Ricoverata da quasi due settimane, è circondata dagli zii e da nuovi ‘amici’, le tante persone che hanno conosciuto la sua storia attraverso i media. La bambina è l’unica sopravvissuta della sua famiglia a un bombardamento che il 25 agosto ha ucciso almeno 16 civili a Sana'a, capitale dello Yemen. Tra questi, i genitori e 5 tra fratelli e sorelle. Gravi le ferite riportate: avrebbe diverse frattura al cranio, ma i dottori dicono che ce la farà.
Buthaina, la bambina sopravvissuta che sta aprendo gli occhi al mondo sulla guerra in Yemen
Il suo nome è Buthaina Muhammad Mansour al-Raimi, ha solo cinque anni e, suo malgrado, è diventata simbolo della guerra che dal 2015 affligge lo Yemen. Buthaina è l'unica sopravvissuta della sua famiglia a un bombardamento aereo avvenuto il 25 agosto a Sana'a, capitale yemenita. La storia della bambina - ora accudita dagli zii che ne hanno assunto la custodia - ha subito attirato l'attenzione dei media locali che sono andati a trovarla nella stanza d'ospedale in cui è ricoverata per tentare di scambiare qualche parola con lei. I giornalisti si sono trovati di fronte una bambina coperta di lividi e graffi, il piccolo viso coperto da ematomi che le impediscono di aprire gli occhi. Ma viva. Non riconoscendo la voce dei suoi interlocutori Buthaina ha cercato di aprire gli occhi aiutandosi con le dita: un gesto immortalato dal fotgrafo Karem Alzerii che ha diffuso lo scatto sui suoi profili social facendolo diventare immediatamente virale in Yemen, ma non in Occidente. La storia di Buthaina è arrivata anche in Italia su spinta di Unicef che sta cercando in questo modo di aprire gli occhi al mondo su una guerra terribile che in oltre due anni ha provocato la morte di migliaia di persone, falciate da bombe e raid così come dalla malnutrizione e da un'epidemia di colera che sta devastando il Paese. Il giorno successivo ai bombardamenti che hanno colpito la casa di Buthaina, la coalizione guidata dall'Arabia Saudita contro i ribelli Houti si è assunta la resposabilità dell'attacco aereo parlando di un "errore tecnico".
Ora Buthaina è affidata a una coppia di zii, che dal giorno del bombardamento non si sono mai separati da lei. La bambina ancora non sa cosa sia successo ai genitori e al resto della famiglia. “Non potrò mai sostituire suo padre, ma ora lei per me è una figlia e lo sarà per sempre", ha detto lo zio ai reporter della Cnn, "spero almeno che la perdita che ha subito la nostra famiglia possa portare alla fine del conflitto che sta sconvolgendo il nostro Paese”.