Esteri

Israele, il presidente nega la grazia al soldato che uccise un terrorista palestinese ferito a terra

Polemiche dell'estrema destra contro Rivlin, che non ha concesso il perdono a Elor Azaria, caporale di 20 anni condannato da un tribunale militare a 18 mesi di carcere: aveva freddato a Hebron un terrorista mentre era immobile al suolo

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IL PRESIDENTE israeliano Reuven Rivlin da qualche ora è al centro di una tempesta politica esplosa dopo una decisione molto delicata che ha avuto la forza di prendere. Rivlin ha rifiutato la grazia a un giovane soldato condannato per l’uccisione di un terrorista palestinese che era già stato ferito e da 11 minuti era bloccato a terra senza possibilità di muoversi. Il presidente non ha concesso il perdono a Elor Azaria, un caporale di 20 anni condannato da un tribunale militare a 18 mesi di carcere per la morte di Abdel Fattah Sharif, 21 anni, freddato con un colpo di fucile a Hebron nel marzo del 2016. Pochi minuti prima di essere ucciso Sharif con un complice aveva ferito a coltellate due soldati di una pattuglia, era stato colpito ed era rimasto bloccato a terra, circondato dai soldati.
 
Dal marzo 2016 la storia di Azaria era andata avanti diventando un caso molto delicato, un simbolo della polarizzazione sempre più radicale di parte della società civile e quindi dei movimenti politici. Il video in cui si vede tutta la sequenza dell’uccisione inizia riprendendo un gruppo di soldati arrivati sul luogo dell’attacco terroristico. I militari aiutano un soldato ferito a salire su un ambulanza e fanno avvicinare altri veicoli. Il palestinese è a terra, ferito da un colpo di mitra. Solleva per alcuni attimi la testa, muove le braccia, ma non riesce a fare nulla di più. Poi rimane fermo, in attesa che i paramedici israeliani si occupino anche di lui.
 

Israele: soldato condannato per l'uccisione di un palestinese, proteste a Tel Aviv

All’improvviso il caporale Azaria, senza un motivo apparente, arma il mitra e da 4-5 metri di distanza spara alla testa del palestinese a terra. Il tutto viene ripreso dagli attivisti di una ONG israeliana, B’Tselem, che è presente nei territori palestinesi per verificare il comportamento dell’esercito e proteggere i diritti dei cittadini arabi che vivono sotto occupazione.
 
Il video diventa virale in poche ore, e mentre serve a incolpare il soldato, viene comunque utilizzato da chi lo difende per sostenere la tesi difensiva. Il caporale infatti ha sempre detto di aver avuto la sensazione che il palestinese da un momento all’altro potesse farsi saltare in aria perché poteva avere un giubbotto esplosivo indosso.
 
Azaria finisce di fronte a un tribunale militare e alla fine del processo viene condannato a 18 mesi (il procuratore aveva chiesto da 3 a 5 anni) per omicidio colposo. Dopo alcuni mesi di proteste, il capo di stato maggiore generale Gady Eizenkot ha ridotto la pena a 14 mesi: il generale motiva la riduzione di pena “in base a considerazioni di comprensione per lo stato di servizio di un militare in servizio in un teatro operativo”. Ma poi aggiunge che “la grave azione di cui il soldato non si è assunto responsabilità e per cui non ha chiesto scusa” giustifica una punizione, ricordando poi che “le decisioni dei tribunali vanno rispettare”.
Il presidente Rivlin ritratto con la kefiah palestinese dall'estrema destra israeliana 
La decisione di Rivlin, membro di un partito di destra come il Likud, ha scatenato le reazioni negative di alcuni ministri nazionalisti. Il primo a criticare il presidente è stato proprio il ministro della Difesa Avigdor Lieberman, che ha detto che “il presidente Rivlin aveva la possibilità di mettere la parola fine a questa vicenda che la colpito la società israeliana. Il soldato Azaria ha fronteggiato un terrorista che era venuto per uccidere”. Il ministro nazionalista dell'Istruzione Naftali Bennett criticato Rivlin e ha telefonato alla famiglia Azaria. La ministra della Cultura Miri Regev, altra nazionalista, è arrivata ad accusare il capo dello Stato di aver "abbandonato il soldato sul terreno, e ha perso l'occasione della sua vita" per fare buon uso del perdono presidenziale.