Aeroporti Usa assediati: la protesta contro la stretta di Trump sull'immigrazione
Dal Jfk, il principale aeroporto di New York, a San Francisco: negli scali Usa è andata in scena una protesta contro la stretta sull'immigrazione decisa dal presidente Donald Trump. Alcune centinaia di persone si sono radunate al Kennedy davanti ai terminal con cartelli e striscioni favorevoli all'accoglienza e contro il bando imposto agli immigrati provenienti da sette paesi musulmani. A richiamarli, è stato il tam tam sui social che ha visto convolto anche il regista Micheal Moore. Anche'associazione dei tassisti newyorkesi ha deciso di proclamare uno sciopero della categoria contro le nuove disposizioni di Trump sugli immigrati. I taxi non hanno fatto servizio negli aeroporti della metropoli americana dalle 18 alle 19 di oggi pomeriggio (ora di New York). "Noi non possiamo restare in silenzio" spiegano i tassisti newyorkesi, la gran parte immigrati. "Noi andiamo a lavorare per accogliere in aeroporto le persone in una terra che una volta ci ha accolto. Non vogliamo queste divisioni". Proteste anche in altre città statunitensi
Secondo la Reuters, la bozza di memo ottenuta da Ap era una "versione iniziale" di un documento che stava preparando lo staff del segretario per la Sicurezza interna John Kelly. È quanto riferisce all'agenzia un funzionario del dipartimento per la Sicurezza interna, precisando che la discussione sull'ipotesi della Guardia nazionale è stata bloccata prima ancora che il memo arrivasse sul tavolo di Kelly. Sempre secondo la fonte, il memo per Kelly è ancora in corso di preparazione e verrà ultimato presto. Una versione che non sembra coerente con l'intestazione del documento stesso.
Il documento, sempre secondo la Ap, è datato 25 gennaio, proprio come l'ordine esecutivo firmato da Donald Trump per la stretta contro l'immigrazione irregolare, ed è circolato fra lo staff del dipartimento per la Sicurezza interna nelle ultime due settimane.
Sinora, i militari della Guardia Nazionale sono stati utilizzati più volte al confine con il Messico e in situazioni emergenziali intorno alla barriera, ma mai in stati al Nord. Invece, il memo che cita la Ap parla chiaro: la Guardia nazionale sarebbe "autorizzata ad assumere i poteri ordinari anti-immigrazione, e quindi inchieste, fermi e detenzione di clandestini negli Stati Uniti".
IL COMMENTO Un'ipotesi estrema per uscire dall'impasse
Il tema immigrazione è stato uno dei più controversi della campagna elettorale di Donald Trump e anche della sua amministrazione, che nei primi giorni ha emesso l'oramai famoso e controverso bando anti immigrati del 27 gennaio bocciato, dopo lo stop di un giudice federale di Seattle, anche dalla corte d’Appello federale del nono distretto con sede a San Francisco (che ha competenza geografica su tutto il Nordovest degli Stati Uniti).
Nella campagna elettorale per le presidenziali, Trump aveva promesso che avrebbe rimpatriato fra due e tre milioni di immigrati senza documenti con precedenti penali.