Come soldato con le forze britanniche in Afghanistan, ha combattuto in un conflitto di cui non comprendeva le ragioni. Come veterano di guerra tormentato dai sensi di colpa, Rob Lawrie non ha resistito all'occasione di redimersi. L'estate scorsa, nel campo profughi di Calais, ribattezzato dai media "The Jungle" (la giungla) per le condizioni in cui sono tenuti i 4 mila residenti, un rifugiato afghano lo ha implorato di prendere con sé Bahar, la sua bambina di 4 anni, e portarla in Inghilterra verso una vita migliore. Una sera il soldato Rob l'ha nascosta nel suo pullmino e ha provato a passare la Manica.
Lo hanno tradito due eritrei saliti a sua insaputa nel retro del veicolo: le guardie di frontiera hanno scoperto loro e perquisendo il veicolo anche la bambina. Lawrie è stato arrestato con l'accusa di tentativo di fare entrare clandestinamente un'immigrata in Gran Bretagna e avere messo in pericolo una minorenne. Rischiava 5 anni di carcere. A causa del suo gesto, nei mesi seguenti la moglie lo ha lasciato, ha perso il lavoro e tentato il suicidio. Ma al processo il giudice ha creduto alla sua versione dei fatti e lo ha assolto da tutte le imputazioni.
"Ho cominciato ad andare a Calais dopo avere visto le foto del piccolo Alan Kurdi, il profugo siriano morto affogato su una spiaggia turca", racconta adesso Rob ai giornali inglesi. "Dapprima ho organizzato una colletta per acquistare tende che ho portato ai profughi del campo. Poi ho pensato che d'inverno non sarebbero bastate e ho costruito delle baracche. Così ho conosciuto Reza, il padre della bambina. Erano bloccati a Calais mentre la madre è rimasta in Afghanistan. L'uomo mi ha scongiurato di condurre sua figlia a Leeds, dove vivo e dove abitano i suoi parenti. Per due volte mi sono rifiutato. Una notte la bimba si è addormentata fra le mie braccia e non sono riuscito a lasciarla lì".
Dopo l'assoluzione, il veterano di guerra e la piccola afghana si sono potuti riabbracciare. Lei è ancora con il papà nel campo rifugiati, ma Rob sponsorizzerà la richiesta di asilo in Gran Bretagna. "La compassione deve vincere su qualsiasi ragione", dice l'ex-soldato. "Non sono un eroe, solo un veterano di guerra disoccupato. Ma i bambini di questo campo moriranno di freddo e alzare un muro non è la soluzione giusta".
(Pubblicato il 17/01/2016)
Lo hanno tradito due eritrei saliti a sua insaputa nel retro del veicolo: le guardie di frontiera hanno scoperto loro e perquisendo il veicolo anche la bambina. Lawrie è stato arrestato con l'accusa di tentativo di fare entrare clandestinamente un'immigrata in Gran Bretagna e avere messo in pericolo una minorenne. Rischiava 5 anni di carcere. A causa del suo gesto, nei mesi seguenti la moglie lo ha lasciato, ha perso il lavoro e tentato il suicidio. Ma al processo il giudice ha creduto alla sua versione dei fatti e lo ha assolto da tutte le imputazioni.
"Ho cominciato ad andare a Calais dopo avere visto le foto del piccolo Alan Kurdi, il profugo siriano morto affogato su una spiaggia turca", racconta adesso Rob ai giornali inglesi. "Dapprima ho organizzato una colletta per acquistare tende che ho portato ai profughi del campo. Poi ho pensato che d'inverno non sarebbero bastate e ho costruito delle baracche. Così ho conosciuto Reza, il padre della bambina. Erano bloccati a Calais mentre la madre è rimasta in Afghanistan. L'uomo mi ha scongiurato di condurre sua figlia a Leeds, dove vivo e dove abitano i suoi parenti. Per due volte mi sono rifiutato. Una notte la bimba si è addormentata fra le mie braccia e non sono riuscito a lasciarla lì".
Dopo l'assoluzione, il veterano di guerra e la piccola afghana si sono potuti riabbracciare. Lei è ancora con il papà nel campo rifugiati, ma Rob sponsorizzerà la richiesta di asilo in Gran Bretagna. "La compassione deve vincere su qualsiasi ragione", dice l'ex-soldato. "Non sono un eroe, solo un veterano di guerra disoccupato. Ma i bambini di questo campo moriranno di freddo e alzare un muro non è la soluzione giusta".
(Pubblicato il 17/01/2016)