Francia a seguito degli attentati: "L'Iran è pronto ad assumere qualunque iniziativa, anche a una cooperazione di intelligence con la Francia, contro i terroristi. In ogni parte del mondo".
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Ottenuto un 'ombrello' europeo, Hollande ha ricevuto all'Eliseo il segretario di Stato americano, John Kerry, per discutere la "strategia comune nella lotta contro l'Is". Nel manifestare la sua solidarietà, Kerry ha definito i militanti di Daesh come "mostri psicopatici". "Sono convinto che nel corso delle prossime settimane Daesh sentirà una pressione maggiore. La avverte già ora", ha aggiunto il segretario di Stato Usa, ribadendo che "c'è una chiara strategia in atto contro l'Is che sarà sempre più efficace".
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Più prudente la reazione del premier italiano Matteo Renzi: "Mettiamo in conto tutto, ma non si vince con le sole armi - ha detto - l'Italia è in tante partite però lo fa senza dichiarazioni roboanti. Noi abbiamo bisogno di un atteggiamento tipico del nostro Paese: più di soft power". Parigi, inoltre, non rispetterà gli impegni di bilancio europei. Lo ha annunciato il premier francese Manuel Valls, giustificando la richiesta "con la necessità di rafforzare la sicurezza a causa degli attentati del 13 novembre".
Il primo ministro David Cameron è intervenuto oggi ai comuni per tentare di convincere nuovamente i deputati della necessità di bombardare l'Is in Siria. "Credo fermamente che dobbiamo agire", ha detto il leader britannico ai parlamentari. "Il nostro paese è alle prese con una minaccia diretta e crescente e dobbiamo affrontarla, non solo in Iraq ma anche in Siria", ha proseguito Cameron. "Non possiamo, non dobbiamo aspettarci che gli altri si assumano la responsabilità e il rischio di proteggere il nostro paese", ha aggiunto. A fine estate 2013, Cameron non era riuscito ad ottenere il placet del parlamento per colpire in Siria.
La Commissione Ue intanto ha preparato una stretta sulle armi da fuoco, con standard comuni sia sulla disattivazione di quelle militari, che criteri Ue per l'acquisto e la vendita sul mercato legale. I provvedimenti saranno adottati domani dal collegio dei commissari e saranno presentate dal primo vicepresidente Frans Timmermans e dal commissario agli Interni Dimitris Avramopoulos ai media, prima della discussione, al consiglio Interni straordinario di venerdì, convocato dopo le stragi di Parigi. Alla riunione dei ministri Ue si parlerà anche della necessità di rafforzare i controlli alle frontiere esterne e del finanziamento ai terroristi.
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Su Raqqa piovono bombe. Si sono mossi nel buio della notte partendo dagli Emirati arabi e dalla Giordania. La risposta promessa dalla Francia ai sanguinosi attentati è stata affidata a dieci caccia. Rafale e Mirage 2000 hanno colpito insieme, per la seconda volta in 24 ore. E' un raid simultaneo che non ha concesso tregua. Tutti gli obiettivi individuati nella roccaforte dell'Is nel nord della Siria sono stati "colpiti e distrutti". Raggiunti da almeno 16 bombe, non hanno lasciato più nulla di "un centro di comando" e di una "base di addestramento" dei jihadisti. I jihadisti di Baghdadi "fuggono come topi" e si "nascondono tra i civili", riferiscono gli attivisti anti-Is nella città. "Alcune donne sono andate sui balconi senza velo", in segno di sfida, aggiungono. La Francia proseguirà i raid anche "nelle prossime settimane", la Russia li aumenterà, "per fare capire ai terroristi che le conseguenze delle loro azioni sono inevitabili". E, come annunciato, nella notte c'è stato il terzo raid francese, sempre a Raqqa. Secondo il ministero della Difesa francese sono stati colpiti "due centri di comando di Daesh". Le tre ondate di attacchi "hanno permesso di distruggere sei obiettivi importanti controllati da Daesh", conclude il comunicato usando l'acronimo arabo con cui viene indicato lo "Stato Islamico in Iraq e Levante" ("ad-Dawla al-Islamiyya fi al-Iraq wa l-Sham", un precedente nome dell'Isis).
