South Carolina, Superman e Capitan America al funerale di un piccolo supereroe
di PAOLO GALLORI
(ap)
Jacob Hall, il bambino di 6 anni morto sabato nella scuola elementare di Townville, colpito dalle raffiche esplose da un 14enne che aveva appena ucciso il padre, sepolto con il costume di Batman. Al rito funebre sua madre era vestita da Robin, c'erano anche Ninja Turtles e Power Rangers. E il reverendo Blizzard ha invitato a battere il male con il più potente dei superpoteri: il perdono
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SABATO scorso, mentre il piccolo Jacob Hall, 6 anni, veniva ferito a morte nella scuola elementare di Townville, South Carolina, i supereroi non c'erano. Non c'erano mentre la sua arteria femorale veniva recisa da un proiettile, non c'erano mentre un suo compagno e un insegnante cadevano feriti a loro volta. Forse erano impegnati nell'inaugurazione di un centro commerciale o erano distratti da un qualche evento sponsorizzato a cui di questi tempi sono costretti a prestarsi per dovere contrattuale. E nell'America dalle armi facili, un 14enne che uccide il padre e poi va a scuola per scaricare altre raffiche su bambini inermi continua a sorprendere anche loro.
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A sollevarli dagli inevitabili sensi di colpa del giorno dopo, un alibi che regge solo per naturale empatia nei riguardi delle loro calzamaglie: Jacob non aveva invocato aiuto. Perché Jacob amava credere di essere un supereroe e a Spiderman dava del tu. Si sentiva invulnerabile, Jacob. E invece sabato scorso era finito schiacciato nell'eterna collisione tra bene e male. Se la guerra non è mai persa, la luce può ancora trionfare sulla tenebra in questa ultima e, al momento, dolorosa battaglia. Anche con l'aiuto dei supereroi. Ma non chiamateli vendicatori, se viene richiesto loro di ricorrere al più invincibile dei superpoteri: il perdono.
Al funerale, celebrato mercoledì in una Oakdale Baptist Church stipata ben oltre la massima capienza di 500 persone, i fantastici paladini del bene erano in tantissimi. Accanto a Jacob, composto con indosso l'uniforme plumbea di Batman, sua madre Renae tratteneva le lacrime celando gli occhi dietro la mascherina di Robin. Tra la folla non si poteva fare a meno di notare le sgargianti uniformi di Capitan America e Wonder Woman, Superman e i Power Rangers. Gli insegnanti, per sobrietà istituzionale, si erano limitati a esibire un berretto blu con l'immagine dei Ninja Turtles e impresso il nome di Jacob. Accanto al feretro, pupazzi e palloncini. Nella chiesa battista il piccolo Batman era avvolto in un bouquet di colori, Townville niente di più lontano dal lugubre immaginario di Gotham.
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La mamma vestita da Robin, le batmobili nel corteo funebre e il piccolo Jacob vestito da Batman. E' il funerale a tema del bimbo di 6 anni ucciso il 28 settembre in una sparatoria nel cortile della sua scuola elementare in Sud Carolina. La bara del piccolo Jacob Hall è stato accompagnata da centinaia di persone vestite da supereroi. A fine settembre un ragazzino di 14 anni ha aperto il fuoco in una scuola di Townville dopo aver ucciso suo padre. Due allievi e un insegnante sono stati feriti, ma Jacob è poi morto in ospedale. Le insolite esequie sono state decise dalla madre, che ha voluto così ricordare la passione del figlio.
Durante il rito, al reverendo David Blizzard era toccato di suggerire ai supereroi uniti nel pianto e nella tristezza come Jacob avrebbe voluto vedere capovolte le sorti di una battaglia in cui è ancora in ballo il futuro di un ragazzino di 14 anni caricato delle accuse di omicidio, tentato omicidio e possesso illegale di arma da fuoco. "Sua madre mi ha rivelato: so cosa direbbe Jacob adesso, mi direbbe mamma, perdona quel ragazzo e amalo come Gesù, perché Gesù lo ama. Sono certo che Jacob direbbe esattamente così".
Raccolto il messaggio, il reverendo era ben felice di indirizzarlo alle persone che avevano trovato posto nella chiesa e a quelle costrette a seguire le esequie sugli schermi montati nella palestra della scuola. "La storia di un supereroe è quella del bene contro il male. Il bene vince sempre. Anche se viviamo in un mondo cupo, il bene vincerà ancora".
Jacob amava i cavalieri mascherati. Ma sapeva anche che il potere più grande, quello del perdono, era riconducibile al primo e più misterioso dei supereroi. Lo aveva ricordato Lily, una sua coetanea e compagna di catechismo: "Jacob era molto dolce. Sapeva tante cose su Gesù".
Il signor John Buckland, che invece sa tutto di Batman, pur di esserci si era messo in viaggio dal West Virginia a bordo della sua replica della Bat-mobile. In perfetta uniforme da uomo-pipistrello, una volta a Townville aveva distribuito ai bambini poster con i "comandamenti" del supereroe: "Le difficoltà mi rendono più forte. Tieni d'occhio chi ti è vicino. Prenditi cura degli altri. Ama gli altri. Se qualcuno è in difficoltà, offrigli l'aiuto di cui ha bisogno". Qualcuno gli aveva chiesto: Buckland, perché? "Perché Jacob", il piccolo supereroe, "lo avrebbe fatto".