Esteri

Voto Olanda, sollievo in Europa. Merkel: "Buona giornata per democrazia". Ma Ankara: "Presto guerre di religione"

Mark Rutte, primo ministro uscente olandese (ansa)
Da Junker a Hollande a Gentiloni, tutti parlano di "buon risultato per l'Europa, contro gli estremismi". "Rassicurati" anche i mercati finanziari europei che aprono in rialzo. L'ira della Turchia. Si delinea con chiarezza l'inattesa affermazione anche del trentenne Jesse Klaver, leader verde di sinistra, che ha portato il partito da 4 a 14 seggi. Entra in Parlamento anche una formazione antirazzista turco-olandese. Ma ora è il rebus governo
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"È stata una buona giornata per la democrazia". Poi, attraverso la sua portavoce, si è detta lieta di "poter proseguire una buona collaborazione come amici, vicini, europei". Ha aspettato qualche ora Angela Merkel a commentare il risultato delle elezioni olandesi con l'affermazione del collega liberale e conservatore Mark Rutte, e le sue parole racchiudono il senso di sollievo dei più convinti paesi europeisti. Ad esempio anche la Francia, col presidente Hollande che ha salutato l'esito del voto olandese una "netta vittoria contro l'estremismo", o l'Italia, attraverso le parole del premier Paolo Gentiloni consegnate a tarda sera a un tweet: "No #Nexit. La destra anti Ue ha perso le elezioni in Olanda. Impegno comune per cambiare e rilanciare l'Unione". E anche il presidente della commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha accolto con piacere questo "voto per l'Europa, contro gli estremismi".

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Il voto in Olanda sembra anche rassicurare i mercati europei, che crescono in maniera piò o meno decisa. La Piazza di Amsterdam, come quella parigina, guadagna lo 0,7%. Più robuste le altre, con Londra in salita dello 0,9%, Francoforte dell'1%, Milano dell'1,5% e Madrid dell'1,54%. Ma di certo l'andamento delle Borse è stato influenzato anche dalla decisione della Fed, che ieri ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto, annunciando di voler continuare ad aumentarli almeno altre due volte nel corso di quest'anno. Una mossa già accolta positivamente da Wall Street.

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L'unica voce contro è quella, rumorosa, di Ankara: "L'Europa sarà presto teatro di guerre di religione". Così il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu evoca il prossimo futuro dopo il risultato elettorale in Olanda: "Quando si guarda ai partiti (olandesi, ndr) si vede che non c'è differenza tra i socialdemocratici e il fascista Wilders. Hanno tutti la stessa mentalità fascista - ha spiegato il ministro parlando nella provincia di Antalya - Dove andrete? Avete dato inizio al collasso dell'Europa. State trascinando l'Europa nel baratro. Presto inizieranno guerre di religione in Europa". Negli ultimi giorni Ankara aveva accusato Olanda e Germania di avere avuto un comportamento nazista, impedendo che due suoi ministri facessero campagna elettorale davanti ai cittadini turchi in questi paesi per chiedere sostegno alla riforma costituzionale che darebbe maggiori poteri al presidente Erdogan. Ma il premier Rutte aveva tenuto testa con fermezza ai pesanti attacchi del governo turco.
(reuters)
E intanto si delineano meglio i contorni del voto di ieri. Hanno vinto, ma non stravinto, i liberali del premier uscente Rutte, che si prepara al terzo mandato. L'anti-europeista Geert Wilders guadagna seggi ma è incalzato da cristiano democratici e liberali di sinistra. Non sfonda e avverte: "Non vi siete liberati di me". Nettissima, oltre ogni previsione, l'affermazione dei Verdi di sinistra (GroenLinks) con loro leader trentenne Jesse Klaver, stessa generazione e forte somiglianza col premiere canadese Trudeau, che ha portato il partito da 4 a 14 seggi. Ed entra in Parlamento, per la prima volta e proprio nel pieno della crisi con la Turchia di Erdogan, anche il partito antirazzista Denk, in olandese "Pensiero" e in turco "Uguaglianza", fondato da due turco-olandesi, Tunahan Kuzu e Selcuk Ozturk. Kuzu e Ozturk erano già deputati, ma eletti nel partito laburista, con cui hanno rotto nel 2014 sul tema del monitoraggio delle attività dei musulmani in Olanda.