Hollande oggi ha anche annunciato davanti all'Unesco a Parigi che la Francia adotterà un "diritto di asilo" per le opere d'arte minacciate dallo Stato islamico. "Il diritto all'asilo vale per le persone ma l'asilo vale anche per le opere, per il patrimonio mondiale", ha dichiarato il presidente francese in occasione della 70esima conferenza generale dell'Unesco. Hollande ha spiegato che la disposizione figurerà in una legge sulla libertà della creazione che sarà esaminata dal parlamento francese.
Il presidente francese ha già comunicato i prossimi impegni, incontrerà Obama martedì 24 novembre e subito dopo, giovedì 26, Putin a Mosca. Con lui ha già ha parlato al telefono per stabilire un "coordinamento degli sforzi" contro lo Stato islamico, lo ha annunciato l'Eliseo. Nel frattempo il presidente russo ha già dato l'ordine: l'incrociatore 'Moskva', che si trova nel Mediterraneo, coopererà da subito con le forze navali francesi "come alleato". Dovrà stabilire "contatti diretti" con le unità militari francesi in arrivo "a breve" nell'area, come la portaerei Charles De Gaulle, "per cooperare". Hollande vuole che la sua portaerei sia quanto più vicina al teatro siriano per "triplicare le capacità d'azione" dei caccia di Parigi.
FOCUS - PARIGI SOTTO ATTACCO
François Hollande ha promesso di "distruggere" l'organizzazione jihadista e il suo "terrorismo di guerra", Vladimir Putin ha fatto altrettanto. L'esplosione dell'aereo russo - che ha provocato 224 morti - ora ha dei responsabili precisi: "Li perseguiremo ovunque essi siano e li troveremo in ogni angolo del mondo", ha detto il leader russo.
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Sono almeno 15 i raid su Raqqa solo stasera. Nella roccaforte dell'Is si è sentita una "violentissima esplosione": lo riferiscono gli attivisti anti-Is. Dal cielo è partita l'offensiva francese con un terzo raid nella notte, dal mare quella russa. Mosca ha avvertito preventivamente anche Washington, che ha confermato "un numero significativo" di raid russi contro l'Is a Raqqa. La Duma russa ha poi chiesto ai Paesi europei, del Nord America e del Medio Oriente di formare una coalizione anti-terrorismo come quella anti Hitler, si legge in una dichiarazione adottata dalla camera bassa del parlamento.
Il ministro della difesa Serghiei Shoigu ha aggiunto che Mosca ha cominciato, sempre oggi, ad usare in territorio siriano anche 25 bombardieri strategici a lungo raggio. I Tu-160 e Tu-95 hanno lanciato missili da crociera contro postazioni dei terroristi ad Aleppo e a Idlib. I Tu-22M3 hanno bombardato invece nelle province di Dayr Az-Zor e Raqqa. Inoltre, in concomitanza con i raid aerei russi, le truppe del governo di Damasco hanno lanciato un'offensiva verso Palmira e hanno "liberato" 80 centri abitati in un'area di circa 500 chilometri quadrati, ha confermato il capo di Stato maggiore russo, generale Valeri Gherasimov.
Proseguono frattanto il lavorio diplomatico e quello investigativo. Di siria e di lotta al terrorismo, il capo dello Stato francese ha discusso anche con il suo omologo iraniano Hassan Rohani che, dopo avere annullato la sua visita in Francia a seguito degli attentati: "L'Iran è pronto ad assumere qualunque iniziativa, anche a una cooperazione di intelligence con la Francia, contro i terroristi. In ogni parte del mondo".
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Ottenuto un 'ombrello' europeo, Hollande ha ricevuto all'Eliseo il segretario di Stato americano, John Kerry, per discutere la "strategia comune nella lotta contro l'Is". Nel manifestare la sua solidarietà, Kerry ha definito i militanti di Daesh come "mostri psicopatici". "Sono convinto che nel corso delle prossime settimane Daesh sentirà una pressione maggiore. La avverte già ora", ha aggiunto il segretario di Stato Usa, ribadendo che "c'è una chiara strategia in atto contro l'Is che sarà sempre più efficace".
