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Usa, studio: "63 miliardi in più grazie ai rifugiati". Ma la Casa Bianca lo scarta

Il report chiesto nei mesi scorsi al Dipartimento della Salute e dei Servizi umani dal presidente Trump conteneva dati molto positivi sui rifugiati per l'economia statunitense. Ma nella versione finale della ricerca non ve n'è più traccia

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NEW YORK - Uno studio dimostra come i rifugiati abbiano portato molti benefici all'economia degli Stati Uniti negli ultimi dieci anni: circa 63 miliardi di entrate in più rispetto ai costi sostenuti a loro favore dallo Stato federale. Ma questo studio interno sarebbe stato censurato all'interno dell'Amministrazione Trump che aveva chiesto approfondimenti sulla questione al Dipartimento della Salute e dei Servizi umani. La storia è riportata dal New York Times. Il governo del presidente in carica ha avviato nei mesi scorsi un'indagine su costi e benefici relativi ai rifugiati in merito ai limiti di accoglienza posti da Trump. Il risultato però è stato controverso. Nella versione finale del report chiesto dall'amministrazione sono rimasti i costi sostenuti dallo stato federale per i rifugiati, che ammontano in media a 3.300 dollari all'anno contro i 2.500 di un cittadino americano standard. Ma, contemporaneamente, sono stati eliminati dallo studio i dati positivi sui rifugiati. E cioè che, alla lunga, tra tasse pagate all'erario (circa 291 miliardi di dollari tra 2005 e 2014) e servizi utili alla società americana (come svolgere lavori e mansioni che altrimenti rimarrebbero senza manodopera), i rifugiati hanno portato 63 miliardi di dollari in più nelle casse rispetto alle spese sostenute dallo Stato. Di questo elemento però non c'è traccia nella stesura finale del report, come dimostra una bozza di cui il New York Times è entrato in possesso.

Non si sa di chi sia la manina che ha tolto i riferimenti positivi ai rifugiati nella versione finale dello studio. Forse l'ala più oltranzista dell'Amministrazione su migranti e rifugiati, capitanata tra gli altri dal consigliere falco Stephen Miller. L'episodio capita a pochi giorni dalla decisione sul prossimo tetto annuale ai rifugiati che prenderà l'amministrazione Trump. Secondo fonti del Dipartimento di Sicurezza interna, dovrebbe attestarsi su quota 40mila.