I raid erano stati già annunciati nei giorni scorsi. Nel mirino degli agenti della Immigrations and Customs Enforcement (Ice) ci sarebbero circa duemila persone senza documenti legali, arrivate di recente.
Raid anti-immigrati da Atlanta a San Francisco, proteste contro Trump
I raid contro gli immigrati entrati irregolarmente negli Stati Uniti sono scattati. Nel mirino degli uomini dell'Ice, l'agenzia governativa per il contrasto all'immigrazione clandestina, ci sarebbero solo duemila immigrati ma non si esclude che le operazioni siano di scala molto più ampia. Nelle metropoli interessate la tensione è altissima: i sindaci illustrano agli immigrati sui social media e con cartelli affissi in strada i loro diritti e assicurano di essere pronti a intervenire a loro sostegno contro i raid voluti da Donald Trump. A Chicago e New York diverse manifestazioni sono in corso per protestare contro i raid e sostenere gli immigrati. "L'Ice va abolito" è uno degli striscioni agitati durante una manifestazione nel Queens, area di New York dove vive una forte comunità di immigrati. LEGGI L'ARTICOLO
Il direttore pro-tempore dell'agenzia, Ken Cuccinelli, ha spiegato alla Cnn che l'obiettivo sono in primis delinquenti e criminali violenti, oggetto di ordini di espulsione da parte dei tribunali. "Ci sono oltre un milione di persone soggette a quest'ordine. È da questa lista che l'Ice attinge", ha sottolineato. Pur rifiutandosi di dire se i bambini verranno separati dai genitori, ha ammesso che nel milione di persone indicate ci sono anche famiglie.
Nelle metropoli interessate la tensione è altissima: i sindaci illustrano agli immigrati sui social media e con cartelli affissi in strada i loro diritti e assicurano di essere pronti a intervenire a loro sostegno contro i raid voluti da Donald Trump. A New York e Chicago migliaia in strada per manifestazioni di protesta: "L'Ice va abolito" è uno degli striscioni agitati durante una manifestazione nel Queens, area di NY dove vive una forte comunità di immigrati.
Il presidente americano intanto ha scatenato un nuovo putiferio con una serie di tweet proprio sull'immigrazione, bollati da più parti come razzista. "Prima di criticare le politiche portate avanti negli Usa tornino nei posti corrotti e infestati dal crimine da cui sono venute" ha scrittoa Trump scagliandosi, senza mai nominarle, contro il gruppo di parlamentari progressiste e appartenenti alle minoranze razziali guidate da Alexandra Ocasio-Cortez. Un gruppo di cui fanno parte anche le deputate musulmane Ilhan Omar e Rashida Tlaib e l'afroamericana Ayanna Pressley.
Per il tycoon le combattive deputate, sempre più influenti nel partito democratico e in polemica con la speaker della Camera Nancy Pelosi, dovrebbero tornare indietro e aiutare a sistemare le cose nei Paesi di origine "i cui governi sono una totale catastrofe, il peggio che esiste al mondo", invece di criticare "la più grande e potente nazione sulla terra".
Immediata la replica delle interessate, inclusa Pelosi. "Respingo i commenti xenofobi" di Trump: "invece che attaccare membri della Camera il presidente dovrebbe lavorare con noi per politiche dell'immigrazione che riflettano i valori americani" twitta Pelosi. "Mr. President noi ci battiamo per proteggere il paese dal peggiore, più corrotto e inetto presidente che si sia mai visto" le fa eco Omar. Trump "è arrabbiato perché non accetta un paese che possa includere anche noi, non accetta che l'America ci ha eletto e che non abbiamo paura di lui" aggiunge Ocasio-Cortez.
Nel dibattito è intervenuta anche Hillary Clinton con un tweet: "Sono americane, e dici bene su una cosa: 'attualmente il 'loro governo è una completa e assoluta catastrofe".