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Più prudente la reazione del premier italiano Matteo Renzi: "Mettiamo in conto tutto, ma non si vince con le sole armi - ha detto - l'Italia è in tante partite però lo fa senza dichiarazioni roboanti. Noi abbiamo bisogno di un atteggiamento tipico del nostro Paese: più di soft power". Parigi, inoltre, non rispetterà gli impegni di bilancio europei. Lo ha annunciato il premier francese Manuel Valls, giustificando la richiesta "con la necessità di rafforzare la sicurezza a causa degli attentati del 13 novembre".
Il primo ministro David Cameron è intervenuto oggi ai comuni per tentare di convincere nuovamente i deputati della necessità di bombardare l'Is in Siria. "Credo fermamente che dobbiamo agire", ha detto il leader britannico ai parlamentari. "Il nostro paese è alle prese con una minaccia diretta e crescente e dobbiamo affrontarla, non solo in Iraq ma anche in Siria", ha proseguito Cameron. "Non possiamo, non dobbiamo aspettarci che gli altri si assumano la responsabilità e il rischio di proteggere il nostro paese", ha aggiunto. A fine estate 2013, Cameron non era riuscito ad ottenere il placet del parlamento per colpire in Siria.
La Commissione Ue intanto ha preparato una stretta sulle armi da fuoco, con standard comuni sia sulla disattivazione di quelle militari, che criteri Ue per l'acquisto e la vendita sul mercato legale. I provvedimenti saranno adottati domani dal collegio dei commissari e saranno presentate dal primo vicepresidente Frans Timmermans e dal commissario agli Interni Dimitris Avramopoulos ai media, prima della discussione, al consiglio Interni straordinario di venerdì, convocato dopo le stragi di Parigi. Alla riunione dei ministri Ue si parlerà anche della necessità di rafforzare i controlli alle frontiere esterne e del finanziamento ai terroristi.
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Su Raqqa piovono bombe. Si sono mossi nel buio della notte partendo dagli Emirati arabi e dalla Giordania. La risposta promessa dalla Francia ai sanguinosi attentati è stata affidata a dieci caccia. Rafale e Mirage 2000 hanno colpito insieme, per la seconda volta in 24 ore. E' un raid simultaneo che non ha concesso tregua. Tutti gli obiettivi individuati nella roccaforte dell'Is nel nord della Siria sono stati "colpiti e distrutti". Raggiunti da almeno 16 bombe, non hanno lasciato più nulla di "un centro di comando" e di una "base di addestramento" dei jihadisti. I jihadisti di Baghdadi "fuggono come topi" e si "nascondono tra i civili", riferiscono gli attivisti anti-Is nella città. "Alcune donne sono andate sui balconi senza velo", in segno di sfida, aggiungono. La Francia proseguirà i raid anche "nelle prossime settimane", la Russia li aumenterà, "per fare capire ai terroristi che le conseguenze delle loro azioni sono inevitabili". E, come annunciato, nella notte c'è stato il terzo raid francese, sempre a Raqqa. Secondo il ministero della Difesa francese sono stati colpiti "due centri di comando di Daesh". Le tre ondate di attacchi "hanno permesso di distruggere sei obiettivi importanti controllati da Daesh", conclude il comunicato usando l'acronimo arabo con cui viene indicato lo "Stato Islamico in Iraq e Levante" ("ad-Dawla al-Islamiyya fi al-Iraq wa l-Sham", un precedente nome dell'Isis).
Hollande oggi ha anche annunciato davanti all'Unesco a Parigi che la Francia adotterà un "diritto di asilo" per le opere d'arte minacciate dallo Stato islamico. "Il diritto all'asilo vale per le persone ma l'asilo vale anche per le opere, per il patrimonio mondiale", ha dichiarato il presidente francese in occasione della 70esima conferenza generale dell'Unesco. Hollande ha spiegato che la disposizione figurerà in una legge sulla libertà della creazione che sarà esaminata dal parlamento francese.