Filippine, presidente Duterte contro Obama: "Te la farò pagare"
di CLAUDIO CUCCIATTILa Casa Bianca annulla il faccia a faccia. Il presidente filippino: "Lotta alla droga va avanti, rispondo solo al mio popolo"
DAVAO - Barack Obama cancella il faccia a faccia con il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte: è la conseguenza del duro attacco scagliato da Duterte a margine di una riunione dell'Associazione delle Nazioni del sud-est asiatico, in corso nel Laos. "Son of a bitch I will swear at you" ("Figlio di p... te la farò pagare") è la frase riportata dalle principali agenzie di stampa e pronunciata dal presidente della Repubblica filippino dopo alcune perplessità espresse dagli Stati Uniti in merito alla campagna di contrasto al traffico di droga avviata da Duterte. Negli ultimi due mesi più di duemila tra presunti pusher e consumatori sono stati uccisi dalla polizia per ordine del presidente, in carica dallo scorso maggio.
"Sono il presidente di uno stato sovrano che non è più una colonia - ha proseguito Duterte -, non ho nessun padrone ad eccezione del popolo filippino. Obama deve portare rispetto". Il p…
"Sono il presidente di uno stato sovrano che non è più una colonia - ha proseguito Duterte -, non ho nessun padrone ad eccezione del popolo filippino. Obama deve portare rispetto". Il p…
DAVAO - Barack Obama cancella il faccia a faccia con il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte: è la conseguenza del duro attacco scagliato da Duterte a margine di una riunione dell'Associazione delle Nazioni del sud-est asiatico, in corso nel Laos. "Son of a bitch I will swear at you" ("Figlio di p... te la farò pagare") è la frase riportata dalle principali agenzie di stampa e pronunciata dal presidente della Repubblica filippino dopo alcune perplessità espresse dagli Stati Uniti in merito alla campagna di contrasto al traffico di droga avviata da Duterte. Negli ultimi due mesi più di duemila tra presunti pusher e consumatori sono stati uccisi dalla polizia per ordine del presidente, in carica dallo scorso maggio.
"Sono il presidente di uno stato sovrano che non è più una colonia - ha proseguito Duterte -, non ho nessun padrone ad eccezione del popolo filippino. Obama deve portare rispetto". Il presidente filippino ha poi ricordato come gli americani non abbiano mai chesto scusa per il trattamento riservato ai suoi concittadini durante il periodo coloniale e per la decimazione della comunità musulmana dei Mori nel sud-est del Paese, avvenuta un secolo fa.
Obama non è però il primo bersaglio dell'espressione pittoresca preferita di Duterte. Anche Papa Francesco e il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban ki-moon sono stati, di recente, aggrediti verbalmente dal massimo rappresentante filippino.
"Sono il presidente di uno stato sovrano che non è più una colonia - ha proseguito Duterte -, non ho nessun padrone ad eccezione del popolo filippino. Obama deve portare rispetto". Il presidente filippino ha poi ricordato come gli americani non abbiano mai chesto scusa per il trattamento riservato ai suoi concittadini durante il periodo coloniale e per la decimazione della comunità musulmana dei Mori nel sud-est del Paese, avvenuta un secolo fa.
Obama non è però il primo bersaglio dell'espressione pittoresca preferita di Duterte. Anche Papa Francesco e il Segretario generale delle Nazioni Unite Ban ki-moon sono stati, di recente, aggrediti verbalmente dal massimo rappresentante filippino.