Esteri

Israele, incarico a Gantz: "Ora un governo di riconciliazione nazionale"

 L'ex generale Benny Gantz (afp)
Per la prima volta dopo 10 anni sarà un leader diverso da Benjamin Netanyahu a provare a raccogliere i 61 voti sui 120  necessari. Per l’ex capo di Stato maggiore non sarà però facile trovare la maggioranza
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UNA MISSIONE molto difficile per il generale Benny Gantz, l’ex capo di Stato maggiore che ha avuto l’incarico di formare il nuovo governo di Israele. Per la prima volta dopo 10 anni sarà un leader politico diverso da Benjamin Netanyahu a provare a raccogliere i 61 voti sui 120 della Knesset necessari al governo. Il presidente della Repubblica, Reuven Rivlin, ha detto di aver deciso di dare l’incarico a Gantz dopo che nella prima tornata di consultazioni “54 deputati avevano consigliato di dare l'incarico a lui”. Come dire che gliene mancherebbero ancora 7, ma per Gantz non sarà facile trovare questa maggioranza che potrebbe evitare ad Israele le terze elezioni politiche in un anno. 

Un possibilità c’è: a Rivlin i deputati che avevano indicato Gantz erano stati 54, ma in verità pronti a sostenere stabilmente una maggioranza di governo sono solo i 33 deputati del suo partito “Blu e Bianco”, assieme a quelli dei laburisti e di Campo democratico, per un totale di 44 deputat. Ci sono in attesa gli 8 deputati del partito di Avigdor Lieberman, il leader nazionalista laico di “Israel Beitenu”. E poi c’è la Lista Araba Unita (13 seggi) sulla quale c’è però una doppia difficoltà: i deputati e i cittadini israeliani della minoranza araba non sono mai entrati in un governo israeliano, anche perché non erano mai stati così necessari. I partiti ebraici, pur di non perdere l’appoggio dei loro elettori più nazionalisti, non avevano mai chiesto il loro appoggio. Ma oggi le cose sono diverse. Ahmed Tibi, uno dei due capì della Lista araba, ha detto che ci sono contatti con Blu e Bianco e che il listone arabo potrebbe garantire a Gantz l’appoggio esterno. 

Avigdor Lieberman, l’ex immigrato dell’Unione Sovietica che per anni ha mobilitato il voto dell’immigrazione russa, lavora a un’altra opzione. Lieberman prima di fondare un suo partito è stato capo di gabinetto di Netanyahu e ha fatto carriera nel Likud. Conosce bene quel partito, e segretamente sta lavorando a provocare una scissione del Likud che fornisca un po’ di deputati al nuovo governo. Il problema del Likud è che fino a che il partito non si deciderà a contestare la leadership dell’attuale premier, “Blu e Bianco” non accetterà di avere al governo un Netanyahu che presto potrebbe essere incriminato per 3 casi di corruzione. 

La prima delegazione che Gantz ha chiesto di incontrare sarà proprio quella del Likud. Ma grazie a una manovra di Netanyahu, gli inviati del Likud rappresenteranno anche gli altri partiti della destra e quelli ultra-religiosi che lo appoggiavano come nuovo premier. Gantz avrà 28 giorni per lavorare a una nuova maggioranza: non è molto, i numeri non ci sono, ma anche in Israele le sirene del potere possono aprire strade impensabili.