L'Us Customs and Border Patrol (Cbp), l'agenzia statunitense che si occupa del controllo delle frontiere, ha annunciato che l'amministrazione Trump ha scelto le quattro società che dovranno realizzare i prototipi della recinzione e realizzare i modelli: i loro contratti vanno dai 400mila ai 500mila dollari.
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Secondo vice commissario responsabile della dogana e della protezione delle frontiere statunitensi, Ronald Vitiello, il muro dovrà essere alto nove metri. I prototipi devono essere anche "anti-scalata" per scoraggiare gli immigrati illegali diretti a scavalcare la barriera e raggiungere gli Stati Uniti. "Il CBP ha chiesto alle aziende disegni del progetto del muro con cemento armato e materiali alternativi", ha dichiarato Vitiello, definendo la scelta delle quattro aziende una "pietra miliare significativa" nel piano di Trump.
Un muro di alberi al confine Usa-Messico: progetto italiano che sfida Trump
Renzo Piano ha disegnato per Bologna un hospice pediatrico ispirandosi a una casa sull'albero, Stefano Boeri sogna barriere antiterrorismo costituite da piante. E quattro architetti bolognesi vincono un concorso internazionale di idee immaginando un muro di alberi come confine fra Usa e Messico, in risposta alle ferme intenzioni del presidente Donald Trump di sigillare la frontiera sud col calcestruzzo. Gli spagnoli di Archstorming lanciano la sfida: "Unbuild the wall", smontiamo (idealmente) il muro di Nogales, cittadina metà in Arizona e metà in Messico, dove il muro esiste già. I quattro bolognesi - Stefano Bastia, Nicola Magri, Eurind Caka e Giovanni Sanna - rispondono col progetto "The tree wall", dove gli attuali check point e la barriera di acciaio vengono sostituiti da una doppia fila di alberi, una piazza, spazi polivalenti. Resta l'elemento di controllo e sorveglianza sui flussi migratori (torri di controllo e sensori di movimento), ma è la natura a riprendersi la centralità, "visto che di fatto è stato il primo limite che l'essere umano ha dovuto valicare", spiegano gli autori. "Una foresta in grado di integrare ambiente e tecnologia", nella convizione che "la crescita individuale e collettiva sia perseguibile soprattutto attraverso la contaminazione e l’incontro fra due culture differenti". Un progetto che per ora rimane un sogno sulla carta. "Anche se la stessa municipalità di Nogales spera che questo si realizzi un giorno, al momento il muro rimarrà esattamente com'è", confermano da Archstorming. "La nostra è stata una competizione di idee per mostrare al mondo che ci sono altri modi di costruire confini"
Le società scelte sono la Caddell Construction di Montgomery, Alabama; la Fisher Sand e Gravel di Tempe, Arizona; la Texas Sterling Construction di Houston; la W.G. Yates e Sons Construction Company di Philadelphia, Mississippi. I contratti vanno dai 400mila ai 500mila dollari.
Il governo valuterà anche le proposte che non prevedono la costruzione di una divisione in cemento ma che abbia "tutti gli strumenti per garantire la sicurezza del confine".
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