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Elezioni Usa, la resa di Ted Cruz: "Voterò per Trump"

Dopo lo scontro e il gelo alla convention di Cleveland, l'ex candidato alla Casa Bianca scioglie i dubbi e annuncia il suo appoggio al tycoon. Clinton si smarca da Obama sulla legge che autorizza i parenti delle vittime dell'11 settembre a far causa all'Arabia Saudita. Springsteen su Trump: "Democrazia sotto l'assedio di un imbecille"

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WASHINGTON - Un punto a favore di Donald Trump. L'ex candidato per la Casa Bianca Ted Cruz ha confermato a sorpresa che voterà per il candidato repubblicano, dopo aver negato al rivale il suo endorsement anche durante la convention del partito a Cleveland.

Ieri pomeriggio la conferma del senatore attraverso il suo profilo facebook: "Dopo mesi di attente considerazioni, di preghiera ed esame di coscienza, ho deciso che nell'election Day voterò per il candidato repubblicano Donald Trump. Ho preso questa decisione per due motivi. Primo: lo scorso anno ho promesso che avrei sostenuto il candidato repubblicano. E intendo mantenere la parola. Secondo: anche se ci sono aree di significativo disaccordo con il nostro candidato, Hillary Clinton è del tutto inaccettabile".

E' stato il momento forse più drammatico della convention del partito repubblicano a Cleveland lo scorso luglio quello in cui il senatore del Texas salì sul palco invitando i repubblicani a "votare secondo coscienza" e senza menzionare Donald Trump, che in quella sede veniva ufficialmente incoronato candidato del Grand Old Party. Non solo, nei giorni caldi della campagna elettorale per le primarie, Cruz aveva definito il suo avversario un "bugiardo patologico" e un uomo "assolutamente amorale".

Hillary si smarca da Obama - Sull'altro fronte, invece, Hillary Clinton si smarca per la prima volta in maniera clamorosa dal presidente Barack Obama e lo fa su un tema caldissimo per gli americani. La candidata democratica ha infatti annunciato che se sarà eletta alla Casa Bianca firmerà la legge che permette alle famiglie delle vittime dell'11 settembre di fare causa all'Arabia Saudita.

I responsabili della campagna elettorale della ex first lady ne hanno dato notizia proprio nel giorno in cui Obama ha messo il veto al provvedimento di legge perché, ha spiegato Obama, "non rafforza la sicurezza degli americani e ne mette a rischio gli interessi". Il veto di Obama è arrivato nell'ultimo giorno disponibile prima che la misura diventasse automaticamente legge. Il presidente esercita un suo diritto anche se il rischio che venga respinto è alto. Il provvedimento infatti è passato sia alla Camera che al Senato a larga maggioranza, con un voto bipartisan.

Springsteen in campo - In campagna elettorale è entrato oggi anche Bruce Springsteen. Senza endorsement dichiarati, nel giorno del suo compleanno numero 67 il Boss, intervistato da una tv norvegese, ha detto che anche la sola candidatura di Donald Trump alla presidenza rappresenta "un enorme imbarazzo per gli americani". In un'altra intervista che uscirà sul prossimo numero di Rolling Stone - che ne ha anticipato i contenuti - , Springsteen ha detto che "la Repubblica è sotto l'assedio di un imbecille": "Senza esagerare, è una tragedia per la nostra democrazia - afferma Springsteen - . Le idee che sta spingendo nel pensiero comune sono molto pericolose". Sulle ragioni del fenomeno Trump, il Boss aggiunge: "Credo che si stia pagando il prezzo per non aver guardato davvero ai costo della deindustrializzazione e della globalizzazione verificatesi negli Stati Uniti per gli ultimi 35-40 anni e quanto questo abbia profondamente colpito le vite delle persone e ferito le persone, al punto che vogliono qualcuno che dica di avere una soluzione". E Trump porta "risposte semplici a problemi molto complessi".