Esteri

Gantz rimette il proprio mandato. Israele verso le terze elezioni in un anno

 Il leader del partito Blu e bianco, Benny Gantz (afp)
Non si trovano larghe intese. Dopo Netanyahu anche il leader dell'opposizione ha rinunciato a formare una coalizione di governo
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Il leader dell'opposizione israeliana Benny Gantz ha rimesso il proprio mandato al Presidente Reuven Rivlin rinunciando a formare una coalizione di governo. Prima di lui, anche il Primo Ministro Benjamin Netanyahu aveva gettato la spugna, incapace di assicurarsi il sostegno di almeno 61 dei 120 deputati alla Knesset, il Parlamento israeliano. 

Israele ha, a questo punto, buone probabilità di dover tornare al voto per la terza volta consecutiva in un anno, dopo che le consultazioni senza vincitore dello scorso aprile e quelle di settembre. Rimangono solo tre settimane in cui qualsiasi altro candidato, assicurandosi il sostegno di 61 parlamentari, potrebbe proporsi a Rivlin come nuovo premier, ma è un'eventualità ritenuta assai improbabile dagli analisti. 

Gantz e Netanyahu, che non hanno i numeri per formare un governo coi rispettivi alleati, non hanno trovato l'accordo per una coalizione di larghe intese. Era questa l'ipotesi caldeggiata da Rivlin, per scongiurare le terze elezioni consecutive. Ma Netanyahu, che a breve rischia di essere messo in stato di accusa per diversi casi di corruzione, ha insistito affinché fosse lui ad andare per primo in un'alternanza ipotizzata con Gantz per la poltrona di primo ministro. Gantz, il cui partito "Blu e Bianco" ha vinto più seggi del Likud di Netanyahu, non ha voluto accordargli il vantaggio di affrontare i processi da primo ministro, accettando di essere secondo nella staffetta. Da parte sua Netanyahu, a cui era stato richiesto di rinunciare al suo "blocco" di alleati per andare al governo con Gantz, non ha accettato l'ipotesi di separarsi dalle altre destre. 

In un discorso nel primo pomeriggio di martedì, l'attuale "king-maker" delle trattative di coalizione Avigdor Lieberman aveva già fatto intendere che Gantz avrebbe rimesso il mandato con un nulla di fatto. L'ex braccio destro di Netanyahu, divenuto ormai la sua peggiore spina nel fianco, ha escluso di sostenere un governo Gantz che facesse affidamento all'appoggio esterno dei partiti arabi. "Sono una quinta colonna," ha detto, usando l'espressione con cui spesso taccia di slealtà gli arabi d'Israele.

Allo stesso modo, però, Lieberman è deciso a non tornare sui propri passi e sostenere un governo delle destre. Lo scorso aprile, dopo la prima tornata elettorale, si rifiutò di unirsi ad una coalizione che lasciasse troppo spazio di manovra ai partiti ultra-ortodossi, storici alleati di Netanyahu. Fu una doccia fredda per Bibi, che a caldo aveva dichiarato una "vittoria spaziale" per il centro-destra, dando per scontato il sostegno di Lieberman. Era l'inizio di una fase di transizione che sembra non avere fine.