MILANO - Davide Serra, gestore di fondi con base a Londra, deciso sostenitore delle politiche di Matteo Renzi, commenta le conseguenze della Brexit.
Quali sono gli effetti sull'economia?
"È uno shock a livello globale ma il prezzo più salato lo pagano gli inglesi visto che la sterlina è scesa ai minimi dal 1985. Le previsioni della Banca d'Inghilterra indicano un calo del Pil del 5%, 500 mila posti di lavoro persi, capitali che lasciano il Regno Unito, prezzi delle case che crollano del 10-20%".
Possono esservi anche altri contraccolpi?
"La Scozia vuole rimanere nella Ue e cercherà di staccarsi dalla Gran Bretagna. Lo stesso potrebbe fare l'Irlanda e così Inghilterra e Galles rimarranno da sole. La paura di un'immigrazione selvaggia cancella 40 anni di integrazione".
Ma la Borsa inglese ieri ha perso di meno di quelle dell'Europa continentale. Perché?
"Perché i mercati temono che altri paesi vogliano uscire dalla Ue. Lunedì si riuniranno i primi ministri di Germania, Francia e Italia, e devono dire in che direzione andrà l'Europa, se verso una maggiore integrazione oppure no".
La Bce adotterà misure straordinarie?
"Draghi prima di intervenire vuole leggere il messaggio politico che uscirà dal vertice di lunedì. A mio parere si dovrebbe utilizzare il fondo Esm, da un trilione di euro, per mettere in campo politiche fiscali comuni, come un piano europeo per l'immigrazione".
Come reagirà il sistema bancario?
"Le banche inglesi dovranno spostare molto personale a Dublino o Francoforte. Ma i tassi rimarranno bassi più a lungo e dunque non c'è rischio liquidità, semmai vi sarà meno domanda di credito a causa di una minor crescita".
Quali sono gli effetti sull'economia?
"È uno shock a livello globale ma il prezzo più salato lo pagano gli inglesi visto che la sterlina è scesa ai minimi dal 1985. Le previsioni della Banca d'Inghilterra indicano un calo del Pil del 5%, 500 mila posti di lavoro persi, capitali che lasciano il Regno Unito, prezzi delle case che crollano del 10-20%".
Possono esservi anche altri contraccolpi?
"La Scozia vuole rimanere nella Ue e cercherà di staccarsi dalla Gran Bretagna. Lo stesso potrebbe fare l'Irlanda e così Inghilterra e Galles rimarranno da sole. La paura di un'immigrazione selvaggia cancella 40 anni di integrazione".
Ma la Borsa inglese ieri ha perso di meno di quelle dell'Europa continentale. Perché?
"Perché i mercati temono che altri paesi vogliano uscire dalla Ue. Lunedì si riuniranno i primi ministri di Germania, Francia e Italia, e devono dire in che direzione andrà l'Europa, se verso una maggiore integrazione oppure no".
La Bce adotterà misure straordinarie?
"Draghi prima di intervenire vuole leggere il messaggio politico che uscirà dal vertice di lunedì. A mio parere si dovrebbe utilizzare il fondo Esm, da un trilione di euro, per mettere in campo politiche fiscali comuni, come un piano europeo per l'immigrazione".
Come reagirà il sistema bancario?
"Le banche inglesi dovranno spostare molto personale a Dublino o Francoforte. Ma i tassi rimarranno bassi più a lungo e dunque non c'è rischio liquidità, semmai vi sarà meno domanda di credito a causa di una minor crescita".