Di che cosa parliamo
Richiesta di rimborsi non dovuti e assunzioni di staff per scopi diversi da quelli legati alle attività dell'Europarlamento. Nei controlli del gruppo dell'Efdd (che a Strasburgo unisce M5S e Ukip) è incappata Cristina Belotti, capo della comunicazione 5S. Alcune sue trasferte in Italia erano legate alle campagne nazionali di Di Maio. Sul sito di Repubblica tutte le carte
STRASBURGO. L'Ufficio antifrode dell'Unione europea indagherà sui rimborsi spese del Movimento 5 Stelle e sul personale dell'Europarlamento spostato a Roma in occasione della campagna elettorale dal gruppo pentastellato di Strasburgo. L'Olaf, la procura europea, aprirà nelle prossime ore un fascicolo, una prima verifica dei fatti sulla base degli articoli e dei documenti pubblicati da Repubblica. Entro due mesi, come prevedono le normali procedure dell'Ufficio, gli investigatori dell'antifrode Ue decideranno se procedere a un'inchiesta formale. Anche l'Europarlamento chiede chiarezza sulla vicenda. Fonti ufficiali dell'Assemblea spiegano: "Ora il gruppo dell'Efdd (la famiglia politica composta da M5S e Ukip, ndr) ha l'obbligo di verificare la situazione e assicurarsi del buon uso dei fondi e del personale. Se riscontrerà anomalie, dovrà intervenire".È bufera sula delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. Ieri Repubblica ha rivelato la vicenda dei rimborsi spese contestati al capo della comunicazione M5S a Strasburgo, Cristina Belotti. Una storia lo scorso dicembre sfociata nel risarcimento delle spese o nella rinuncia ai rimborsi, autorizzati da un funzionario sottoposto, il portavoce del gruppo Diego Destro. In un caso Belotti ha restituito la somma già intascata, in altri tre casi ha cancellato la richiesta di rimborso per trasferte in Italia che secondo l'amministrazione del gruppo Efdd non erano legate all'attività dell'Europarlamento, ma alla campagna elettorale di Luigi Di Maio.
Un caso accompagnato da quello dei due funzionari Ue spostati alla rappresentanza dell'Europarlamento a Roma ma impegnati nella campagna elettorale del Movimento. L'M5S ieri mattina ha smentito la vicenda, annunciando querela e invitando Repubblica a mostrare i documenti a sostegno della storia. Repubblica.it ha pubblicato tutte le carte. Successivamente il Movimento ha fatto dichiarare al segretario generale del gruppo, Aurelie Laloux, che la ricostruzione grillina era corretta e nel caso di Belotti si è trattato di "normali verifiche". Ricostruzione contro l'evidenza delle carte e che non spiega perché Belotti abbia proceduto ai rimborsi delle missioni. Così come non è stata giustificata a pieno la presenza di Andrea Pollano e Stefano Torre a Roma. Anzi, nel caso del secondo c'è stata una parziale ammissione che si è occupato del fundraising per la campagna elettorale di Di Maio, anziché di attività legate all'Europarlamento, anche se, sostiene l'M5S, solo "a titolo volontario e senza un impiego continuativo".
Pd e Forza Italia sono partiti all'attacco. Tra gli altri il capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato, afferma che "l'M5S dà lezioni di moralità e poi non le applica". Per il forzista Maurizio Gasparri "uno vale uno, ma altri valgono migliaia di euro: a Strasburgo è esploso lo scandalo 5Stelle". A fine giornata i pentastellati hanno chiesto l'apertura di un'indagine interna al Parlamento Ue per la fuga di notizie.
Ma il Parlamento indagherà anche sulla gestione dei fondi. Secondo le regole di Strasburgo l'amministrazione centrale non può intervenire subito, visto che i soldi degli stipendi dei funzionari in missione a Roma e i rimborsi spese contestati a Belotti sono del gruppo politico (Efdd). "Anche si ci troviamo di fronte a un probabile uso improprio di fondi - spiega una fonte del Parlamento europeo - in prima battuta spetta al gruppo fare chiarezza sull'impiego dei soldi e delle risorse umane". Quindi a fine anno, quando l'Efdd chiuderà il proprio bilancio, l'amministrazione centrale verificherà il corretto utilizzo dei soldi messi a sua disposizione dal Parlamento europeo e in caso i conti - o le attività dei suoi funzionari a Roma stipendiati con denaro dei contribuenti europei - non dovessero tornare, prenderà misure e sanzioni appropriate.