La regina: "Cupo clima nazionale". Elisabetta II ha osservato oggi un minuto di silenzio davanti a Buckingham Palace in ricordo delle vittime del rogo. Accompagnata dal marito, il duca Filippo di Edimburgo, la sovrana 91enne si è unita, poco dopo le 10.45 ora locale (le 11.45 in Italia) al silenzio delle persone raccolte davanti al palazzo, in occasione della celebrazione oggi del suo compleanno. Elisabetta, in una dichiarazione senza precedenti, ha diffuso una nota in cui ha sottolineato che è difficile evitare il clima "cupo" che vive il Regno Unito dopo le tragedie di questo anno, come gli attentati terroristici di Londra e Manchester e, appunto, il recente incendio del grattacielo residenziale nella capitale. Oggi è "tradizionalmente una giornata di celebrazioni. Quest'anno, tuttavia, è stato difficile sfuggire al clima cupo nazionale", ha affermato la regina. E ancora: "Negli ultimi mesi il Paese è stato testimone di una successione di tragedie terribili. Come nazione, continuiamo a meditare e pregare per tutti coloro che sono stati direttamente colpiti da questo evento anche se il nostro Paese rimane risoluto davanti alle avversità".
La premier contestata. Sempre oggi Theresa May ha incontrato alcuni sopravvissuti, familiari, volontari e leader dei gruppi locali, e ha ammesso che l'assistenza "alle famiglie che avevano bisogno di aiuto o di informazioni è stata insufficiente". Contemporaneamente davanti all'ufficio della premier a Downing Street si svolgeva una nuova manifestazione di protesta al grido di "May must go" ("May deve andarsene"). Proprio come accaduto ieri, quando la May, andata sul posto della tragedia, è stata contesta al grido di "vergogna" e "codarda". Questo perché la premier ha gestito la difficilissima situazione senza empatia, con freddezza e anche con evidente ritardo. Il tentativo fatto oggi dal suo staff di riparare alla situazione, a quanto pare, non è servito.
Grenfell Tower: la protesta fuori Downing Street
A due giorni dalla tragedia la premier ha invitato a Downing Street sopravvissuti, familiari e leader locali collegati all'incendio. Fuori però si è radunata una folla di contestatori. Tra slogan e cartelli, due le richieste: "Justice for Grenfell" e "May go out" (vattene). LEGGI L'ARTICOLO
Nuovo bilancio. Nel grattacielo della tragedia si continuano a cercare le persone disperse: 58 in totale, "presumibilmente morte", riferisce la polizia di Londra. Ma il numero potrebbe aumentare. Dopo le conferme ufficiali da parte della Farnesina della morte dei due ragazzi italiani, Gloria Trevisan e Marco Gottardi, entrambi veneti di 27 anni, oggi l'ambasciata marocchina a Londra ha confermato che sette cittadini del Marocco sono morti nell'incendio. Finora le vittime accertate sono 30, ma il bilancio è destinato ad aggravarsi.
I vigili del fuoco continuano a cercare come possono nello scheletro carbonizzato del grattacielo di 24 piani, dove abitavano almeno 600 persone. Vengono impiegati anche droni e cani molecolari, ma i piani più alti sono inaccessibili in quanto dichiarati strutturalmente instabili. Intanto cresce la rabbia per l'uso di un materiale di rivestimento scadente che avrebbe favorito il propagarsi delle fiamme.
Incendio Londra, i fiori lasciati dal pompiere: ''Abbiamo dato tutto, scusate se non è stato abbastanza''
''Non abbiamo mai lavorato così tanto, scusate se non è stato abbastanza''. E' il messaggio scritto da un pompiere su un mazzo di fiori lasciato poco distante dalla Grenfell Tower, il grattacielo distrutto da un incendio lo scorso 14 giugno, in uno spazio trasformato nel memoriale per le vittime. Le fiamme hanno divorato l'edificio di 24 piani - zona ovest di Londra - e ucciso almeno 30 persone, tra cui due italiani: Gloria Trevisan e Marco Gottardi. Sono 300 i vigili del fuoco che hanno lavorato incessantemente per domare le fiamme e salvare le persone rimaste intrappolate. Molti di loro hanno raccontato di non avere mai visto un incendio più devastante di questo, e di aver avuto paura per la prima volta da quando sono chiamati a domare roghi