Esteri

Pakistan, assalto a scuola di polizia: oltre 59 vittime. L'Isis rivendica

Le forze di sicurezza pakistane dopo l'assalto alla scuola di polizia (afp)
L'attacco nella notte a Quetta, nel sud ovest del paese. Il bilancio, secondo il ministero dell'Interno, è però destinato ancora ad aumentare."E' stata una vera strage". Ora la situazione sarebbe sotto controllo delle forze di sicurezza. Il Baluchistan sta diventando un corridoio economico tra la Cina e i pozzi petroliferi sauditi
1 minuti di lettura
È subito arrivata una rivendicazione dello Stato islamico ma i terroristi che ieri sera hanno fatto strage nella scuola di polizia di Quetta, capoluogo della provincia pakistana del Baluchistan, erano più probabilmente affiliati al gruppo Al-Alimi, fazione di Lashkar-i Jangvi, organizzazione jihadista anti-sciita. Lo sostiene il generale dei Corpi di frontiera della provincia, Sher Afghan, sulla base di intercettazioni telefoniche che dimostrano come gli assalitori avessero contatti con l’Afghanistan e non con l’Iraq e la Siria.

L’attacco al “Baluchistan Police College”, situato circa 20 chilometri a est di Quetta, è scattato verso le 23.30 ora locale (le 20.30 in Italia). L’operazione è durata circa tre ore, falciando la vita di almeno 59 persone, in gran parte reclute. Secondo un testimone, tre kamikaze a volto coperto e con cinture esplosive hanno fatto irruzione nel compound della scuola di polizia, dove in quel momento si trovavano circa 700 persone, aprendo il fuoco. «Due dei tre terroristi si sono fatti saltare in aria, e questi hanno provocato vittime, mentre il terzo è stato colpito dalle nostre truppe», dice ancora Afghan. La scuola di polizia colpita si trova su Sariab Road, in una delle zone di Quetta ritenute più a rischio e da tempo teatro di attacchi di gruppi armati contro le forze di sicurezza. Lo stesso “Baluchistan Police College” era già stato attaccato con razzi nel 2006 e nel 2008. Il bilancio dell’attacco di ieri sera è uno dei più pesanti dell’anno (oltre ai morti ci sono anche 120 feriti).
Pur essendo ricchissima di risorse naturali, la vasta provincia del Baluchistan, è la più povera del Pakistan, e anche una delle più instabili del Paese, perché perennemente scossa da violenze islamiste, da conflitti tribali così come da un’insurrezione separatista. Lo scorso agosto, un attentato all’ospedale di Quetta durante i funerali di un notabile locale assassinato poche ore prima provocò 73 morti.

Il Baluchistan è anche diventato un luogo altamente strategico per le imponenti infrastrutture stradali ed energetiche che dovranno collegare la Cina ai pozzi petroliferi sauditi: un corridoio economico che costerà 46 miliardi di dollari (di investimenti essenzialmente cinesi) e che è già stato più volte bersagliato da attacchi dei separatisti della regione. La Cina si dice fiduciosa nella capacità dell’esercito di contenere le violenze islamiste, che da quando Islamabad decise di sostenere l’invasione americana dell’Afghanistan nel 2001 hanno già provocato migliaia di vittime.