Esteri

Cina-Usa, Xi Jinping non dormirà a Mar-a-Lago

Il presidente e la sua delegazione non saranno ospiti nella "Casa Bianca invernale" di Trump

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PECHINO - Che non sarebbe stata una semplice passeggiata l'aveva sospettato il mondo intero: di qua e al di là del Pacifico. Sicuramente non sarebbe stata una passeggiata da golf, visto che in patria contro lo sport "dei ricchi" il presidente Xi Jinping ha avviato da tempo una vera e propria battaglia. E sicuramente non sarà per i campi da golf di Mar-a-Lago, la cosiddetta "Casa Bianca invernale" dove Donald Trump sta amichevolmente intrattenendo i suoi ospiti più illustri. Sì, l'incontro più atteso dell'anno, quello tra il nuovo presidente eletto negli Usa al suono di slogan antiCina, e il leader più potente di qui dai tempi di Mao Zedong, che si appresta a novembre a farsi incoronare per altri 5 anni in un tesissimo congresso del partito, non ha ancora una ufficializzazione però ha una certezza: Xi non dormirà nel letto di The Donald. O almeno questo è quanto riferirebbe il solito e naturalmente anonimo portaparola del Servizio Segreto e che però l'informatissimo South China Morning Post rilancia: Xi e la sua delegazione saranno come previsto in Florida il 6 e il 7 aprile prossimo e il presidente non ha pianificato alcun altro stop in territorio americano. Ma non si fermerà a Mar-a-Lago. Secondo la tv Cnbc il luogo dove alloggerà sarà invece sarebbe l'Eau Palm Beach Resort & Spa. Una lussuosa struttura che non avrà borghesissimi campi da golf ma si presenta sul suo sito come "un'isola esclusiva all'incrocio di ricchezza, potere e stile internazionale", che non è proprio la destinazione che ti aspetteresti per il capo dell'ultimo grande partito comunista del mondo.

L'incontro del disgelo arriva in un momento delicatissimo. Non solo per Trump, all'indomani della disfatta nel tentativo di smontare la storica riforma sanitaria di Barack Obama, ma anche per Xi che nei primissimi giorni della presidenza del miliardario aveva ballato tantissimo: prima di fronte alle minacce americane di una guerra delle tariffe, poi messo alle strette dalla telefonata di The Donald con il leader di Taiwan Tsai Ing-wen, che aveva messo a rischio il principio indiscutibile per Pechino di "Una sola Cina", e rispettato da quarant'anni dagli Usa. A complicare le cose ci s'è messo Kim l'Atomico con i suoi test missilistici che hanno riportato la Corea del Nord minacciosamente al centro del mondo.

Il primo razzo verso il Giappone schizzò proprio mentre Trump riceveva a Mar-a-Lago il premier di Tokyo Shinzo Abe. Dicono i pettegolezzi qui a Pechino che Xi fosse invidioso del ricevimento approntato in America per l'odiato giapponese: l'ospitalità nel resort dava all'incontro quel pizzico di calda intimità che nel palcoscenico internazionale aiuta. Per questo tutti pensavano che il meeting con Trump si sarebbe adesso svolto tutto nella stessa cornice. Lo stesso Xi aveva gradito per esempio l'invito che il predecessore di The Donald gli aveva fatto quattro anni fa in California: il primo incontro tra Xi presidente e Barack Obama avvenne infatti nella tenuta di Sunnylands, dando vita addirittura al conio di quella "diplomazia della villa" che tanto aveva fatto sperare per la distensione internazionale.

La scelta ora di evitare Mar-a-Lago potrebbe essere vista come un tentativo di tenere comunque, nell'abbraccio, le distanze? Il conto alla rovescia è già cominciato e tra poco potremo scoprire come è andata davvero. A proposito: pare che sia cominciato il conto alla rovescia anche per Kim Jong-un, si annunciano movimenti sospetti sul 38esimo parallelo, il primo test atomico dell'anno sarebbe imminente. E del resto: che non sarebbe stata una passeggiata, per Trump e Xi, l'aveva sospettato il mondo intero.