Olanda al voto, un test per l'Europa. E contro eventuali hacker torna il conteggio manuale
dal nostro inviato PIETRO DEL RE
Mark Rutte, primo ministro uscente e il selfie con i suoi supporter (reuters)
Seggi aperti fino alle 21, alle urne 13 milioni. Sono le elezioni legislative più seguite della storia recente dei Paesi Bassi, su cui negli ultimi giorni si è abbattuto lo scontro diplomatico con la Turchia. E dove il 22 % degli abitanti ha origine straniera
Mezz'ora dopo la chiusura dei seggi dovrebbero essere diffusi i primi risultati provvisori. Il timore di una possibile influenza di hacker sul voto ha spinto il governo olandese a optare per il conteggio manuale, il che ritarderà l'annuncio dell'esito definitivo rispetto ai precedenti appuntamenti elettorali. I risultati sono attesi comunque per la tarda serata.
Olanda al voto: seggi aperti, 13 milioni alle urne
Gli ultimi sondaggi pubblicati ieri vedono in testa il Partito liberal-democratico (VVD) del premier uscente Mark Rutte, di pochi punti percentuali davanti al Partito della Libertà (PVV) del leader islamofobo e anti-europeista Geert Wilders. Alla Camera Bassa del Parlamento dell’Aia, al VVD andrebbero tra i 24 e i 28 seggi su 150, mentre il PVV ne guadagnerebbe tra 19 e 22. Ma la forte percentuale di indecisi tra i 12,9 milioni di elettori chiamati a rinnovare il parlamento lascia ampia incertezza sull’esito del voto. I temi cari a Wilders dell’identità nazionale, l’immigrazione e l’integrazione, soprattutto per quanto riguarda l’Islam, sono stati al centro del dibattito elettorale. Nei Paesi Bassi il 22 % degli abitanti ha un’origine straniera.
Oltre al duello tra Rutte e Wilders, che si sono scontrati due giorni in un acceso dibattito televisivo, le legislative di oggi potrebbero registrare il crollo del Partito della sinistra laburista (PVDA), che alle precedenti elezioni guadagnò 25 seggi e a queste ne avrebbe soltanto 8. L’altra grande sorpresa è quella del Partito dei Verdi, il Groenlinks, il cui giovane leader Jessie Klaver, accreditato di circa 18 seggi dovrebbe quindi portare i verdi a uno storico record.
Sono 28 le formazioni politiche in lista. In queste elezioni organizzate secondo un sistema proporzionale, nessuna formazione dovrebbe ottenere più del 20% dei voti.
I primi exit poll verranno pubblicati stasera alle 21, alla chiusura dei seggi. Ora, anche se il Partito della libertà di Wilders dovesse arrivare in testa, difficilmente il leader populista riuscirebbe a formare un governo, perché nessun’altra forza politica si è detta disponibile a creare una coalizione assieme a lui. E per Rutte, al quale la crisi diplomatica con Ankara dovrebbe aver giovato in termini di consensi, trovare la quadra per la nuova coalizione sarà lavoro di mesi.